Di quale amore, di quanto amore

ritratto di Aurelio Zucchi
 
 
Di quale amore dunque parleremo
ai nostri cuori a rendimento lento,
nei tanti versi che si scriveranno
per dare senso al tempo che divora?
 
Ci proveremo con nuove margherite
che mostreranno i petali squadrati.
Verniceremo rose tutte di nero
per esaltarne il gusto trasgressivo.
 
Adatteremo i cantici perfetti
così da ottenerne canzonette.
E cieli, mari, albe e tramonti
saranno sfondi su tecnici teloni.
 
Di quanto amore saremo noi capaci
coi nostri cuori inviperiti e persi
lungo le vie del centro, strapiene
eppure vuote d’assillanti raggi?
 
Rivoglio primitive margherite,
roseti dove pungano, le spine,
triti e ritriti suoni universali,
e cieli, mari, albe e tramonti veri.
 
Rivoglio strade ancorché deserte,
vetrine che rispecchino di sole
e camminare a passo molto lento
per prima o poi stringere una mano.
 
 

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