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ritratto di Aurelio Zucchi
 
 
 
Ho messo tutto agli atti,
nell’albo che ho disciplinato
dentro mani cortesi e grandi.
Nulla andrà perduto.
 
Una cosa e l’altra ancora
cercano riparo scivolando
tra le pieghe della pelle adulta
senza neanche lacerarla un po’.
 
Riascolto all’infinito
le voci del mio ieri
e, quanto bravo sono diventato,
oggi vedo addirittura i suoni.
 
Se ti avvicini a questo regno,
guarderai i colori miei migliori.
Se appena appena un po’ ti importa,
le musiche magiche ascolterai.
 
Cavalloni e rive ferme,
scogli aguzzi e sabbie bianche,
corde di chitarre improvvisate
in un Sud che non muta.
 
E note alte, note basse ed impazzite
che brillano davanti agli occhi scuri.
E gonne fiammanti di scintillanti domeniche,
abbandonate nei quadranti delle mie speranze.
 
Vedrai vernici rosse gialle e blu
di barche, ore ed ore al sole,
sgangherate, che infilano l’acqua
con la mia troppa prudenza.
 
Ti resteranno impresse
lenze ed ami da sbrogliare in fretta,
prima che il mio mare cambi idea
e solo per un’ora da catalogare.
 
 
2004
Tratta da “Appena finirà di piovere” (Global Press Italia – 06/2010)

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