E' SOLTANTO UNA SERENA RIFLESSIONE

.

Quindici anni solamente,

ma il suo rude genitore

la voleva dare in sposa

a un asiatico, un signore …

 

Lei contraria a quest’accordo

ed a causa di un dissidio …,

nel silenzio della notte

ha tentato il suicidio !

 

La fanciulla è stata tolta

al potere patriarcale,

ora è libera e felice,

non le può più far del male !

… … …

 

Una donna marocchina

malmenata dal marito

per la moda occidentale …

… altro caso inaudito !

 

… Questa lirica prudente

che mi accingo a sviluppare

non riguarda le due donne

del problema familiare.

 

Questi versi sono frutto

di una densa ispirazione

che mi spinge ad illustrare

un’attenta riflessione.

 

Mi domando: “Questa gente,

tunisini e marocchini,

che ora vivono in Italia

con la moglie e coi bambini,

 

se staranno cinquant’anni

senza alcuna integrazione,

senza avere alcun rispetto

per la nostra religione,

 

senza rispettar le leggi

che son molto differenti

dalle loro per motivi

che risultano evidenti …,

 

come possono adattarsi

ai costumi ed alla storia

della nostra tradizione,

se rifiutano con boria

 

ogni cenno di rapporto?

Sono ospiti e per questo

li trattiamo con dovizia,

ma poi cercano il pretesto !

 

Non si tratta di razzismo,

il discorso è più profondo,

qui si tratta di capire

sia il loro e il nostro mondo.

 

Ma il dialogo rimane

sempre sull’integrazione,

se mantengono l’orgoglio

della loro tradizione

 

è difficile parlare

d’integrare le famiglie

se continuano a vessare

sia le mogli che le figlie !

 

Noi non siamo abituati

a portare il velo in testa,

siamo liberi, moderni,

questa cosa gli è indigesta.

 

Se decidon di mandare

la bambina ad una scuola,

non la possono obbligare

per sentirsi poi da sola

 

con il velo tra le altre

che son tutte al naturale,

si ritiene troppo fuori

dagli ambienti in generale !

 

Deve vivere una vita

in quest’umile Nazione?

Su, lasciamola integrare

nella nostra tradizione !!!”

.

 

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