Roba brutta capitolo 5

“Di Celine ho letto “Mea Culpa”, non male ma una retorica di fondo che mi infastidiva”

“Quando comincerai a smettere di approcciarti ad artisti per opere minori sarà sempre troppo tardi.

Viaggio al termine della notte è un libro ostico, però quanta intransigenza nell'affrontare con lucidità il mondo da lui prefissato come fenomeno da bestemmiare”

“Non lo conosco, non serve che fai l'acculturato che sappiamo entrambi che non sei nessuno”

“Serviva davvero tirare in ballo la cultura per dirlo?”

“Non serve mai niente con te, per questo tiro fuori sembianze che sono qualcosa per te”

“Non serve mai niente, sembro sempre io quello incontentabile e con un livello “troppo alto” per gli altri, ed ogni volta devo essere schernito perché ogni tanto accarezzo Celine nelle mie proposizioni”

“Ce la stiamo un po' tirando, a metà tra il vittimismo e “gli altri mi fanno seghe a due mani perché cito oscuri passaggi”, eh?”

“Ancora? Ma quale tirare, ho letto e/o visto determinate situazioni e le espongo, senza pretese o intrusioni emotive, con tutti i limiti della mia poca dimestichezza col linguaggio parlato”

“Celine, celine, mi bastano quelle cazzo di borse borchiate, altro che”

“Borse borchiate?”

“Non far finta di non conoscere il marchio Celine”

“Se so chi è Rodolfo Valentino è solo grazie alla parodia di Striscia”

“Eccolo qua, l'ignorante che compone drammi se non conosco Celine”

“Veramente io non ti ho mai detto che sei ignorante, ma solo che hai scoperto un talento straordinario della scrittura dalle opere sbagliate, a mio modesto avviso”

 

E qui sarebbe da andare al testo precedente “Roba brutta parte 4 – continuazione”

 

“Togliendo il concetto di “A mio avviso”, hai letto i testi meno interessanti a livello romanzesco”

“Non siamo tutti acculturati come te”

“Ma quale acculturati e acculturati, so delle cose. Perchè tu non le sai? Ci sono sicuramente settori in cui sai distinguerti, altri invece in cui fai la figura del ritardato. Tutti siamo eruditi in un paio di settori, che sia cambiare una guarnizione alla doccia o spiegare “Il buon senso” di Holbach, in entrambi i casi sentiamo la mancanza di contenuti cospargerci le membra”

“Va bene, ma lo snobismo che hanno i conoscitori di concetti teorici rispetto ai conoscitori di concetti pratici è innegabile”

“E' innegabile per te, quella che chiamano cultura spesso associata a disquisizioni teoretiche in realtà non è nulla, non dimenticarti dell'etimo, cultura è coltivare una curiosità, ma il verbo “colere” portato all'estremo non può che voler dire colonizzare, provare a voler saper tutto di un argomento”

“Si chiama ossessione”

“Si chiama aver rispetto della propria curiosità”

“E sei non sei curioso allora sei morto, paradigmando tutto ciò”

“Subito ad estremizzare”

“Mi sembra di parlare con un amico con cui non ho mai condiviso niente se non le lontananze”

“C'è un Maurizio Costanzo Show in cui Franco Citti prende la parola e prova ad interagire con Carmelo Bene dicendogli che sono gli ultimi rimasti senza Io, e mentre la gente attorno sghignazza Bene tira fuori un “nei miei vuoti, io ti penso”. Questi siamo noi due, pensieri lanciati verso l'altro, ma che non devono mai trovare riscontro nel vedersi di persona.”

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