UOMINI DAL PASSATO CAP.20°

ritratto di gabriella de arcangelis

UOMINI  DAL  PASSATO

CAPITOLO  20°

 

<< Non sono sparito … volevo un po’ di tempo … ho debiti ispettore, tanti debiti … e li ho con le persone sbagliate. Ho cercato di sparire, ma non ci sono riuscito, mi hanno localizzato. Quando voi mi avete fermato … ho avuto paura. Sì, lo so, dovevo essere, diciamo contento, di avere la polizia dalla mia parte, ma … la pistola è scarica, i vostri colleghi ve lo potranno confermare, ma ho pensato che farmi vedere prendere dalla polizia … potesse essere favorevole per me. Non avevo pensato all’altra gente, farmi vedere che mi ammanettavate … quello mi è dispiaciuto perché “ quelli “ se ne erano già andati via. >>

Ci fu un attimo di silenzio tra gli astanti. Si erano trovati davanti un altro Fabrizio Diomedi. Tutti avevano pensato di aver messo le mani se non proprio sul colpevole di tutto, almeno su qualcuno che li avrebbe illuminati invece … Corrado Rotelli cincischiava con una matita, Gatti cercava di darsi un contegno, ma si vedeva chiaramente la delusione dipinta sul suo viso. Lo Popolo si guardava intorno con aria apparentemente interessata all’arredo della stanza. Alessio e Miriam fissavano la stanza accanto guardando, ma non vedendo nulla. Fu comunque Miriam ad interrompere quel silenzio così imbarazzante.

<< Signor Diomedi … da quanto conosceva il professor Del Monte ? >>

<< Lavoravo ancora nel circo. Lui era venuto a vedere lo spettacolo. Io facevo sparire una persona e la facevo ricomparire in un altro posto della pista … ma era un effetto … in realtà la persona era sempre nello stesso posto, ma, con un gioco di diapositive, un altrettanto sapiente gioco di luci e fumi, la persona “ riappariva “ nel luogo dal quale non si era mai mossa. Un trucco scenico, ben concertato, ma solo un trucco. Lui venne dopo lo spettacolo nella mia roulotte e si congratulò con me … non mi sembrava vero, il grande professore Del Monte che si congratulava con me. Ma mi portò fortuna perché di lì a poco mi chiamò un famoso regista e così … fino ad ora >>

<< Ed ora ? … >> continuò Miriam << … come mai si trova con così tanti debiti da mettersi nei guai ? >>  

<< Quando non sei abituato al benessere e d’improvviso ti trovi con tanti soldi … ho cominciato a spendere, a spendere … ed eccomi qua >>

Rotelli intervenne << Signor Diomedi … stando così i fatti io non avrei seri motivi per trattenerla. Ciononostante ritengo che sia più prudente farlo e non soltanto per la sua incolumità. Ho l’impressione che lei non ci abbia detto proprio tutto, che non sia stato effettivamente sincero con noi … per ora l’accuso di aggressione a pubblico ufficiale, nel frattempo arriverà il suo legale ed insieme vedremo il da farsi. Agente lo conduca in cella, il Diomedi non potrà ricevere visite a meno che non si tratti di qualcuno dei presenti comunque autorizzato da me e dal suo legale dopo adeguato accertamento. >>

Appena Diomedi fu fuori dall’ufficio, Rotelle si avvicinò alla “ finestra “ e parlò a tutti << Signori … ho in mente un’idea, una recita, se siete tutti d’accordo penso, anzi spero, che sia risolutiva >>

<< Ci dica vice questore >> parlò per tutti Gatti.

<< Spargiamo la voce che il caso sia chiuso, il colpevole arrestato. Che Diomedi non abbia ucciso Del Monte mi sembra abbastanza chiaro, chiunque sia stato, secondo me, si sentirà sicuro, fuori dai giochi ed è possibile che faccia il famoso passo falso. Chiaramente ognuno di noi continuerà ad indagare, ma si dovrà farlo senza dare nell’occhio. Che ne pensate ? lei ispettore ?  >> chiese Rotelle rivolgendosi ad Alessio.

<< Sì, potrebbe funzionare, ci sto >>

<< Lei ispettrice ? >>

<< Concordo, ci sto anch’io >>

<< Gatti e lei Lo Popolo ? >>

<< Per quanto mi riguarda … >> rispose Gatti << … sono d’accordo >>

<< Io anche  >> intervenne lo Popolo.

