Il paradiso può attendere

ritratto di paserangel

 

 

Desiderare la morte di qualcuno non è reato. Nessun tribunale al mondo sarebbe in grado di giudicare un desiderio fugace e inaspettato che appare a compensare attimi di irritazione che qualcuno ha causato. Semplici desideri che scompaiono con la stessa velocità con cui sono apparsi, non destinati a durare nel tempo come invece altri causati da violenze fisiche o morali che hanno lasciato profonde tracce nella psiche. E qui arriva in soccorso la fantasia che si incarica di spalmare nelle ferite mai del tutto rimarginate un taumaturgico balsamo, immaginando di sopprimere gli autori delle violenze con ferocia inaudita. Ferocia altrimenti inusuale e sconosciuta, mai praticata nell'arco di un'esistenza scevra da comportamenti abnormi.

Queste fantasie non sono una costante nel tempo e non potrebbe essere altrimenti per non correre il rischio di condizionare il percorso ancora da compiere, intaccando pesantemente la salubrità mentale e distorcendo la normale correttezza degli abituali atteggiamenti. Esse appaiono raramente quando la cronaca si incarica di rispolverare episodi lontani nel tempo, risvegliando rancori mai sopiti, oppure quando un flusso incontrollato di ricordi si focalizza su alcuni aspetti drammatici che hanno lasciato un segno indelebile nella memoria.

La prima domanda che uno si pone è se questi desideri e queste fantasie siano il frutto di una mente disturbata o se invece appartengano a quel genere di desideri inconfessati che abitano la mente di ciascun individuo, renderli pubblici offenderebbe la sensibilità di molti e si incorrerebbe nella disapprovazione generale. A meno che non si condisca il tutto con cospicue dosi di ironia, depotenziandone l'effetto. Il solo fatto di porsi la domanda fa propendere per la seconda ipotesi.

Il secondo quesito pone interrogativi su un ipotetico giudizio finale della cui certezza si sono incaricati di assicurare eserciti di educatori religiosi. Questi desideri e queste fantasie che peso potrebbero avere nel decidere la destinazione a cui si verrebbe assegnati?

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