Evoluzioni

ritratto di Crobiotermi

Esco da un guscio per entrare in un altro, quasi diverso, mentre ora il mio tesoro si ricompone su delle linee meno frastagliate, lei che appariva e scompariva come luce intermittente, a volte addirittura per sparire dal mio cuore all'improvviso, come il buio prima dei temporali.

Ora la vedo, luminosa e suadente mi accarezza la mano e quasi rendo triste quello splendido attimo pensando al momento in cui quel contatto svanirà. Ora intravedo le promesse che colano in stalattiti, rocce dal lento allungarsi, che sgocciolano stille della mia esistenza nelle pozze sottopelle.

Sono lì, nelle caverne del cretaceo, con le volte d'argilla, le invisibili crepe e gli echi delle cose che si immaginano.

Lei ora è lì ma nello stesso tempo è anche qui, come sfera sul ciglio del crepaccio, come foglia settembrina, come essenza e fragranza, pronta a svanire ad ogni mancanza o ad ogni passo che incerto io poggi a terra.

E il minuto mi passa, come mi passerà la prossima ora, mentre il respiro morirà giovane e a metà, dentro me, prima che abbia la possibilità di uscire.

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