La traversata

ritratto di Jazz Writer

Fuori, in mare aperto, nemmeno una barca. Traversava, affondando la prora nelle onde e queste reagivano tormentando il mascone di dritta. Maledetto grecale, mezzo sangue nella rosa dei venti, imparentato con la bora. Non riusciva a tenere la rotta per più di cento braccia senza dover offrire alla schiuma l'altro fianco, quello di mancina. Sulle vele gravava la salsedine e la forza delle raffiche, tese, maligne. Le vibrazioni della stoffa davano il segnale per il lasco, oppure per cazzare la scotta.

L'isola pareva lì, a meno d'un miglio e quello era il punto risultante delle sue deviate traiettorie, imposte dalla direzione del vento. Lei lo aspettava, ne era certo. E sapeva bene anche dove fosse, in quel momento: era affacciata alla finestra di levante, sopra la pergola di gelsomino. E sfidava vento e salmastro, con il suo petto offerto al mare quale splendida polena. L'avrebbe trovata umida di passione, ne era certo.

Gli pareva di vedere i suoi lunghi capelli, profumati di voglie, tormentati come panni stesi al vento. E i suoi occhi chiari fissi sul mare, leggermente socchiusi come quando facevano l'amore. Ancora un tiro di vela e la costa lo avrebbe coperto dalla furia di quella burrasca.

L'imbarcazione reggeva bene la bolina stretta, era stata costruita proprio in vista di quel tipo di andatura. Ora i colori dell'isola diventavano nitidi, anche se la luce scomposta dalle goccioline di acqua salata creava strane forme, come in un gioco di specchi e perle. Tutto era perfetto, come l'attesa. Sarebbe arrivato in porto felice e stanco, con le membra pronte all'abbandono. Avrebbe attraccato la barca in tutta fretta e sarebbe salito sul fianco di ponente della collina, per aggirarla ed andare incontro ad un momento di felicità. Sentiva già il petto allargarsi, dilatato da un sospiro che diceva tutto quanto il suo desiderio.

Ammainò la randa e, con gesti precisi, meccanici, assicurò la cima alla bitta in banchina. Scese con passo agile balzando dalla poppa; si fermò per un breve istante e, con una mano a visiera, si coprì gli occhi per guardare il limitare del bosco, quello a picco sul mare. Lei era là, e lo stava aspettando. Iniziò a camminare e sentì distintamente il proprio cuore danzare di gioia, nel petto.

 

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ritratto di paola_salzano

Bellissimo

Così suggestiva, questa "traversata", nel mare in tempesta, ostacolata da correnti avverse e temibili, che però nulla possono dinanzi all'inesorabilita' di un incontro tra anime affini...

Componimento molto poetico, ricco di pathos e di sensualità.

Unico appunto: i termini tecnici sono di difficile comprensione per chi non è esperto di navigazione.

Ma comunque, e nonostante ciò, piaciuto moltissimo.

Ciao Jazz..

ritratto di Jazz Writer

La traversata, cara Paola

è un racconto nato proprio in un circolo velico per diffondere la terminologia, o meglio una parte di essa, usata a bordo di barche a vela in genere, ma anche a motore. Io poi ho usato un'esperienza personale di traversata per ottenere due risultati in uno: storia d'amore, con un pizzico di poesia e realtà tecnica. La tua difficoltà a capire i termini è quella della maggior parte dei lettori, è scontata questa cosa, eppure io credo che al di là della comprensione dei fattori tecnici, l'unione fra tecnicismo e avventura d'amore abbia dato un buon risultato( qui no, ma su altri siti sì, eccome).

Ho postato questo brano, scritto anni fa, per il solito motivo: voglio capire se su Net oltre alle storie noir o comunque di fantascienza c'è posto per l'autobiografia, per la vita vissuta, per il racconto d'amore e così via.

Gli ultimi due racconti, questo compreso, sono andati maluccio...unico commento il tuo, del quale ti ringrazio. Ti spiegherò in privato cosa è successo su altri siti...ciaociao.

ritratto di Millina

Più leggevo

questo racconto e più rivivevo un periodo della mia vita, quando la mia relazione  era vissuta da pendolari, tra la Sardegna e Roma. Finchè arrivò il giorno in cui lui caricò tutto sull'auto e salì sulla nave, lasciandosi tutto dietro (non senza difficoltà) ed approdando in queste coste, pieno di speranze e anche di paure. Ma sopratutto d'amore.

