Il Ponte.

ritratto di Elisabeth

 (Mi lasciò lì, sul ponte, col cuore sputato in gola. Era settembre.)

 L'ultima volta che vidi Jack era sul lungarno.

Era settembre. I ponti sono fatti apposta per collegare i ricordi. Sono un'ossessione. Li vorrei cavalcare tutti, per riprendermi Jack e la sua schiena.

Insieme dicevamo poche parole. Quelle che contano.

Sapevo come si cambia una gomma forata e ad aiutarmi c'era quel foglietto istruzioni che mi rigiravo tra le mani, ma l'auto di Jack si fermò lo stesso. Abbassò il finestrino, puntandomi addosso due occhi scuri, incorniciati da sopracciglia curate; dalla bocca carnosa gli uscì un cordiale "Ehi, ti serve aiuto?".

Feci cenno di sì con la testa, il massimo che avevo saputo dire. Chinati sul bordo della strada, io a passargli i ferri, lui a smaneggiare col crick, sentivo lo stomaco chiudersi quando il suo braccio sfiorava il mio. Movimenti impercettibili, che però si srotolavano a ripetizione e al rallentatore nella mia testa, lasciandomi addosso imbarazzo e quella sensazione simile all'incazzatura.

-Birretta?, propose e i suoi occhi andarono a cercare l'insegna "bar" di fronte. Era il minimo che potessi fare, sdebitarmi offrendogli una bevuta. Al tavolo del bar mi concentrai sui sottobicchieri, evitando il suo sguardo e lui lo notò. La dote più vera di jack è sempre stata quella di carpire i punti deboli degli altri. -Che hai che non mi guardi in faccia? Ti faccio paura? Scoppiò a ridere.

Allungò una mano, mettendo letteralmente il suo palmo sopra la mia e fu in quel momento che capii che le mani servono solo se hanno dentro il calore. Arrossii perché non ne avevo sentito mai così tanto. Raccontai di me, chi ero, da dove venivo e del mio lavoro part-time nel discount di nuova costruzione

-Ah, ma quello del Centoluci? Si riferiva al nuovo centro commerciale, negozi, discount e cinema annesso.

-Sì.. sì, quello.

-Quello con la multisala? 

-Sì..., esatto, quello.

-Ci andiamo al cinema stasera? 

-A vedere che? 

-A vedere quello che danno... che importa cosa. Ti va?

Mi andava eccome e per la terza volta, feci di nuovo cenno di sì col capo.

Guardò il mio culo Jack. Quando mi alzai, non avevo dubbi, che avesse guardato il mio culo e provai qualcosa che non avevo mai avvertito prima. La rabbia montarmi in corpo e una razzata all'inguine. Inghiottii la saliva in eccesso. Il culo di Jack invece era muscoloso. L'avevo notato quando si era piegato per prendere la cassetta degli attrezzi nel bagagliaio. 

Perché penso a Jack e ai ponti, lo sa solo chi ha provato l'amore. Quello che ti attraversa come una lama e quando esce non sei più uguale. Sei a metà. L'altra ce l'ha chi ti ha diviso in due.

Mi baciò. Nel buio della sala, al cinema Jack mi baciò. Era la mia prima volta.  A casa sua, invece, fondemmo i nostri corpi, le sue mani tra le mie gambe e la mia bocca in mezzo alle sue. Per giorni. Per settimane. Senza domandarmi mai chi io ero. Chi fosse lui. L'amore non chiede spiegazioni.  Squillava il telefono e io correvo tenendomi dentro l'ansia che non lo avrebbe fatto, chiamarmi di nuovo. 

L'estate volgeva al termine. 

Nell'aria si avvertiva il cambiamento della stagione e io iniziai a sentire quello di Jack. -Che hai?

Da più di un'ora stava steso sul sedile della macchina col finestrino tirato giù, senza dire una parola, seguendo i fari delle auto che ci venivano incontro dall'altra parte della carreggiata. -Niente!, rispose. Era la decima volta che ripeteva quel "niente" che invece era saturo di molte cose.

