Bando alle chiacchiere. Mettiamoci in marcia!

Bando alle chiacchiere.

Mettiamoci in marcia!

 

L’elezione di Macron ha suscitato in Europa speranze di possibili cambiamenti.

Barack Obama si sta impegnando per aprire “ Una quarta via” per costruire un nuovo futuro. A dimostrazione della sua fiducia nella possibilità di creare un nuovo mondo si affida ai giovani che considera i soli in11 grado di sconfiggere ogni forma di populismo e di sovranismo presente nella nostra vita.

A dimostrazione che qualcosa si sta muovendo anche da noi il Presidente della Repubblica, Mattarella, ha mosso la ruota della legge elettorale.

La Presidente della Camera, onorevole Boldrini, ha visitato nel Congo zone rurali desertificata dalla violenza ed ha fatto appello alla responsabilità delle donne, considerate le sole in grado di imprimere una svolta al tragico destino di popoli e di etnie soggetti alla violenza,perché si mobilitino e diano un nuovo ordine alla loro vita sociale.

Il nuovo Presidente della Corea del Sud ha assunto l’impegno di promuovere un dialogo con quella del Nord avendo come obiettivo la riunificazione sotto un’unica bandiera del popolo coreano. Si tratta di un sogno? Forse ma ha la forza di coltivare una speranza.

Questi ed altri avvenimenti ci consentono di credere che stia nascendo nel mondo un movimento capace di determinare nuove condizioni di vita e di produrre un futuro migliore.

Anche se negli Stati Uniti il Presidente Trump con un atto di inconcepibile imperio ha allontanato il direttore dell’FBI, giudicato “ non gradito”, e continua a fare minacce di guerre che non mette in atto, dobbiamo continuare a sperare in un futuro di prosperità e di pace sociale.

Noi italiani, che stiamo per affrontare una stagione di rinnovamento, dobbiamo crederlo. La legge elettorale, infatti, sta per uscire dal mondo delle chiacchiere per diventare un “ documento di lavoro da discutere”. Dalle opinioni si sta passando ad affrontare problemi complessi che vanno da un sistema maggioritario con premi di lista o di coalizione, ad uno proporzionale che prevede uno sbarramento finalizzato ad impedire l’ingresso in Parlamento ai partiti minori.

Alcuni partiti si battono per ottenere una legge che consenta loro di avere, da soli o con altri, una maggioranza in grado di governare. Altri, quelli più piccoli, per avere una loro rappresentanza in Parlamento.

Il gioco delle parti è a carico dei Partiti che aspirano a governare il Paese. Il PD e il M5S sostengono che quanto più saranno maggioranza tanto meglio potranno governare. Per converso quanto più dovranno condividere la gestione del potere con altri,tanto maggiori saranno le distorsioni ed i condizionamenti che i loro programmi dovranno subire.

Per i partiti minori, invece, la posta in palio, ma solo in apparenza, è la sopravvivenza. Di fronte al rischio di essere eliminati, infatti, possono fondersi con altri partiti e dare vita a coalizioni in grado di garantire loro una presenza significativa in Parlamento.

Arrivati a questo punto tutte le alchimie sono possibili. L’ oro del potere,infatti, trasforma la democrazia in un mercato in cui si può vendere di tutto. Persino la legge del dare e dall’avere cessa di avere rilevanza. Gli elettori, alla fine, non capiranno quello che sta accadendo e non andranno a votare  “ perché tanto non serve a niente” o si metteranno dalla parte di chi fa la voce grossa e non ha niente da offrire.

Chi crede nella democrazia, comunque, deve continuare a pensare che i vari gruppi politici , nel bene o nel male,continueranno ad essere espressione di chi li vota. I fatti di casa nostra, purtroppo, depongono a favore di chi sostiene che il mondo della politica non è al servizio del Paese ma di chi la fa.

Sarebbe una follia non rendersi conto di quello che sta accadendo nei partiti di nuovo e di vecchio stampo ma sarebbe un male peggiore lasciarsi sopraffare dallo sconforto e accettare passivamente tutto quello che sta accadendo.

 Ogni giorno dobbiamo fare i conti con mistificazione, false notizie, dubbi, sospetti, scandali. Il nostro bisogno di sapere mette in atto un processo autodistruttivo e ci porta a prendere atto della nostra impotenza.

Ha ragione chi attribuisce la causa di tutto questo alla impreparazione della classe dirigente e, per questo, si preoccupa di crearne una nuova e diversa. Il problema, però, non è solo di natura tecnica ma è di ordine culturale, morale e civile.

 La nostra è una società corrotta sino al midollo dalla brama di potere e dalla spietata volontà di impadronirsi di tutto quanto il potere comporta.

