I miei dieci film horror/thriller più inquietanti/traumatizzanti

ritratto di Antonino R. Giuffrè

Le informazioni sui film sono tratte dal sito filmscoop.it

Decimo posto: EDEN LAKE

Regia: James Watkins

Interpreti: Kelly Reilly, Michael Fassbender, Thomas Turgoose, Bronson Webb, Shaun Dooley, Finn Atkins, James Gandhi, Alyssa Cooper, Thomas Gill

Durata: h 1.31

Nazionalità:  Gran Bretagna 2008

Genere: horror

Al cinema nel Giugno 2008

Trama del film Eden lake

Jenny e Steve sono una bella coppia della classe media inglese che decide di staccare dalla solita routine e passare un weekend sulle rive del lago Eden, nascosto tra la vegetazione e fuori dalle consuete mappe turistiche. La loro vacanza viene però interrotta da una gang di ragazzi del luogo che, ripetutamente e con violenza sempre maggiore, si scagliano contro i due malcapitati, senza ragione apparente. Fino a tentare di ucciderli...

Nono posto: THE HILLS HAVE EYES

Regia: Alexandre Aja

Interpreti: Aaron Stanford, Vinessa Shaw, Kathleen Quinlan, Laura Ortiz, Michael Bailey Smith, Dan Byrd

Durata: h 1.47

Nazionalità:  USA 2006

Genere: horror

Al cinema nell'Agosto 2006

Trama del film Le colline hanno gli occhi

Nuova versione dell’omonimo film del 1977 di Wes Craven, è la storia di una famiglia il cui viaggio si trasforma in un incubo quando il gruppo giunge in una zona nuclearizzata. Lontani dal mondo, i Carter si rendono presto conto che l’area apparentemente disabitata è in realtà il territorio di una famiglia di mutanti assetati di sangue... e che loro sono la preda.

 

Ottavo posto: HELLRAISER: INFERNO

Regia: Scott Derrickson

Interpreti: Craig Sheffer, Nicholas Turturro, James Remar, Doug Bradley

Durata: h 1.39

Nazionalità:  USA 1999

Genere: horror

Al cinema nel Gennaio 1999

 

Trama del film Hellraiser v

Joseph Thorne, detective corrotto e dedito alle droghe, ha una straordinaria abilità nel risolvere puzzle. Gli viene assegnato il caso di un serial killer che lascia sulla scena di ogni delitto le dita di un ragazzino ancora vivo. Delitto dopo delitto, ogni traccia lo conduce verso una verità irreale ed inquietante.

 

 

Settimo posto: I SPIT ON YOUR GRAVE (2010)

Regia: Steven R. Monroe

Interpreti: Sarah Butler, Chad Lindberg, Daniel Franzese

Durata: -

Nazionalità:  USA 2010

Genere: thriller

 

Trama del film I spit on your grave (2010)

Jennifer Hills, giovane scrittrice, affitta una baita nel bosco per scrivere il suo nuovo libro. Ma la sua presenza attira l'attenzione di alcuni ragazzi della zona che una notte la picchiano e la strupano lasciandola solo perché la credono morta. Invece Jennifer riesce a sopravvivere e medita una vendetta spietata nei loro confronti.

 

Sesto posto: A NIGHTMARE ON ELM STREET

Regia: Wes Craven

Interpreti: John Saxon, Heather Langenkamp, Amanda Wyss, Jsu Garcia, Johnny Depp, Robert Englund, Ronee Blakley, Charles Fleischer, Joseph Whipp

Durata: h 1,31

Nazionalità:  USA 1984

Genere: horror

Al cinema nell'Ottobre 1984

Trama del film Nightmare - dal profondo della notte

Per gli adolescenti di Springfield, le notti da un po' di tempo sono molto agitate. I ragazzi, infatti, sono tutti inspiegabilmente turbati dallo stesso sogno: un uomo mostruosamente sfigurato, con un cappellaccio marrone e dei coltelli al posto delle dita, che cerca di ucciderli. Il problema è che i danni inferti da questi nel sogno sembrano inspiegabilmente ripercuotersi nella realtà. Quando la giovane Tina viene brutalmente uccisa, e dell'omicidio viene accusato il suo fidanzato Rod, la loro amica Nancy sembra essere l'unica a rendersi conto di quanto sta realmente accadendo. Ma per Nancy, a questo punto, ci saranno due nemici: il mostro e l'incredulità di chi le sta intorno...

