Un po' di figa qua?

 

“Lutti”

“Rutti? Come tutti direi, ne faccio di forti e di meno forti”

“No, a lutti, come sei messo?”

“Cos'è, una briscolata? Non è che tengo i punti”

“E dovresti cominciare, almeno in prima battuta”

“Mi stai spingendo a decidere di tenere un quadernino dove annoto tutte i morti che ho conosciuto?”

“Si, sarebbe un buon punto di partenza”

“Ma punto di partenza per cosa? Una seduta spiritica per autostoppisti?”

“E chi ha parlato di autostoppisti”

“Il loro pollice indica il cielo”

“Tu sei malato”

“Si, io? Ma se fino a 20 secondi fa volevi regalarmi un'agendina, magari di una di quelle simpaticissime marche tipo la Smemoranda o la Comics, in cui tra interviste a comici di quart'ordine e adesivi con smile frivoli, avrei dovuto appuntare eventi del tipo – Marco, 20 anni, dissanguato per colpa di una mano nella gelatiera- oppure -Tarcisio, 43 anni, tradito dalla fidanzata storica, che ha contato la lunghezza della corda a passettini, in valzer verso l'impiccagione-”

“Prima di tutto, cos'è questa storia del balletto per impiccarsi”

“Ma si, un'immagine della leggiadria per rendere la dignità residua di chi decide di farla finita”

“Non c'è dignità, in tutto ciò”

“Quanta serietà, cercavo solo di abbassare i toni del suo gesto compromissorio”

“Metterlo in atto, il gesto compromissorio, ha alzato i toni del suo gesto compromissorio”

“Tieniti la tua, di capacità di volerti inflazionare, e lascia il mandare tutto a puttane a chi, ricordiamolo, sempre dal tuo punto di vista, dovrebbe scandire le date del mio calendario al posto di nomi già prefissati”

“Non mi hai lasciato approfondire quello che cercavo di comunicarti”

“E dai, allora”

“Insomma, un problema comune di tutti è come affrontare la morte, la propria o quella dei passeggiatori seriali che calpestano le inesattezze della tua voglia di appartarti”

“Eh”

“Allora, perchè non ricordarsene banalizzandole, perchè non renderle degli appuntamenti caratterizzanti ogni giornata”

“Non ti seguo”

“Ogni giorno trova un lutto, e fallo tuo”

“Che cazzo vuol dire, di preciso?”

“Oggi è morto qualcosa di cui ti interessa?”

“Se escludiamo i residui del tuo cervello? Sai, ogni tanto in passato sapevamo intavolare un discorso”

“Dico sul serio, è morto qualcosa di cui ti importa?”

“No, non direi”

“Allora imponitela”

“Mi spieghi cosa ti sei preso esattamente”

“Imponitela”

“Oggi è morto qualcuno per te”

“Si, certo”

“Sentiamo”

“Bolt è solo bronzo. E' la fine della perfezione, prima che tra qualche anno il sangue riveli l'avvenirismo del suo doping”

“Mica è morto”

“E' finita l'era del 9.58, è peggio”

“Ma che cazzo dici, vuoi mettere col seppellire una salma in ossa e trucchi per farla sembrare umana, con questa emerita stronzata?”

“Pensaci, nessuno ha saputo fare di meglio fino ad ora, ori in qualsiasi competizione internazionale, ed oggi non è riuscito a scendere più di 5 centesimi sotto i 10. La velocità pura è scomparsa, evanescente”

“Mi sto perdendo, cioè il fatto che Usain si ritiri a fine anno è paragonabile ad un parente/amico che non c'è più?”

“Non sono la stessa cosa, no”

“Ok, quindi?”

