Se ti si intrecciano i diti....

ritratto di Rubrus

Quattro paroline sul Villaggio scrittore che ci ha appena lasciati.

Forse è singolare sapere che Villaggio, inizialmente, non voleva interpretare il suo personaggio più famoso, tanto che si pensò a Ugo Tognazzi per la parte; il comico genovese si vedeva come sceneggiatore, o scrittore.

Naturalmente tutti abbiamo nelle orecchie il congiuntivo "alla Fantozzi" e altre intemperanze linguistiche, ma penso che nessuno in buona fede possa accusare Villaggio di aver rovinato la nostra lingua: ce la caviamo benissimo da soli.  

La sua forma avventurosa, la sua prosa piena di "mostruosamente", di "megadirettori galattici" ecc. a mio parere altro non è che uno slapstick linguistico; l'equivalente, nel tardo XX secolo, delle torte in faccia cinematografiche. Allo stesso tempo, attraverso l'iperbole, è uno strumento per guardare la realtà con uno specchio deformante / lente d'ingrandimento che esaspera le assurdtà del vivere quotidiano in modo che non si possa non vederle. Sullo schermo, il Villaggio attore ha reso tutto ciò in modo cristallino. 

Come scrittore, Villaggio  ebbe riconoscimenti all'estero prima che in Italia. In particolare, amava ricordare di aver vinto il premio Gogol, evidenziando, da amante della letteratura russa, la parentela tra il suo Fantozzi Rag. Ugo e Akakije Akakijevič.

 

 

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Gradimento

ritratto di Jazz Writer

Interessante

questa cosa di Villaggio scrittore, non lo sapevo. sapevo invece che era amico di De André ed aveva scritto con lui Carlo Martello, una geniale canzone canzonatoria. ciaociao.