 

Quinto posto: MARTYRS

Regia: Pascal Laugier

Interpreti: Mylène Jampanoï, Morjana El Alaoui, Mike Chute, Hervé Desbois, Juliette Gosselin, Xavier Dolan-Tadros

Durata: h 1.37

Nazionalità:  Francia, Canada 2008

Genere: horror

Al cinema nel Giugno 2009

Trama del film Martyrs

Dopo che per un anno sono state perse le sue tracce, un giorno Lucie viene vista camminare lungo una strada in un evidente stato confusionale. Sul suo corpo non é presente nessun segno di violenza o abuso sessuale e sono molti gli interrogativi su quello che possa essere successo in questo lungo anno. Dopo quindici anni da quella vicenda, Lucie si trova in una casa nel mezzo di una foresta ed impugna un fucile... dopo qualche istante si sentono degli spari, Lucie ha premuto il grilletto ed ucciso un uomo...

 

Quarto posto: THE HUMAN CENTIPEDE

Regia: Tom Six

Interpreti: Akihiro Kitamura, Dieter Laser, Andreas Leupold, Ashley C. Williams, Ashlynn Yennie

Durata: h 1.30

Nazionalità:  Gran Bretagna, Olanda 2009

Genere: horror

Al cinema nel Maggio 2009

 

 

Trama del film The human centipede

Due belle ragazze americane sono in Europa per un avventuroso viaggio 'on the road'. In Germania però, la loro auto si guasta, e sono costrette a fermarsi in un bosco, di notte. Decidono di cercare aiuto in una villa isolata, e il giorno dopo si risvegliano in un misterioso e terrificante ospedale da campo insieme ad un uomo giapponese. In seguito, un anziano tedesco si presenta loro come un chirurgo in pensione specializzato nel separare gemelli siamesi, intenzionato a lavorare in maniera non propriamente professionale sui tre 'pazienti'...

 

Terzo posto: CANNIBAL HOLOCAUST

Regia: Ruggero Deodato

Interpreti: Luca Barbareschi , Francesca Ciardi , Robert Kerman

Durata: h 1.35

Nazionalità:  Italia 1979

Genere: horror

Al cinema nel Dicembre 1979

 

 

Trama del film Cannibal holocaust

Un gruppo di documentaristi parte da New York alla volta della foresta amazzonica e poi scompare nel nulla: vengono ritrovate le bobine che testimoniano una fine incredibilmente orribile.

 

Secondo posto: THE EXORCISM OF EMILY ROSE

Regia: Scott Derrickson

Interpreti: JR Bourne, Laura Linney, Jennifer Carpenter, Shohreh Aghdashloo, Joshua Close, Aaron Douglas, Colm Feore, Lorena Gale

Durata: h 1.59

Nazionalità:  USA 2005

Genere: thriller

Al cinema nell'Ottobre 2005

 

Trama del film The exorcism of emily rose

Una affascinante avvocato, single e scontenta della sua vita sentimentale come di quella lavorativa, accetta un caso molto difficile, in cui si trova a dover difendere un prete dall'accusa di omicidio per aver praticato un esorcismo mortale su una giovane donna...