Anche le persone più tecnicamente preparate possono essere corrotte. Se si guardano i livelli di retribuzione da loro acquisiti, bisogna riconoscere che lo sono al punto di avere deformato a proprio favore gli stessi sistemi che dovrebbero controllare.

Le retribuzione dei banchieri come quelle dei calciatori o dei conduttori di trasmissioni televisive, sono aberranti. I fasulli moltiplicatori di ricchezza, che premiano gli uomini a cui viene delegato il compito di esercitare il potere, sono totalmente accettati e giustificati dal sistema. I deleteri effetti prodotti vengono taciuti e, in ogni caso, non sono mai sottoposti a controllo.

Più di un amministratore delegato di società per azioni se ne è andato con in tasca una immeritata liquidazione milionaria e ha lasciato dietro di sé aziende disastrate, ma nessuno dice niente.

 Alcuni conduttori di trasmissioni televisive si lamentano perché vengono accusati di guadagnare troppo e sono diventati sempre più numerosi i giocatori di calcio che smettono di impegnarsi perché hanno già in tasca un contratto milionario  per giocare in una nuova squadra, ma nessuno dice niente. Tutti questi fatti, oramai, non scandalizzano nessuno. Vengono trattati dalla stampa come fatti di una  cronaca marginale da relegare in seconda pagina, ma non lo sono.

L’ amministratore che, senza correre rischi personali, arricchisce in pochi mesi se stesso, impoverisce l’azienda e chi ci lavora. I compensi milionari di alcuni personaggi dello spettacolo e dello sport , a loro volta, impediscono l’equilibrato sviluppo dell’industria culturale e di quella sportiva. La mancanza di risorse economiche dei vari sistemi, infatti, paralizza ogni possibilità di sviluppo.

Se si premiano con compensi ingiustificati i primi della classe poi non ci sono i soldi necessari per formare e far emergere gli altri.

La catena dell’impreparazione sta spingendo il livello qualitativo del nostro Paese verso il basso in ogni settore di attività. I ciarlatani, infatti, non potranno mai comprendere e apprezzare il lavoro di chi ha qualcosa di nuovo da dire e propone qualcosa di nuovo da fare. Questo avviene non solo perché i vertici ma per l’intero sistema  vive “il diverso” come una minaccia. In queste condizioni l’innovazione ed il progresso diventano impossibili.

Con la battuta: “ E’ il mercato, ragazzi!”, sino a qualche tempo fa Silvio Berlusconi giustificava il suo operato e le relative malefatte. Adesso che “ gli affari” non gli vanno bene non lo dice più.  Se è il mercato che ha fatto grande il suo Milan quello stesso mercato lo ha anche distrutto e non sarà il mercato, come  l’intende lui, a farlo rinascere.

Berlusconi dovrebbe sapere meglio degli altri che un palazzo non sta in piedi se privo di fondamenta . A quanto pare i palazzi costruiti di recente crollano come castelli di carte. Come mai?

A fondamento della democrazia non c’è il mercato. Non ci sono i soldi ma i valori ed i principi che ne derivano. In questa fase della nostra vita politica, invece, la ricerca del potere e del denaro prevale su tutto e non tiene conto di quello che gli elettori si attendono dai loro partiti politici.

Sino ad ora i padroni della politica e dei voti sono riusciti a portarli dove hanno voluto. Adesso, però, la situazione sta cambiando. Di fronte a un quadro politico sempre più ciarlatanesco il pubblico ha cominciato a prendere coscienza. Oltre al muro dei programmi e delle false verità comincia a rendersi conto di essere spesso turlupinato e capisce che la sua vita dipende da fatti concreti, che dietro i fatti ci sono i programmi, che dietroi programmi ci sono i partiti e nei partiti  gli uomini che devono avere la determinazione morale di realizzarli.

Una società afflitta da uno spirito depressivo produce un chiacchiericcio nevrotico da cui non è possibile liberarsi. Bisogna invece essere ottimisti e avere dentro di sé la speranza di realizzare un futuro migliore per superare i problemi che stanno affiggendo. Nessuno di noi, che sia sano di mente, accetta di essere ridotto a schiavitù da una società corrotta, gestita da leader ignoranti.

Se vogliamo salutare con un sorriso ogni giorno che passa dobbiamo dare spazio alla speranza e superare ogni forma distruttiva di pessimismo.

Mettiamoci in marcia! Facciamolo anche noi  perché nessuno lo farà mai al nostro posto.

 

 

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Gradimento

ritratto di shapiro49

ecco, dopo aver letto con

ecco, dopo aver letto con attenzione questa stesura, consiglio la iscrizione ad un corso accelerato di -voto-...giusto per non arrivare con il cervello ancora in stato confusionale........

grazie

e buona serata