GEOMETRIA

ritratto di Aurelio Zucchi

 

Di quell’uomo che potevo essere

io ho paura,

di quel suo cavalcar teoremi

tra i simboli,

tra formule, spigoli, basi ed altezze

senza avvertire

di luna maestra pervinca sfera

lassù scolpita

perfetta nel ventre d’avido cielo,

senza sentire

il tiepido fascio la terra baciare,

senza guardare

il cono di luce bene addestrato

per arrivare

a disegnare lampare sul mare

dentro la notte

d’insopportabile inverno ostinato,

ala di cera

quando il suo gelo angola il cuore,

prende la mira

ed unica fiamma resta l’amore.

 

 

*

Anno di stesura 2011

 

 

 

 

 

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