-Mi scappa da pisciare!, disse e si allontanò andando a cercare riparo dietro una siepe. Fu un gesto rapido il mio, avevo solo quell'occasione e frugai nel telefonino che aveva lasciato sul sedile. Spiai negli sms e ne trovai uno senza mittente che diceva: "quando ci rivediamo Jack?" Una faccina di emoticon con la bocca fiammante, ammiccava ad un bacio. Capii tutto e anche il perché quando mi avvicinavo a lui nell'ultima settimana, con la voglia che mi traboccava dai pantaloni, lui si voltava e diceva: No... stasera sono a pezzi.

Più avanti c'era il ponte. -Ti va di camminare un po'?, proposi appena lo vidi ricomparire dentro la macchina. -Si, camminiamo che è meglio, disse tirando un sospiro che sembrava uscito da una caverna. Una signora di mezza età ci buttò addosso un'occhiata quando le passammo d'accanto. Avevo messo il mio braccio sotto quello di Jack. Un modo per tenermelo stretto. 

Al quarto lampione si fermò.

-E' finita..., disse. 

-No no... aspetta un attimino... parliamone. Mica è stato un gioco questo. 

Farfugliavo, parole inutili, perché lo sapevo anche io che l'amore non è come Lazzaro. Se muore non si rialza.

-F i n i t a!

Scandì quelle parole con una precisione da chirurgo perché non ci fosse adito a fraintendimenti. Si voltò e mi lasciò lì, sul ponte, col cuore sputato in gola. Era settembre. Mi diede la schiena sulla quale mi ero aggrappato tante volte.

Sono qui, fermo, come a ogni inizio stagione. Non importa quale, le stagioni sono come films da guardare al cinema con Jack, le guardi scorrere e basta. 

Guardo in lontananza. Si sa mai che Jack decidesse di tornare indietro. Da me, l'unico che attraversa il ponte con lo stesso impeto con cui lui ha attraversato me.

 

 

 

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Il tuo gradimento: Nessuno (1 voto)

Parole sante!

L'amore ti attraversa come una lama e quando esce non sei più uguale, ma quando muore non si rialza.

E non importa se qualcuno guarda scandalizzato.

L'amore è amore e basta, non ha confini, nè limiti, nè sesso.

Però ha dei ponti.

E non è sempre facile attraversarli.

Soprattutto per tornare indietro.

Brava Elizabeth, per il messaggio che ci hai voluto lasciare e per il testo che, come al solito, è schietto e crudele al punto giusto.

Piaciutissimo!

 

 

ritratto di Elisabeth

Mi fa piacere che il racconto

Mi fa piacere che il racconto lasci un messaggio, anche se non era mia intenzione. Volevo solo raccontare una storia di amore per qualcuno. Avevo questa immagine del ponte e ci ho voluto costruire sopra un racconto, almeno provare a farlo. Il resto è venuto da sé. Ti ringrazio, Paolo per la tua lettura. 

ritratto di monidol

Un racconto d'amore

della Elisabeth... uhuh... ;-)

Scritto bene, corretto e  la scrittura non tradisce il tuo solito modo originale ed efficace di dire le cose, ma a parte ciò,  non ci ho trovato nulla di particolarmente interessante. Una storia d'amore piuttosto ordinaria, con una fine e un sentire piuttosto ordinari.

Ti preferisco in altre vesti,

moni

 

 

ritratto di Elisabeth

Grazie Moni per il tuo

Grazie Moni per il tuo commento. Il racconto è solo una storia che parla di qualcuno che si innamora e di qualcuno che gioca con l'amore. Molto comune infatti, ma anche le storie comuni meritano di essere raccontate, forse perchè sono le più vere.

Capisco ciò che mi dici. Un saluto.

ritratto di Antonino R. Giuffrè

… a me non è dispiaciuto affatto; e credo che il suo pregio…

… più grande sia l’ordinarietà: se un racconto riesce a lasciare un’emozione, una sensazione, un’immagine, anche senza ammazzatine e grossi colpi di scena, beh, per me, è un racconto riuscito.

