Breakdown

ritratto di Crobiotermi

L'uomo non chiede quello che dovrebbe chiedere, Dionigi e compagnia dalla presunta sede ingarbugliata, sfilano crini da code di cavalli, per appendere le loro bianche minacce, come festoni di infiniti compleanni.

Intanto l'uomo ruba, ruba le tessere di mosaici da capolavori immortali, porzioni panoramiche di grandangoli, frutti da nature morte, ruba e ama e s'ingozza come oca da paté, prima dello sgozzamento.

Qui l'asfalto è di catrame giallo, fatto di sabbia e di vetro che trasparente non è, e tutti quei campi e tutti quei fiori, senza petalo alcuno, steli pelati che accolgono insetti che non sanno volare. E tutto il verde è nero, mentre il bianco che veste l'estrema prova, vacilla dal crine al presente. L'uccello che non riposa, la biscia che sa volare e quel declivio sassoso che condiziona i colori, l'incedere a strappi, caracollante, come se l'acrobata fosse convinto dell'immortalità.

Cos'è domani? Due minuti di ieri e quell'ora di oggi che stasera finiva nel grembo di quei secondi persi l'altro giorno.

E tu sei lì, che circondi galassie e tieni nel palmo il mio pianeta di sabbia, che sfugge fra le dita ma ritorna, sempre, per effetto di una gravità di sconosciuta provenienza.

 

 

 

Questo testo è protetto contro il plagio. Questo testo è depositato ed esiste una prova certa della sua data di deposito e/o pubblicazione. Chi ne fa un uso improprio è soggetto alle sanzioni di legge.

Gradimento