La sberla

ritratto di Aurelio Zucchi

 

 

Scalando il sentiero del futuro

incespico sui sassi acuminati

scagliati dal terribile dirupo,

reame di misteri e insicurezze.

 

Per quanto mai abbia creduto al fato

quand’anche fosse stato più che santo,

adesso lo spavento m’infagotta

e tremo come un bimbo tutto nudo.

 

Ma c’è un’eco, l’animo è in subbuglio.

La sberla della vecchia amica vita

sconquassa il viso assai incupito.

Non resta che riprendere l’ascesa.

 

 

 

Roma, 14 Gennaio 2014

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