Ciao.      

ritratto di Elisabeth

Antonino, ciao e grazie per

Antonino, ciao e grazie per il tuo passaggio. E' appunto una storia semplice da consegnare al lettore. A volte sono le storie più semplici che diventano più difficili da scrivere, almeno per me. Mi fa piacere che tu abbia apprezzato. Un saluto.

ritratto di Raffaele De Masi

La protagonista di questa

La protagonista di questa storia è a dir poco ingenua. Insomma, offre il suo corpo ad un tizio appena conosciuto... è logico che doveva finire così. Dov'è l'amore? Questo sentimento si costruisce lentamente.
Mi duole fare una critica, ma purtroppo la storia non mi è piaciuta granché; scorre troppo velocemente, e la sensazione che trasmette al lettore è che la protagonista sia una facile.

Il ragazzo è un insolente, per i suoi rudi modi di fare. Magari a questa donna piacciono gli uomini così. Poi però non deve lamentarsi se la usano e poi la gettano.

Dovrò leggere qualcos'altro di tuo, magari apprezzerò di più.

Un saluto a te, Elisabeth.

ritratto di Blue

Ehm... Raffaele...

...sicuro di aver letto bene il testo?     smiley

ritratto di Raffaele De Masi

No, mi sono scimunito e ho

No, mi sono scimunito e ho letto una cosa per un'altra...

E secondo te, Blue? Non mi sarei permesso di commentare, altrimenti. Per chi mi hai preso? Ovviamente il mio parere è soggettivo.

ritratto di Elisabeth

Blue, ciao. Ti ringrazio per

Blue, ciao. Ti ringrazio per aver letto. 

ritratto di Elisabeth

Un saluto a te Raffaele.

Un saluto a te Raffaele. L'amore c'è in questo racconto, almeno secondo i miei personali parametri. Chi può stabilire come nasce e si costruisce un amore? Potrei definire che occorre una graduale costruzione, ma per qualcun altro possono esserci differenti modalità assolutamente valide quanto le mie (è un esempio, non un riferimento personale, perche di personale tento di non mettere mai niente dentro ai righi). Il racconto può darsi che non sia sufficientemente chiaro per qualcuno, per altri sì, ma qui non c'è nessuna protagonista femminile, e questo è un dato oggettivo. Grazie per la critica.

ritratto di Raffaele De Masi

Elisabeth

Che non ci sia una protagonista femminile l'ho capito dopo una seconda lettura. Lo si intuisce solo dal modo di fare sesso dei due protagonisti, e da questa frase "Mi diede la schiena sulla quale mi ero aggrappato tante volte."

Per quanto tu possa avere ragione la mia opinione non cambia, perché chi si offre al primo che capita, che sia etero o gay, è una persona facile. Logico che ne deriva un lascito inaspettato. 
È ben lontano dall'amore secondo i miei criteri.

A ciascuno il suo modo di vederla, comunque.

Un saluto a te.

ritratto di paola_salzano

Cavolo che racconto! Scusami

Cavolo che racconto!

Scusami l'esclamazione, ma raramente ho letto qualcosa del genere, tutto d'un fiato, con la stessa velocità di quella lama che quando ti entra.... Bellissima la frase sull'amore che non chiede spiegazioni, né la carta d'identità, né il sesso, ne l'età, ecc , e mai, come quando amiamo, siamo VERAMENTE NOI STESSI...

Complimenti, brano stupendo..

Un saluto.

Paola.

ritratto di Elisabeth

Ciao, Paola. Sono contenta

Ciao, Paola. Sono contenta che ti sia piaciuto. Comunque, alla fine, non so che dire dinanzi a tanto entusiasmo, ma grazie!

ritratto di Rubrus

***

Senza ellissi od omissioni (anche se c'è una sorpresina) anche perchè la trama è essenziale (due si trovano, fanno sesso, uno si innamora mentre l'altro forse no) un buon racconto che mi è piaciuto.

Due noticine e mezzo.

