Non pagate il canone!

“ Se sospendono Report

non pagate il canone!”

On. Roberto Fico

20 aprile 2017

 

L’onorevole Roberto Fico è talmente “ intelligente” da non rendersi conto che la sua dichiarazione, “ Se sospendono Report, non pagate il canone !”, può contenere la condanna a morte della Rai-tv.

Alle orecchie di una persona normale una dichiarazione come la sua vuol dire: “ Si chiudono Report, chiudete la Rai-tv”. Invitare i telespettatori a non pagare il canone significa decretare la morte di un sistema economico che di canone vive.

Una dichiarazione di questo genere, fatta dal Presidente della Commissione Parlamentare di Vigilanza sul sistema audio- televisivo italiano, va molto al di là di ogni limite di tollerabilità e dovrebbe mettere sotto processo chi l’ha fatta.

Nel caso della contestazione promossa alla trasmissione Report del 24 aprile 2017, l’onorevole Fico ha preso una posizione di difesa che prescinde dai suoi contenuti. Ha confuso la difesa di un principio di libertà, propria di un giornalismo di denuncia, con il giudizio sui contenuti aberranti del servizio televisivo messo in onda dalla Rai.

Report può, anzi deve, sviluppare indagini finalizzate a denunciare le malformazioni del nostro sistema economico, politico e sociale ma lo deve fare con equilibrio e in modo moralmente e tecnicamente inattaccabile. Soprattutto deve esprimere le proprie valutazione in modo comprensibile a chi segue la trasmissione stando seduto nel salotto di casa. Se non riesce a farlo tradisce la propria missione e produce disinformazione.

I due servizi dedicati al mondo del cinema italiano e ai vaccini anti-HPV, andati in onda alcuni giorni fa, sono risultati raffazzonati e confusi. Non si è capito se quello dedicato al cinema volesse fare un processo a Roberto Benigni e ai suoi investimenti (sbagliati?) o all’intera industria cinematografica accusata di vivere di truffe, intrallazzi. Impegnata a riconoscere premi in denaro a film totalmente privi di qualità. Il risultato è che, malgrado la buona volontà di chi ha realizzato il servizio, non si è capito niente. L’immagine dell’industria cine-televisiva , per chi ha seguito la trasmissione,è risultata catastrofica e priva di un possible riscatto.

Il servizio riguardante il vaccino utilizzato per la cura del Papilloma Virus, il primo vaccino contro il cancro che l’uomo è riuscito a realizzare, ha dato voce a dubbi, sospetti che, oltre a tutto, non sono stati suffragati da adeguata documentazione scientifica.

La trasmissione non ha tenuto conto che certe affermazioni, anche se fatte a titolo personale, possono seminare panico, produrre resistenze all’uso dei vaccini e, di fatto, condannare a morte migliaia di persone.

Di fronte a questa situazione la prima reazione di condanna è stata del mondo scientifico non di quello politico. Le ragioni per farlo, oltre che morali, erano  soprattutto di natura tecnica.

La superficialità con la quale è stato trattato l’argomento e le falsità contenute nei vari servizi, non avrebbero dovuto consentire la loro messa in onda. Le operazioni di denuncia, quando sono realizzate a livello inadeguato, producono danni prima di tutto a se stesse e poi agli altri. Anche per questo dovrebbero finire nella spazzatura.

La libertà di espressione non può e non deve produrre disinformazione soprattutto quando ci sono in gioco migliaia di vite. Nel caso di Report il servizio sui vaccini anti -HPV è apparso non all’altezza del compito che intendeva svolgere. Il servizio ha prodotto l’effetto di suscitare dubbi e sospetti sulla validità terapeutica del vaccino. Tutto ciò a scapito di ogni certezza scientifica.

Se fare un giornalismo d’indagine e di denuncia significa tutto questo sarebbe bene chiarirci le idee sulla sua utilità e su  come deve essere fatto. Difenderlo a spada tratta, come sta facendo il M5S, non ha alcun senso e significa gettare il Paese nel caos.

L’appello lanciato da Roberto Fico, “ Se sospendono Report, non pagate il canone”, più che provocatorio sembra demenziale. Non si chiude una trasmissione perché ha bucato due servizi importanti. Se si è in buona fede e non si è in preda al piacere di distruggere la realtà, esiste sempre la possibilità di rimediare. Non c’è rimedio, invece, di fronte a chi strumentalizza ogni pretesto per nevrotizzare e condannare a  morte i cittadini più deboli e indifesi.

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