Fortuna che c’è il mare ad aspettarmi

ritratto di Aurelio Zucchi
 
 
Intanto che un giorno copre l’altro,
che sguardo altro sguardo estingue
quasi che tutto sia poco speciale,
fortuna che c’è il mare ad aspettarmi!
 
Qui, il centro cosiddetto urbano
nei grigi asfalti l’anime confonde,
le gira qual minestra nel paiolo,
le brucia, poi, per la disattenzione.
 
Appena giunto nella postazione
da cui vedere e rivedere l’acqua,
quando mi accosterò all’onda,
riferirò di un inverno guastatore.
 
Il mare!
Almeno lui non si nasconde.
Fa l’adirato solo se è adirato
e chiama, dà, sorride o canta
le volte che manco glielo chiedo.
 
 
 

Questo testo è protetto contro il plagio. Questo testo è depositato ed esiste una prova certa della sua data di deposito e/o pubblicazione. Chi ne fa un uso improprio è soggetto alle sanzioni di legge.

Gradimento

ritratto di Lysi

bella, quasi disarmante. Per

bella, quasi disarmante. Per me che vivo quasi tutto l'anno in una pianura senza mare e senza montagna. L'evocare un sentimento di serenità, che per te è rappresentato dal mare. (per me dalla montagna) è comunque un modo di sentirsi in sintonia con la natura. Oggi gli alberi quassù in montagna erano inquieti, e i boschi agitati dal vento fresco dell'est. Quando la natura parla anche arruffandosi è sempre un gran sereno.

Ciao Aurelio   :-)

ritratto di Aurelio Zucchi

Ti ringrazio per la lettura e

Ti ringrazio per la lettura e il commento.

Ciao!