 

 

Primo posto: SRPSKI FILM

Regia: Srdjan Spasojevic

Interpreti: Srdjan Todorovic, Sergej Trifunovic, Jelena Gavrilovic

Durata: h 1.44

Nazionalità:  Serbia 2010

Genere: horror

Al cinema nel Luglio 2010

 

Trama del film A serbian film

Milos è un attore porno serbo e quarantenne che si è ritirato dalle scene. L'uomo, in chiara parabola discendente, riesce a stento a dar da mangiare alla sua famiglia, in una nazione piegata dalla crisi economica. Una ex-collega approfitta del suo stato di bisogno e gli propone un affare impossibile da rifiutare: girare un ultimo film porno, senza conoscere assolutamente nulla del copione. Il compenso: la sua famiglia sarà mantenuta a vita e non dovrà mai più preoccuparsi di lavorare. Peccato che, come in seguito Milos avrà modo di scoprire nel peggiore dei modi, il progetto non sia altro che un violentissimo film snuff nel quale verranno torturati e moriranno parecchi attori e attrici. E Milos, là in mezzo, dovrà trovare un modo per salvare la propria vita...

 

Questo testo è protetto contro il plagio. Questo testo è depositato ed esiste una prova certa della sua data di deposito e/o pubblicazione. Chi ne fa un uso improprio è soggetto alle sanzioni di legge.

Il tuo gradimento: Nessuno (1 voto)

ritratto di Angela Albano

In questo blog ci sguazzo; i

In questo blog ci sguazzo; i film horror sono una delle mie passioni.
Non ho visto tutti quelli che hai citato, ma prendo nota.

A Serbian Film, più che terrificante, è un film puramente scioccante, nonché depravato. Addirittura in alcuni paesi del mondo è vietato semplicemente possederlo. Personalmente lo odio, pur essendo amante del genere.
Vederli in lingua originale è meglio, perché puoi sentire, oltre che vedere, la bravura degli attori.
Strano che tu abbia inserito "L'esorcismo di Emily Rose" e non "L'esorcista". Per me quest'ultimo resta sempre il più terrificante di sempre.

Tra quelli che hai citato, il mio preferito è Cannibal Holocaust. Scioccante, realistico, e incredibilmente crudele. Odio però le scene in cui vengono uccisi degli animali veri.
Ti consiglierei di guardare "The green inferno" di Eli Roth, il quale è un chiaro omaggio al più famoso cannibal movie. Guardati la versione non censurata, però, altrimenti non c'è gusto.

Bellissimo blog.

P.S. 

Sono molto incuriosita dal film Eden Lake. Dovrò guardarlo.

ritratto di Antonino R. Giuffrè

… in effetti, cara Angela, “A serbian film”” non lo consiglierei

… certo alle persone sensibili o ai deboli di cuore. Nonostante io sia poco “impressionabile”, non riesco ancora a dimenticare la parte finale del film, davvero “scioccante”, come giustamente osservi.

Ho visto numerosi film sulle possessioni e l’unico che non mi abbia fatto dormire la notte è quello che ho citato nel blog (buono anche "Il rito", con Anthony Hopkins). L’esorcista lo trovo quasi un film comico (forse da bambino mi faceva un po’ paura). Boh, sono strano eh eh.

Ho già visto “The green inferno”: non mi è dispiaciuto, ma il film di Deodato è, a mio parere, di ben altro impatto psicologico.

Se non lo hai visto, ti consiglio anche “L’uomo senza sonno”.

Un abbraccio. 

ritratto di Rubrus

***

Eh..  allora, alcuni sono un po' restio a definirli horror perchè manca l'elemento soprannaturale (secondo me, se un film fa paura, anche tanta, ma manca l'elemento l'elemento soprannaturale e non è neppure suggerito, o ipotizzato, allora dobbiamo parlare di thriller o noir). Al di là delle fissazioni tassonomiche del sottoscritto, peraltro assolutamente personali, opinabili e probabilmente pure irrilevanti, mi interessa il perchè della tua scelta.

Detto ciò, in generale, non amo particolarmente gli slasher, nè mi impressionano (ho trovato "Halloween" o "Venerdì 13" abbastanza noiosi). Non conosco quindi "Martyrs" o "A Serbian film". Idem per "Eden Lake": mi pare un po' una variante de "Un tranquillo weekend di paura". "The human centipede" di cui ho visto qualche scena, mi è sembrato un film grottesco più che spaventoso e, da quanto ho visto, anche se non deve essere male, specie per l'intento satirico (derivante forse dagli omaggi al sottofilone "caged") si pone nella scia di "Society" di Brian Yuzna, che mi pare abbia altro spessore.   In generale, non amo i remake e quindi tra originali e copie (vedi "Le colline hanno gli occhi") preferisco gli originali. "I spit on your grave" deve essere una variatio su uno z movie di cui ho visto il promo.

