Spazio delle mie brame, chi è il più stronzo del reame?

ritratto di Zariele

 

 

 

        Se volete avere il polso del Paese andate al mare. Si impara di più in due ore di spiaggia che dalle relazioni dell’ISTAT, della Banca d’Italia, dell’ Osservatorio di Pavia,  del CGIA di Mestre, più le indagini sociodemoplutogiudaicomassoniche  di Eurisko, Demoskopea unite ai sondaggi di Piepoli, Mannheimer e associati, messe insieme. 

Dai tipi da spiaggia, razza numericamente dominante nel paese, imparerete che al primo posto degli interessi c’è il cibo;  cazzeggiare per ore e ore al telefono,  mettendo al corrente tutti i bagnanti delle perdite urinarie, problemi di prostata e varicocele; come evadere il fisco; e quanto è stronza la maestra dei loro pargoli. Inoltre scoprirete, se già non lo sapete, che i bambini dai quattro anni in sù devono indossare la muta in neoprene per fare il bagno. No, non per le meduse, nemmeno per gli squali, ma per non prendersi un accidente. Perché l’acqua, per loro, è sempre fredda, anche quando  sembra piscio. Questa è la superiore civiltà dell’Occidente. Se Dio vuole giunta al tramonto. D’altronde, se siamo a questo punto, senza rimpianto.                   

Ma soprattutto potrete apprendere a stare al mondo. Come ci si deve comportare  col prossimo e come si rispetta il vicino d’ombrellone e la sua privacy

E allora in culo allo spazio vitale, allo spazio prossemico, allo spazio-tempo, allo spazio ai giovani, allo spazio di manovra, a quello antistante e sottostante e a quello per il caffé; in culo alla conquista dello spazio, a spazio 1993, a quello infinito immaginato dal grande recanatese, e alla pausa spaziale di Gillo Dorfles.  E soprattutto in culo a  quelli che non gliene frega niente di tutto questo. Che sono la maggioranza.

 

 

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