“Il punto è sminuire la capacità di sorprendersi ogni volta che si dice – è necessario abituarsi ai lutti-”

“Il punto non lo vedo neanche lontanamente”

“Non siamo granchè allegri, su questo siamo d'accordo”

“Direi di sì”

“Da qui, ti chiedo quali sono le situazioni che causano in te devastazione, senza freni, quel tipo di ticchettio che se non fossi un essere razionalizzante ti avrebbe fatto comprare un biglietto per -in silenzio verso Grappinolandia-”

“E' una domanda direi parecchio personale”

“Lo so, altrimenti non sarebbe una domanda impegnativa”

“Ma cosa vuoi che ne sappia, è chiaro che ho le mie paranoie ed una serie di accadimenti passati che mi turbano, ma la tua voglia di renderla una sensazione totalizzante che racchiuda le sfioriture di tutti mi sembra una forzatura bella e buona”

“Adesso mi dici quando ho detto che tutti dovrebbero condividere ciò che ho detto”

“Una frase come -un problema comune di tutti è bla...bla...bla- mi sembra abbastanza per poter parlare di una totalità”

“Non ti sto proponendo un sistema perfetto, ma un modo per alleggerire un sistema imperfetto, defraudante, critico in una serie di accezioni che non ti raffiguri. Prova a prefigurartene una, a destituirne di importanza una”

“Non mi hai convinto, ma andiamo avanti, arriviamo al fondo di quello che stai tentando di dirmi”

“Indossa un lutto ogni giorno. Ogni giorno fermati, fascia nera immaginaria, e disperati nei limiti dei tuoi sentori per un argomento a piacere”

“Seguiamo questo abominio per un paio di secondi. Ieri a Washington una moglie ha dato fuoco al marito perchè ha stuprato la figlia di 7 anni, dovrei essere in lutto per la sua verginità”

“E' un buon esempio”

“-Un minuto di silenzio per un impollinamento precoce-, dai ma perchè mi fai pensare certe cose?”

“Non deve avere un'importanza generale, come l'idea che hai appena proposto tu”

“Ossia?”

“Se tu che gli conferisci importanza. Se per te l'arresto di Gabriele Paolini è un momento in cui ti sei sentito smarrito, prendi quello come momento di lutto”

“Il disturbatore televisivo?”

“Lui. Se saperlo dietro le sbarre non ti lascia tranquillo, prendi quello per quella giornata, se non hai niente di meglio”

“Che cazzo di casistica”

“Cominci a capire oppure no?”

“Vediamo se ci sono: tu veramente pensi che provare un dolore personale come il lutto, provarlo ogni giorno per ogni argomento che potrebbe diventare un lutto lontanamente personale, viste le conoscenze che hai degli argomenti di cui ti interessi nella tua vita del cazzo, potrebbe essere paragonabile a seppellire un tuo discendente/ascendente per qualsivoglia causa di decesso”

“Qui forzi ciò che sto provando a dirti, dipende da una miriade di fattori che non possono essere elencati come un elenco predefinito. Ci sono persone che sperano che il padre muoia tutta la vita, e persone che quando le madri se ne vanno si spengono per sempre. Ma senza descrivere i casi estremi, tutta la gamma di quelli nel mezzo avranno sicuramente percezioni diverse a seconda di una serie di valori, fatti, emozioni, libertà residue. Il mio era solo un tentativo di provare a provare nel quotidiano ciò che normalmente esula dalla ordinarietà della routine: la perdita definitiva”

“E' una sorta di: prepariamoci a perdere, già dalle piccolezze, perchè le perdite che veramente ci capiteranno saranno atroci, ed una minima preparazione razionale permetterà di poterci ridere su in futuro”

“Esattamente, ma c'è uno step in più: una volta che ti addolori per una disgrazia, questa perde di importanza. Come tutte le emozioni espresse o le frasi retoriche incasellate nelle parole, essa perde di importanza”

“Quindi, tanto vale cominciare a costernarsi per la futura separazione di Aldo, Giovanni e Giacomo”

“Se vuoi dopodomani ci rivediamo I Corti assieme”

 

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