Il mare come isolamento, il mare come protezione.

Bel racconto Jazz!

Ciao, Millina.

ritratto di Jazz Writer

Millina, immagino

che di traversate ne avrai fatte parecchie, dall'isola al continente e viceversa. Ed anche tu avrai trovato mare non sempre calmo...per me la prima traversata da genova a sassari è stata una esperienza indimenticabile: venivo a Sassari per il servizio militare e c'era un libeccio che nelle bocche di Bonifacio s'era fatto rabbioso. Ho un racconto di quell'avventura. Ciaociao e grazie del passaggio.

ritratto di monidol

E' perfetto

ne una parola in più, ne una parola in meno. Tiene la tensione del moviemnto, del vento, corre il rischio, acconsente alle deviazioni senza perdere di vista l'obbiettivo,  proprio come si fa con il desiderio, proprio come si fa con l'amore, proprio coem si fa con  la vita.

Dieci e lode ingegnere.

moni

ritratto di Jazz Writer

Grazie Monidol,

scritto nel periodo del famigerato "tagllio web"...ahahahah...poi sono andato oltre fino ad arrivare ai racconti in 5 righe. Adesso alterno...io credo che ogni brano abbia la sua intrinseca lunghezza ottimale...forse questo si poteva allungare come il brodo di gallina quando è poco....ahahahah...ma forse si poteva lasciare così, e mi pare che tu sia di questo parere, collega esperta in omicidi elettrici....ahahahah...ciaociao.

La traversata

È ottimo naturalmente.  Brevissimo racconto di mare e d'amore, che è amore per il mare e per l'amore. Un saluto

ritratto di Jazz Writer

Ellebi, di ottimo qui

c'è il tuo commento, perché io davvero non ci avevo pensato; ma tu hai colto nel segno: amore per il mare e per l'amore. E' proprio così...ciaociao, e grazie.

ritratto di Maria Angelica BARRACCO

Bello, bellissimo. Si legge

Bello, bellissimo. Si legge con gioia, godendone e letteralmente "vedendo" i personaggi: lui, lei, ma prima e dopo e sopratutto il mare e la barca (i due veri amanti del racconto?). 

E vien voglia di conoscere il prima, ed il poi. Potrebbe essere lo stralcio di un racconto più lungo, potrebbe, e invece forse il bello è nell'immaginare, ciascun lettore, un ante e un post, per questo flash così nitido e poetico.  

Bravo davvero

Maria Angelica

ritratto di Jazz Writer

La traversata

è nato come esercizio di scrittura contenente termini marinari, ma è storia vera, o quasi, insomma autobiografica. Poi, visto che mi era piaciuto scrivere di navigazione con mare in burrasca, ho deciso di scrivere un racconto un po' più lungo, articolato, con qualche termine tecnico in meno...e con un finale fantastico, surreale. Ma il tema è lo stesso, quello della traversata d'amore. Può essere che magari lo posti, specificando che è una versione di questo, ma dal punto di vista del racconto più completo. Questo però è il primo ed è per questo che è quello al quale sono legato. Ciaociao Maria Angelica, e grazie del bel commento.

ritratto di Mary_Warriors

Ciao! :)

Sono davvero contenta che tu mi habbia consigliato di leggere questo tuo breve pezzo d'arte. L'ho trovato leggero e scorrevole proprio come il vento.

Scritto in maniera pulita, precisa e minuziosa, cosa che trovo rara e invidiabile :)

Complimenti davvero :)

M_W

 

ritratto di Jazz Writer

La traversata

è un racconto nato proprio per divulgare i termini tecnici nautici... poi per renderlo più attraente, ho inserito una storia d'amore... in pratica è una traversata che ho fatto anni fa con tempo cattivo per raggiungere l'isola d'Elba. Ciaociao M_W e grazie, contento ti sia piaciuto. Ti ho indirizzato qui per darti prova come anch'io cada spesso nel tecnicismo, specialmente nei racconti del mare.