SPOETIZZANDO IL MARE (n.c.)

ritratto di Gabriella

 

 

 

 

 

 

Quanto è profondo il mare, serbatoio dell’inconscio essere!
Così salino e umorale, è servo del cielo e di tutti i suoi elementi, pure nel colore.
Vi possiamo nascondere ogni desiderio, pulsione, le architetture del nostro immaginario.
Fantasioso mondo, visibile non a tutti nel ventre e appena sotto il pelo, custodisce relitti e tesori che il popolo dell’aria ha sperso e lui ingoiato, fino a che non c’è un ritorno per recuperarli ormai privi dell’anima.
Il mito di Atlantide vi brilla come idea di luogo non luogo.
Il Titanic gli fa pariglia, ma con una collocazione ben precisa nel buio più buio: transatlantico dei transatlantici, giace inamovibile dove è affogato, testimone a inutile monito della superbia umana.
Ora, proviamo a immaginarlo … il mare … senz’acqua. Dove finirebbe il suo misterioso fascino?
Si svelerebbe invece un’immensa voragine, nuda d’ornamenti e mitiche sostanze. Cumuli di pinne morte e cose affini alle ossa di Auschwitz.
Dei sogni e d’ogni onirico speculare spesi al suo indirizzo, non rimarrebbe che un’accozzaglia fantasma senza righe orizzontali luminarie.
Lo stesso vale per la luna che sul mare usa veleggiare danzando i sospiri degli amanti.

 

 

 

 

 

 

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ritratto di Gabriella

    Ora, proviamo a

 

 

 

 

Ora, proviamo a immaginarlo … il mare … senz’acqua.

 

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