Ti seguo su "L'esorcismo di Emily Rose" ma, come Angela, gli preferisco "L'Esorcista", secondo me il più spaventoso dei film - mi spaventai quando lo vidi la prima volta e molti anni dopo ne riapprezzai la versione estesa  (ma sì, "Il rito" è un bel film). Nulla da dire su "Hellraiser" o "Nightmare" (specie su "Nightmare"); sullo stesso piano metterei "La casa" di Raimi,

Detto ciò, ci metto anche qualcunodi miei titoli. "The ring" mi pare da menzionare, come anche "Shining" (anche a prescindere dal libro di King) Non cito film di SF come "La cosa" di Carpenter o "Alien"  o "La  mosca" di Cronenberg, nonostante i temi horror e per la stessa ragione non cito "Psyco" o "Profondo rosso". Cito "Poltergeist" , "Zombi", menziono "Un lupo mannaro americano a Londra" (che quando fa ridere fa ridere e quando fa paura fa paura, gli effetti speciali poi sono ancora insuperati) ; mi piace molto "The others" (anche a prescindere da Nicole Kidman), menzono "Il presagio" e "Rosemarys's baby". 

Cito "The blair witch project" perchè tra telecamera impazzita e risate che mi faceva fare, non so se alla fine avevo mal di testa per le risate o per la regia.   Ho trovato melenso il Dracula di Coppola (molto meglio quelli col buon caro vecchio Christopher Lee).  

Il più spaventosos di tutti pare sia però il famoso "Freaks" di Tod Browning - lo stesso regista del Dracula con Lugosi, che visto oggi fa un po' ridere.  

 

  

ritratto di Antonino R. Giuffrè

… allora, caro Roberto, una premessa, a questo punto…

… è necessaria: questi non sono i miei film horror/thriller preferiti (qualcuno c’è, a dire il vero, ad esempio “Inferno” e il primo "Nightmare"), ma quelli che, per dirla terra terra, non mi hanno fatto chiudere occhio per i motivi più vari. Alcune scene di “Martyrs”, di “A serbian film” e di “The Human Centipede” sono difficilmente dimenticabili per quanto sono forti/violente/disgustose (per questo parlo di film “traumatizzanti”), benché i film in sé, ad eccezione di “Martyrs”, non siano certo straordinari, per usare un eufemismo.

Naturalmente, ho visto anche i film originali, e, per quanto mi riguarda, relativamente a “I spit on you grave” e “Le colline hanno gli occhi”, ritengo che i loro remake, evento piuttosto raro nel cinema, siano di gran lunga superiori, con buona pace di Zarchi e Craven. Anche il remake de “La Casa”, ad opera di Alvarez, a me è piaciuto più dell’originale di Raimi, che non mi ha trasmetto particolare inquietudine per i suoi effetti speciali, francamente un po’ ridicoli e "forzati" (l’avessi visto nell’81, quando peraltro non ero neppure nato, probabilmente mi avrebbe fatto cagare addosso, oggi no). Mi hanno parlato bene de “La casa nera”, ma ancora non l’ho visto. L’ho scaricato, però.

Combinazione: “La cosa” l’ho rivisto ieri: un capolavoro da guardare e ri-guardare, ma che, insieme ad altri film che citi, più che paura o disgusto, mi ha trasmesso “ansia”. Detesto invece i film sugli zombi e digerisco poco quelli sui vampiri (tant’è che io ti citerei “Fracchia contro Dracula”…).

Un caro saluto. 

ritratto di Rubrus

***

Non mi toccare "Fracchia contro Dracula"! E' persino meglio de "L'esorciccio!" smiley.

