La moda bambino negli anni '70: 1- collezione estate autunno, i vestiti su misura e la cappelleria (da "I racconti del cuculo" 3° serie)

ritratto di davecuper

Da piccolo, come la maggior parte dei bambini, non mi interessavo del mio look.
Andavo vestito secondo i gusti di mia madre.
La cura del mio abbigliamento era l'occasione, per mia madre, di mostrare la raffinatezza che aveva nel vestirmi. Poco importava se io mi sentissi ridicolo o mi vergognavo di andare vestito come un piccolo modello nelle sfilate di alta moda. Questo era lo scotto che dovevo pagare per il fatto di avere una madre sarta, e per di più rifinita.
L'abilità con cui mia madre tagliava e cuciva la stoffa, mi consentiva di indossare degli abiti su misura, creati apposta per me.
Mia madre, quando trovava l'idea stilistica che spaccava, mi trascinava come un manichino in camera da letto e, per dare il giusto taglio al vestito, incominciava ad imbastire la stoffa, armeggiando con le spille e la spagnoletta del filo, fino a che la stoffa non si adattava al corpo del manichino.
Io dovevo restare pazientemente fermo per far prendere le misure esatte.
Il certosino lavoro avrebbe dato vita ad un completo confezionato e pronto per uscire dal laboratorio casalingo di sartoria.
Il primo completino che mia madre mi fece, lo indossai quando ancora non andavo a scuola.
Questo era un completino da marinaretto, con calzoni bianchi corti alle ginocchia e giacchetta bianca, con alle spalle un pezzo di stoffa rettangolare blu, ricamato con delle stelline.
Completavano il modello le calze lunghe bianche, che coprivano fin sotto il ginocchio e i sandali colore blu scuro con quattro buchi, da cui emergeva, vergognosamente, il colore delle calze.
Questo completino mi accompagnò per tutta l'estate fino a quando, con l'inizio della scuola e il cambio di stagione, i miei incominciarono a rifornirmi di altri accessori di abbigliamento.
Tra questi, il più importante era il cappello, per via della sua capacità di contrastare il freddo ed allontanare il pericolo della tonsillite.
Nella scelta del cappello entrava in gioco mio padre che, sembra, si intendesse di cappelli per via del negozio di cappelleria che apparteneva ad un suo prozio.
Uno dei primi cappelli che ricordo di aver indossato fu la coppola.
La coppola, associata alle mie folte sopracciglia, alle lunghe ciglia e all'abitudine di rispondere “no” con un cenno del capo e schiocco della lingua, mi faceva sembrare un picciotto siciliano riottoso a parlare, oppure un pastore sardo sperduto nelle montagne della Gallura.
Dopo la coppola fu la volta di un cappello che non era da tutti. Un cappello che potevano indossare soltanto i bambini più eleganti e facoltosi: il cappello di pelliccia con la coda di procione.
Questo cappello aveva origine nel Nord America e veniva utilizzato soprattutto dai cacciatori.
Io lo avevo visto indossato da John Wayne nel film “La battaglia di Alamo”, dove interpretava Davy Crockett.
Mio padre me lo volle comprare per emulazione con il protagonista del film.
Nonostante tutti dicessero che mi stava bene, non mi sentivo molto a mio agio con questo cappello.
Sembravo, infatti, una giovane marmotta alle prese con un furetto che scodinzolava sopra la sua testa.
Un altro cappello che indossai da bambino fu il passamontagna, un berretto di lana che copriva tutto il viso, lasciando scoperti soltanto gli occhi.
Il vantaggio di indossare il passamontagna era quello di poter coprire le mie guance che arrossivano spesso per la vergogna. Lo svantaggio era quello di essere scambiato per un criminale.
Il passamontagna, infatti, era solitamente usato dai terroristi nelle fughe che seguivano le rapine a mano armata nelle banche delle più grandi città.
Tra i vari cappelli che indossai non ci fu la “bombetta”, il cappello che più mi incuriosiva, anche per il fatto che era il tratto distintivo di alcuni famosi personaggi dello spettacolo e del cinema, come Charlie Chaplin, Stanlio ed Ollio.
Probabilmente questo cappello non piaceva ai miei stilisti che preferivano mandarmi in giro con la coda di procione. Questa, oltre che a tenere più caldo, faceva evidentemente anche più chic.

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Gradimento

ritratto di Adaclaudia

ti vedevo

protagonista di questa sfilata virtuale di moda bimbi, veramente piaciuta!!!

ciao ciao

Claudia

ritratto di davecuper

ti vedevo

Grazie per il commento!
Sono contento che ti sia piaciuta.
domani la seconda parte della sfilata!

Ciao