Oltre i confini dell'orrore

ritratto di paserangel

 

Al di là di ogni frontiera tra il macabro e l'agghiacciante, l'uomo che taglia il dito e ruba l'anello sembra un personaggio dei Mostri di Dino Risi. In questo tempo feroce e miserabile non è grottesca satira della bassezza umana ciò che l'infermiere Romeo Faccin ha commesso realmente, è l'apoteosi in presa diretta. Non invenzione ma verità. Con spudorata disinvoltura, non solo l'offesa per un corpo morente, interpreta un'epoca in cui per quattro soldi non solo si passa sul cadavere della propria madre, come da antica metafora, ma lo si deturpa, lo si profana per una manciata di euro al “compro oro”. I nazisti strappavano i denti d'oro ai cadaveri, il mostro di Cuorgné non ha atteso neppure la morte della sua vittima. Perché perdere tempo? Il vecchio corpo di Felicita Cavaletto che muore è solo un oggetto, un ingombro, ma qualcosa può rendere. Il colpevole, invece, è l'anello mancante tra l'umanità e l'abisso.

 

Da la Repubblica, 6 luglio 2017

 

 

 

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