Luigi

ritratto di GlicineAntico

Sedeva da diverse ore sull'erba fresca del parco accanto allo stabile dove abitava Anna. Sapeva già da quando si era avviato verso quella casa che non sarebbe servito a nulla salire da lei, e lo aveva ben chiaro nella mente, ma accade che si possano compiere azioni vane e irragionevoli prima di avere la capacita di passare oltre. Così si mise ad osservare il suo appartamento e a riflettere.

I giorni migliori della loro vita erano passati così come lei li voleva, seguendo un'andatura fuori dai binari e rafforzando entrambi. Con il tempo aveva capito che in fondo era esattamente quello che voleva anche lui.

"Perchè funziona fra noi?" gli aveva detto lei sin dall'inizio, "... Perchè  siamo uno distinto dall'altra  e ognuno conserva la sua individualità, quando proverai a voler avere le mie stesse proporzioni e io le tue sarà l'errore più grande, perchè ci assoggetteremo ad un'equivalenza che appiana e io non ne sono capace". Lei non aveva posto veti a nulla, nella sua ampiezza di vedute, ma lui sapeva che sarebbe stata come uno scoglio nel momento in cui l'onda della sua richiesta fosse  arrivata.

Dopo tre anni di indiscussa intesa, le chiese di trovare solo un motivo per cui non avrebbero potuto vivere una vita insieme, senza sfoderare armi, perdere individualità, tentare di piegare o dominare o altre stronzate accampate per restare aggrappati alle proprie paure, alla propria solitudine di fondo.

"Semplicemente perchè ho il carattere mite dell'agnello e la ferocia del lupo, che ragione c'è di averne evidenza a vita giorno dopo giorno, quando prese le due qualità singolarmente, a piccole dosi e ognuno a casa sua, siamo in grado di affrontare al meglio la vita. Lo hai visto anche tu, tre anni sono stati sufficienti credo".

Lo aveva visto, certo. Nel bene e nel male solo lealtà, niente falsità e bugie. L'equilibrio di chi aveva processato e assolto fatti e persone oramai da diversi anni c'era tutto, ma lei aveva chiuso con il volere offrire totalmente se stessa credendo nell'altro. Questa era lei e le scelte erano due; salire da lei o ritirarsi.

L'erba fresca lo ospitò tutto il tempo necessario per decidere se passare oltre. La immaginò sul divano, agnello e lupo ben coesi in lei. Era quello che voleva da sempre e ne era certissimo, sicuramente avrebbe potuto provare, ma lo scoglio avrebbe pesantemente respinto l'onda. Si alzò posando i polpastrelli per terra, quasi a non voler schiacciare la schiera di formiche attorno alle sue gambe, si ripulì i pantaloni da qualche ago di pino e si avviò per la sua strada sapendo che avrebbe rispettato la sua donna, sconfitto o vincitore che fosse, senza indietreggiare.

 

Gradimento

ritratto di Selly e le bebe rosse

ga*

racconti con la pacatezza delle riflessioni che cercano la via d'uscita migliore per tutti. 

condividere non necessita sempre di una somma. anzi, come la parola vuole, è un dividere, spartire con altri. e qui l'ha ben reso. con la rassegnazione dolce di chi esce dal prorio Io

 

mi piace la tua scrittura, ciao

ritratto di GlicineAntico

Ciao Selly,  va così per

Ciao Selly,  va così per  Luigi e Anna, almeno secondo GlicineAntico, che ti ringrazia per le tue parole.

A rileggerci.