La sorpresina a mio parere nulla toglie e nulla aggiunge al racconto; ne abbiamo già parlato in un altro tuo e devo dire che, da allora, la mia opinione non è mutata. Il fatto è che non riesco a togliermi la sensazione - che è sbagliata, ma il brutto delle sensazioni è che, essendo irrazionali, non ci discuti, anche se sai che hanno torto - che ci si possa vedere una forma di captatio benevolentiae verso un modo di pensare latu sensu policamente corretto con un po' di radical chic. 

Il taglio, la lunghezza, la vicenda, l'essenzialità vanno benissimo. E' un racconto che parla d'amore e, come tale, a mio parere, deve essere il più asciutto e stringato possibile, altrimenti rischia di diventare ad alto tasso di insopportabilità. Si dice che quando le emozioni sono forti si rimane senza parole e - anche se il suo lavoro  è trovarle, le parole - penso che chi scrive debba ricordarsene il più spesso possibile. In quel "niente" c'è già tutto.   

ritratto di Elisabeth

Ciao, Rubrus. Capisco le tue

Ciao, Rubrus. Capisco le tue noticine. Come si fa a pensare -quando si scrive un racconto- a quello che può rischiare di sembrare : un tentativo di "catturare" o "allontanare da sé" il racconto o chi scrive? E' vero quello che dici, ma alla fine sono rischi compresi nel pacchetto ed è un dubbio che cerco di non pormi. (però adesso me lo hai fatto venire smiley).

Sulla vicenda, taglio, lunghezza etc., concordo in pieno. Come sul "niente". 

"Senza ellissi od omissioni" è per me un bel complimento al racconto.

Ti ringrazio. 

ritratto di Selly e le bebe rosse

e*

è da leggere tenendo fortemente presente il titolo. perché il messaggio che l'autrice vuole lasciar passare sta proprio lì. dove un ponte unisce o separa per sempre. dove la volontà dell'amore può trovare equilibrio (senza pensare al tempo) e spazio. dove la medesima volontà del disamore fa optare per una discesa o una salita.

Nella semplicità narrativa che hai adottato sei riuscita a racchiude molteplici aspetti di questo sentimento tanto impulsivo quanto complicato

 

ciao beth, un beso

ritratto di Elisabeth

Ciao Selly, grazie! La

Ciao Selly, grazie! La semplicità narrativa era necessaria per descrivere questi due diversi stati d'animo nei loro sentimenti. Almeno volevo questo, non sempre ci si riesce. Grazie per la tua lettura. Un bacio a te.

ritratto di Lysi

ciao Elisabeth, ti leggo

ciao Elisabeth, ti leggo spesso, commento gli amici normalmente o se ho tempo, mea culpa. Ti leggo perchè il tuo scrivere mi è sempre entrato, e scrivi a mio avviso benissimo. Oggi mi sono soffermata, in un commento che in realtà dirà poco, se non che mi è piaciuto proprio perchè rasenta il vissuto comune, una storia d'amore facile dalle quasi previste conseguenze ( concordo sui personaggi con chi li ha visti facili. Anche secondo me l'amore è qualcosa che parte dal primo mattone) comunque d'amore, perchè questo è, a prescindere dalle proprie convinzioni personali, un amore che oggi va veloce quanto internet, salvo lasciare qualche tristezza in più.  Ho percepito Jack, freddo, distaccato in quell'abbandono del ponte, come se lo avesse definitivamente oltrepassato senza accortezza per i sentimenti del suo amante, mentre arriva tutta l'accorata tenerezza del protagonista. Brava anche nell'aver preso a metafora il ponte, due rive opposte e parallele, il punto di incontro e di distacco. bello.

un saluto 

ritratto di Elisabeth

Lysi, ti ringrazio molto. Il

Lysi, ti ringrazio molto. Il ponte era da giorni che mi veniva in mente, chissà, forse perchè dalla vita reale ci si tirano fuori non solo immagini ma anche racconti. Mi fa piacere che alla fine sia stato chiaro ogni collegamento. Grazie per essermi passata a leggere.