DOPPIO PASSO FALSO

ritratto di Enrico Spera

~~Doppio passo falso

Proprio non mi attendevo un viaggio di nozze così disastrato … eccomi in Canada in Aprile … luna di miele in tenda con pochi fanatici escursionisti locali, tra neve fangosa ghiacciata, mentre saremmo potuti essere in qualche atollo oceanico a goderci sole, mare e caldo giusto per riposarci tra un’ amplesso e l’altro … ed invece mi tocca condividere mio marito con questi allegri campeggiatori, sempre pronti a traviarlo con una costoletta ai ferri mal cotta e per giunta semi ghiacciata. Si sa … Alberto non sa dir di no, eccolo la con la sua chitarra intorno al fuoco, a suonare le canzoni da spiaggia di quando noi non eravamo nemmeno nati, mentre quei beoti lo ascoltano in silenzio quasi religioso o urlano come dei forsennati se riconoscono qualche strofa di quelle canzonette che le nostre radio non hanno più il coraggio di trasmettere, mentre qui pare che non abbiano mai avuto mai un momento di declino! Questa è la passione di Alberto: la musica, le canzoni gli amici, del resto era così anche da fidanzato, forse avrei dovuto dirgli che questa cosa così ripetuta tutte le settimane mi stava un po’ stretta. Mentre lui e canta e suona con il coretto becero e stonato che deve aver spaventato tutti gli orsi nel raggio di cinquanta chilometri io cosa faccio? Non so suonare e canto male, secondo lui, io, quindi mi ha detto più o meno così:
“ Cara perché non ti occupi ti lavare i piatti per tutti! Vedi come sono carini e ospitali? Apprezzano le nostre canzoni estive! Non posso dirgli di no … dobbiamo essere cortesi e accettare la loro ospitalità … poi dai … sono poche stoviglie di una decina di persone! Trovi l’acqua è fredda? Amore: siamo in primavera ma in Canada … siamo al Nord e qui non ci sono le Alpi a proteggerci … però che posto, vero? Hai visto che natura? Ieri mattina George mi ha detto (credo) che addirittura un alce si è avvicinato al casotto d’ingresso … e quando ci capitava alle Canarie o dove volevi andare! Si gentile … metti questi guanti da lavoro pesanti e vedrai che tra un’oretta avrai finito. Poi ti metti in tenda buona buona e mi aspetti … vedrai che tra due ore … massimo tre, sarò nel sacco a pelo vicino a te! ”
Ma dico è il modo di comportarsi ed io stupida a fare spallucce, annuire con la testa e accontentarlo, ma quant’è fredda l’acqua canadese! Ecco ora ho finito di lavare l’ultimo piatto unto di quella masnada di ubriaconi! Ora cosa faccio? Mi aggrego alla comitiva? No sarei l’unica donna, al contrario di Alberto conosco abbastanza l’inglese e riesco a capire le mezze maliziose frasi indirizzate a noi due. No, non posso credere che i canadesi siano tutti così, qui siamo al festival della trivialità dove si raduna il peggio del peggio.
Speriamo di non fare la figura degli zimbelli e che questi scimuniti levino presto le tende … il Canada è così grande … per fortuna non tutti sono così, c’è anche Ronny, il simpatico proprietario del campeggio. Un vero boscaiolo ma nel suo stile sobrio, sa essere elegante. Mai una maglia stropicciata o pantaloni sgualciti, sempre con quelle belle guance rasate. Perennemente abbronzato nonostante questo debole e malaticcio sole. Sono convinta che il lungo inverno, quasi polare, non riesca a raffreddarlo e nemmeno a spegnere quegli occhi sono che due fornaci intense. Non è sposato ma sono convinta che quando si rechi nei villaggi della contea, diverse donne sobbalzino al suo passaggio, come non notare la notevole altezza, le spalle possenti, il torace ben modellato, l’assenza di grasso sul ventre, le gambe forti come due massicce colonne … ed io che avevo consigliato ad Alberto di fare un po’ di palestra quest’inverno per mettersi al meglio per questo nostro magico momento! Guardalo là con la pancetta, pelatino, borse sotto gli occhi, e quell’incarnato grigiastro che nemmeno un mese di bagni di sole riuscirebbe a levargli!
