ADDIO, COLUMBUS!

ritratto di Zariele

 

 

        Insieme a  Harvey e Irma,  un altro flagello si sta abbattendo sull’America: il vento revisionista, opportunista e dal sapore stomachevolmente politically correct contro Christopher Columbus. Un vento che ha già fatto piazza pulita del day  a lui dedicato (trasformandolo in Indigenous People’s Day) a Los Angeles.  In passato, anche se con minore forza e clamore, aveva già colpito Seattle, Albuquerque e Denver e ora, dopo la città degli angeli, minaccia di raggiungere rapidamente e con crescente impeto ogni stato dell’unione. Sebbene arrivi con un ritardo storico di almeno cinquant’anni,  non ci sarebbe nulla da ridire, se nel suo incedere con furia giustizialista e iconoclasta non liberasse nell’aria il lezzo  di un opportunismo politico insopportabile. Un modo spudorato di accarezzare una delle tante pance dell’elettorato statunitense. Un bieco tentativo di accattivarsi la simpatia degli indigeni e strizzare l’occhio a quella sinistra  un po’ nostalgica, che  ancora non ha saputo decidersi tra  fiori e  barricate.

        Che Colombo sia stato un “conquistador”, o meglio il “descubridor”  che diede inizio alla  crudele e sanguinosa conquista di un continente, nessuno può negarlo. E allora  consegnamolo ai libri di storia e riposi in pace. Insieme a tanti altri miti creati di volta in volta dalle convenienze del momento. Ma, per favore, basta con la proliferazione dei giorni dalla memoria corta. Ipocrite celebrazioni di grandi gesta  o facili riparazioni di misfatti. Che la  memoria sia coltivata con costante e intelligente impegno,  in modo da diventare consapevolezza. Parte della coscienza individuale e collettiva. E non ci sia  più bisogno di  carnevalesche celebrazioni o commemorazioni di maniera che, come i fuochi d’artificio, durano lo spazio di poche ore.  Che domani non sia semplice ripetizione, ma davvero un altro giorno.

 

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ritratto di casalvento

La compagna Boldrini vuole

La compagna Boldrini vuole eliminare l'obelisco del Foro italico o quantomeno la scritta Mussolini dux. E non è che l'inizio. Credo che anche il Colosseo non resterà a lungo in piedi. Comodo far politica con la retorica, ma di retorica poi si può anche morire.