Preda d’alba

ritratto di Aurelio Zucchi
 
 
Giganti son le ombre resistenti,
errori, dati per vinti o per dispersi
nel sovrapporsi d’anni sui miei anni.
 
Il tempo, allora, proprio non cancella
né cicatrizza le ferite inferte
dal credo dell’ingenuità perfetta.
 
Non riesco proprio a liberarmi,
a divenir padron del microcosmo
per essere protagonista e non comparsa.
 
Trafelo rasentando l’alto muro
e la paura mi scopre le spalle.
Sarò preda d’alba all’ultima pietra?
 
 
 
 
 
 

Questo testo è protetto contro il plagio. Questo testo è depositato ed esiste una prova certa della sua data di deposito e/o pubblicazione. Chi ne fa un uso improprio è soggetto alle sanzioni di legge.

Il tuo gradimento: Nessuno (1 voto)