<< Bene … >> riprese Rotelle << … allora al lavoro signori. Ognuno di voi farà quello che riterrà più giusto, ma preferirei che vi metteste d’accordo tra voi, anzi, che ci mettessimo d’accordo tra di noi. Io non intendo sottrarmi, parteciperò attivamente anche io con i miei uomini. domande?>>

Alessio e Miriam si guardarono, poi fu Alessio a dare voce ai rispettivi pensieri << Vice questore, lei sa che l’ispettrice ed io siamo stati inviati qui in supporto al vice questore Gatti. Dando la notizia della chiusura del caso i nostri rispettivi superiori dovranno essere informati da noi circa il motivo del nostro restare qui ? >>

<< … uhm … giusta domanda … sì, ritengo sia il caso che li informiate. Se volete posso convalidare io stesso le vostre affermazioni o, addirittura, farlo io al posto vostro >>

<< Grazie vice questore … >> rispose per entrambi Miriam << … ma non credo sia necessario >>

Il gruppo si sciolse, dandosi appuntamento la mattina successiva lì, nel commissariato centrale di Feltre per determinare i ruoli.

Miriam ed Alessio salirono in macchina decisi a << … continuiamo la nostra giornata di “stop” >> disse Alessio, che proseguì << A questo punto ci servirà ancora di più >>

<< Potremmo anche ipotizzare i “papabili” >>

<< Hai in mente qualcuno in particolare ? >>

<< Forse ti sembrerà strano, ma … un nome in mente ce l’ho. Se ci troviamo un posticino tranquillo per pranzare te ne vorrei parlare >>

<< Non posso nascondere che hai stuzzicato la mia curiosità … anche perché mi piacerà sapere se il tuo “ nome “ è lo stesso del mio >>

<< Anche tu ? >> << Anche io >>

Il “ posticino tranquillo “ fu trovato, una rosticceria talmente tanto fornita che i due si rimpinzarono di sfiziosità golose e << … piene di calorie. Dovremo farcela da qui a Vallicelle a piedi e di corsa per smaltirle tutte >> sentenziò Miriam, Alessio sorrise << Esagerata, inoltre hai una linea invidiabile. Questa rosticceria ha anche il bar, il tempo è bello, che dici, ci sediamo di fuori e parliamo ? >>

<< Ok, vado a pagare il conto e chiedo i caffè >>

Alessio la fermò per un braccio << Non se ne parla … vai ad occupare un tavolo invece >>

Quando Alessio la raggiunse la trovò contrariata << Ed ora ? perché quel muso ? >>  << Paghi sempre tu, non lo ritengo giusto. A Venezia spesso mangio fuori con i miei colleghi, ma facciamo una volta per uno >>

<< Ti concedo la cena, contenta ? >>

<< Guarda che ti prendo in parola e non ammetto ripensamenti >>

<< Non ce ne saranno. Ora vuoi dirmi a chi pensi ? >>

<< … uhm … lo so che se mi va bene ti metterai a ridere, ma … pensaci Alessio, c’è una persona, a parte noi, il capitano ed il commissariato che ha sempre saputo, con il quale ci siamo sempre … vogliamo dire confidati? >>  

<< Focherello, ti stai avvicinando, continua >>

<< Questo “ qualcuno “, secondo il mio punto di vista, ha commesso almeno due errori. Lì per lì non ci ho fatto caso, ma il secondo … mi ha lasciato un po’ pensierosa >>

<< Il focherello è un pochino più grande, poi ? >>

<< Facciamo una cosa >> Miriam prese due tovaglioli di carta dal contenitore sul tavolino e ne diede uno ad Alessio << Io scrivo qui il mio nome, tu fai altrettanto sul tuo, poi li leggiamo senza fare il nome a voce, ci stai ? >>

I due scrissero, lessero, piegarono il tovagliolo, si alzarono e lasciarono il bar.

La strada di ritorno verso il motel fu fatta in silenzio.

