Una folla di solitari

ritratto di Piero Tucceri

 

 

 

Fino a non molti anni fa, capitava che, viaggiando in treno, si facesse facilmente una chiacchierata con gli occasionali compagni di viaggio. Oggi questo non succede più. O, per meglio dire, oggi questo capita piuttosto raramente. E' successo così che, quello che dava l'impressione di essere l'innato carattere espansivo dell'italiano, sia improvvisamente scomparso.

 

 

Oggigiorno, quando capita di viaggiare in treno, nei vagoni ci troviamo seduti accanto a persone forse anche educate e gentili, ma chiuse in se stesse: persone sovente intente a trastullarsi con le sempre più diffuse distrazioni elettroniche portatili, oppure prese dalla lettura di qualche libro o di un giornale, le quali si dimostrano il più delle volte infastidite dalla prospettiva di poter avviare una sia pur breve conversazione.

Questo vuole forse dire che siamo cambiati? Che siamo diventati “freddi” come i popoli nordici? O forse dipende dal fatto che siano scomparse alcune manifestazioni di aggregazione sociale? Dal momento che ormai viviamo immersi in un contesto di pseudocollettività. Ormai, viviamo nella confusione dei centri commerciali, nei sempre più affollati quartieri dormitorio e in altri analoghi contesti sociali. Succede così di stare insieme con gli altri, ma di rimanere sempre più soli con noi stessi. In questo senso si spiega lo scadimento della nostra capacità di vivere fra e con gli altri.

Nella società odierna, è sempre più difficile incontrare persone capaci di interpretare compiutamente l'altrui vissuto e perciò incapaci di comprendere le intenzioni dell'altro. Questo perché i segnali che inviamo e che riceviamo dagli altri, si sono svuotati della loro intrinseca oggettività. Essi vengono ormai filtrati da alterati codici interpretativi individuali indotti da paure e da irrealistiche attese. Le persone sono di conseguenza sempre più portate a rifugiarsi nella solitudine del proprio ego e a estraniarsi dal contesto circostante.

Tale contesto ricorre dal momento che abbiamo cessato di ascoltare. Di ascoltare noi stessi e l'altro. Perché abbiamo smarrito il rispetto e l'interesse per l'altro. Poiché chi sa ascoltare, sa rimanere anche silenzioso. Si tratta di un silenzio capace di ascoltare e di comprendere. Al contrario, l'egocentrismo della società odierna, non sa né tacere, né fermarsi. Atteso che, se si voglia imparare a comunicare, bisogna prima di tutto imparare a tacere. Così come, se si voglia imparare a vivere nella società, bisogna imparare cosa sia la solitudine.

 

 

Immagine, da: https://akphoto2.ask.fm/590/803/081/80003021-1qrs14a-e8bendd1n68kqbk/original/avatar.jpg

 

 

 

Da: Agoravox

 

 

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Gradimento

ritratto di Baldo

LE PERSONE

Le persone sono figlie della loro epoca. In cui tutto è virtuale. In Cina a Pechino, in pizza Tienanmen, il sole è nascosto da una spessa nube di fumo industriale, per cui è stato installato un telone sul quale viene teletrasmessa l'immagine del nostro astro. Penso che i Cinesi non abbiano bisogna di andare in piazza Tieanmen per verificare se c'è il sole o no, in quanto sicuramente sul televisore o sul computer di casa (via internet) si può vedere l'immagine del telone.

L'oscurità non è solo virtuale, ma riguarda tutti i rapporti sociali. I ricchi vogliono diventare sempre più ricchi ed hanno in mente solo il denaro (che non fa diventare immortali). Colpa delle singole persone o degli inventori che stanno abbreviando la vita sulla terra? 

Homo homini lupus, dicevano gli antichi latini. Ci guardiamo con sospetto e non abbiamo simpatia per nessuno. I nostri problemi non si esauriscono nel fare quattro chiacchiere, considerato che la situazione economica, ecologica, ecc. si sta facendo sempre più difficile.

Io la penso così.

 

ritratto di Piero Tucceri

La verità

è che, ancor prima di quella cinese, ci sia l'oscurità delle menti della gente, la quale si lascia abbindolare dalle facili esche di coloro che, come giustamente osservi, vogliono diventare sempre più ricchi. Come vedi, la responsabilità di tutto ricade sempre sulla gente che, con il suo egoismo e la sua stupidità, consente che la situazione vada a rotoli.

Un saluto, 

Piero