Ronnie … come non notare il bel boscaiolo che parla l’inglese con quell’accattivante accento francese che lo rende così … singolare … e quando sorride? Mi sembra di perdermi tra quei denti bianchissimi e dritti, sembrano tante perle pronte a cingere o mordicchiare il collo di una donna. Fortunata la sua ragazza o le sue ragazze! Sono sicura che per conquistarle non usa una chitarra di seconda mano e l’intero repertorio del Cantagiro 1967!
Quando siamo arrivati e siamo stati da lui per la registrazione, ho avuto l’impressione che mi abbia guardato in modo speciale, come dire … con intenzione. Quel cretinetti di Alberto non si è accorto di nulla, era tutto occupato a prendere i depliant del posto e guardarli come fanno i bambini un attimo prima di scartare i loro doni natalizi. Purtroppo queste serate canterine si protraggono da quasi una settimana ma l’altra sera mentre l’allegra banda dei cantori sguaiati era impegnata su un raccapricciante acuto, Ronnie mi ha aiutato a portare le marmitte al lavello per poi aiutarmi a lavarle. Un paio di volte le sue dita in modo furtivo ma deciso hanno sfiorato, mi correggo, accarezzato il dorso della mia mano mentre la sua bocca si schiudeva in un sorriso mostrandomi le sue trentadue meravigliose perle. Un caso? Non credo. Io non ho fatto nulla mi sono limitata a illanguidire e a farfugliare qualcosa sulla meravigliosa natura canadese. Ora mi accorgo, che stupida! Ho fatto forse un’allusione alla sua di una bellezza … anche lui è canadese e anche lui fa parte della natura! Basta … basta questi pensieri. Rientro in tenda, scriverò una lettera a Marcella la mia cara amica e poi attenderò l’arrivo di Alberto sperando che il suo alito non sia troppo impregnato di vino cotto.
Cosa vedo c’è Ronnie vicino alla nostra tenda, ha in mano una bottiglia di spumante mentre tra le forti dita serra due calici. Nell’altra mano ha una rosa. Mi ha visto avvicinarmi e mi porge il fiore e alza un sopracciglio in un modo irresistibile … cosa devo fare?
Dalla tenda aperta ho visto Alberto rientrare puntuale, mezz’ora dopo le tre ore canterine concordate. Dove lo prenderà tutto quel fiato? Non era contento, qualcosa doveva essere andato storto ho temuto che si fosse accorto di Ronnie che come un fulmine se l’è filata, divellendo un paletto della tenda e fuggendo nudo come la generosa natura canadese lo ha fatto lasciando vicino alla panca che mi serve da comodino, tutti i suoi abiti come pegno di un frettoloso acerbo amorazzo.
Ho fatto in tempo a mettere i panni compromettenti nella cesta della biancheria sporca. Alberto è entrato. Ha girovagato pensoso in quei tre metri quadri che rappresentano la nostra alcova quasi del tutto inutilizzata, si è sfilato il maglione e lo ha riposto tra i panni sporchi, trovando i pantaloni di Ronnie e non riconoscendoli come propri, sfido … sono più lunghi di una trentina di centimetri, mi ha detto:
“ D’accordo cara essere gentili e disponibili con i campeggiatori, ma lavar a loro anche i panni mi sembra eccessivo! Forse è colpa mia … forse non è questa la luna di miele che volevi! Facciamo ancora in tempo a rimediare sai? Domani possiamo andarcene sulla costa … al mare, se potremo poi, con un volo raggiungeremo la Florida dove il sole e le spiagge non mancano. Vuoi? ”
La sua espressione era grave e seria, io mezza nuda com’ero lo abbracciato forte e baciandolo ho annuito; il suo alito non sapeva di vino cotto. Non so come sarà la nostra vita una volta rientrati in Italia ma sono convinta che lui lascerà da parte le serate con gli amici e io non sarò così accondiscendente con i boscaioli nostrani!

Gradimento

Malizioso e delizioso

Malizioso e delizioso racconto....piaciuto.