Miriam, avendo visto che il nome scritto da Alessio era lo stesso che aveva scritto lei, non solo se ne compiacque, ma fu intimamente orgogliosa :  aveva fatto bingo. Il suo intuito, ancora una volta, non aveva sbagliato. Non aveva dubbi, non potevano aver scritto entrambi lo stesso nome ed aver sbagliato in due.

Alessio era rimasto basito. Quella donna non finiva mai di stupirlo : fredda, sapeva poi essere dolce ed affettuosa. Intelligente, perspicace, sembrava avesse il dono di leggergli nel pensiero … in poche parole ? gli piaceva, gli piaceva anche molto ed era sempre più convinto che il sentimento che sentiva nei sui riguardi si stava avvicinando sempre di più a … ebbe timore di dirselo, ma sapeva che non poteva ingannare se stesso. Ma aveva timore di dirlo anche a lei, lei con la sua storia pregressa di violenza subita, lei che da quella violenza aveva generato una figlia che adorava, lei che … lei che ormai lui amava.

Entrambi si ritrovarono al motel senza accorgersene.

Lidia e Bartolo erano al bancone della reception, un pullman si era appena  fermato. Una decina di turisti si stavano registrando, avrebbero trascorso la notte ed il giorno dopo sarebbero ripartiti.

I due si posizionarono alla fine del bancone e chiamarono Bartolo, a parlare fu Alessio << il caso è ufficialmente chiuso, Bartolo. Domani partiremo anche noi. Vuoi farci il conto per favore ? >>

<< II caso è chiuso ? ma allora il colpevole è … >>

<< … il mago. Ora saliamo nelle nostre stanze, prepariamo il bagaglio. Il conto può essere pronto per questa sera ? >>

<< Ma certo e cenerete qui, spero >>

<< Non credo Bartolo. Dopo aver preparato la valigia, andremo a Vallicelle da Gatti per restituirgli i permessi che ci aveva accordato. Penso che ceneremo da lui >>

<< Mi dispiace che ve ne andate, ma … siete proprio convinti che sia stato il così detto mago ? >>

<< Ha confessato e comunque non chiuderemmo il caso se non ne fossimo convinti >>

<< A proposito del conto Bartolo … >> s’inserì Miriam <<…naturalmente conti separati, per favore >>

Bartolo sorrise e << Naturalmente, naturalmente >>

I due salirono in stanza e Bartolo tornò ad aiutare la moglie.

Alessio chiamò il vice questore aggiunto Mario Cervi e Miriam chiamò Luigi Colli, poi si rivolse ad Alessio << Faccio un salto da me, preparo la mia valigia e … andiamo davvero a Vallicelle ? >>

<< Ho un’idea Miriam, visto che noi due siamo d’accordo sul nome, perché riunirci domani ? Avvisiamo Gatti e chiediamogli di chiamare Lo Popolo … cena e riunione, che ne dici ? >>

<< Dico che va benissimo, ma io, poi, tornerei a Feltre e prenoterei un hotel, come la vedi ? >> chiese Alessio e Miriam aggiunse << Fingiamo di averci ripensato e partiremo questa sera ? >>

<< Non facendo eccessivamente tardi a cena, in autostrada ed a tavoletta, ce la potremmo fare ad arrivare a Venezia ad un’ora, diciamo, accettabile >>

<< Ok, ci sto, ma perché ? >>

<< Alessio … ti fidi di me ? >>

<< Ormai ciecamente >>

<< Allora le spiegazioni a dopo >>

Miriam andò nella sua stanza, preparò alla meno peggio la sua valigia ed nel giro di neanche due ore erano entrambi a Vallicelle.

Più che una cena tra quattro poliziotti, fu una cena tra quattro amici.

Gatti aveva proposto di non parlare di lavoro durante il pasto e così fu.

Ma, al termine, Alessio spiegò a Lo Popolo e Gatti i loro dubbi.

<< La nostra recita è già iniziata … vedremo come proseguirà >>

Gatti era alquanto stupito della rilevazione da parte dei due circa un “nome” che << Non ci avrei mai pensato … però c’è molto del vero in quello che ci dite >>

Lo Popolo aggiunse << Può sembrare facile dirlo ora, ma … sì, ci avevo pensato … anche se io aggiungerei un altro nome >>

<< Un altro nome … come complice ? >>

<< Esatto ispettore … complice molto attivo >>

 

                                              … continua …

 

 

 

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