"La casa nera" devo averlo visto, ma non me lo ricordo (segno che non mi ha particolarmente colpito).

Poi, sì, io vidi il film di Raimi nell'81 - o gù di lì. 

Il fatto dei remake e che... be'... sono remake (e secondo me se ne fanno un po' troppi). Insomma, se hai visto prima l'originale o la copia è davvero un capolavoro, ma davvero davvero, oppure...

E' un po' il caso de "La cosa". Il film di Hawks era un ottimo film anni '50, incentrato, più o meno metaforicamente, sulla paura dei comunisti che sembrava dovessero superare gli americani nelal corsa allo spazio ("guardate il cielo!" è l'avvertimento finale). La morale (i film di quel periodo hanno spesso una morale più consolatoria di quelli successivi) è "lasciamo fare ai militari e non agli scienziati". Carpenter fece un film usando un po' lo stesso archetipo (la cosa, l'estraneo) ma quasi, secondo me "lovecraftizzandolo" sotto il  profilo del terrore della materia per come è realmente al di là delle apparenze (il bellissimo, ambiguo finale...: "sei tu'?" "potresti essere tu" "e allora?" "e allora stiamo qui e vediamo che succede"). Non a caso il titolo del flm di Hawks (e, credo, del racconto) era "Chi va là?" / "Who goes there?". Carpenter gli ha dato a ragione un titolo diverso.

Detto ciò, secondo me, hai perfettamente centrato il punto allorchè parli di "ansia". A me, ma sia ben chiaro che parlo di "gusti", quello che speso attira come caratteristica di un horror sono gli istanti prima che si apra la porta chiusa e quando il personaggo si avvicina all'orrrore indicibile che vi sta dietro. Poi, sia chiaro che il mostro ci deve anche stare. ma io me lo ricordo meno e mi colpisce meno dell'attesa. E' un po' come l'effetto "jumpscare" di cui secondo me si abusa. Certi film mi vanno bene come cura per il singhiozzo. Fai "bu'" e ti passa. Ma non puoi usare quell'effetto troppe volte.   

Se posso usare un paragone un po' azzardato, è la stessa cosa che, per certi versi, vale per l'erotismo, che è questione di testa più che di visceri. Non che non ci vogliano i visceri, ma, se ci sono solo quelli... be'.

Una cosa che mi ha sempre colpito poi è quando Tizio appare una gran brava persona, oppure la situazione appare idilliaca, ma sotto sotto, e lo spettatore lo sa, mentre non lo sanno nè la vittima di Tizio nè a volte Tizio stesso, le cose sono ben diverse. Oppure Tizio si trasforma in un mostro (magari senza accorgersene) e nesuno può farci niente. Insomma, la maschera del licantropo (che troviamo anche nei film sulla possessione, in cui di solito un ragazzino /a diventa di solito una belva ringhiante). Altra cosa che mi ha sempre colpito è l'ambiguità (ma è un altro aspetto della stessa maschera). Cioè, una detta situazione magari appare anche spaventosa, ma tutto sommato rientra nei parametri, magari orribili, del mondo per come lo conosciamo. Eppure ci potrebbe essere un particolare, una stonatura, una imperfezione che potrebbe suggerire che, in realtà, c'è persino di peggio, che le cose stanno persino peggio di quel che immagini. Che appena sotto la superficie, magari anche angosciante delle cose, si nascondono - li vedi, ma non ne sei sicuro, e comunque li vedi (forse) solo perchè loro vogliono farsi vedere - cose con occhi gialli, freddi, famelici e senza pupilla che ti osservano. E sono contenti di vederti.            

 

 

 

 

ritratto di Raffaele De Masi

Una bella lista di film.

Una bella lista di film. Alcuni dovrò guardarli, visto che non ho avuto ancora il piacere di conoscerli.
Mamma mia, A Serbian Film è un film disgustoso come pochi, anche se nella sua categoria è quasi imbattibile. Dico quasi, perché il film horror più scioccante di sempre non tutti lo conoscono, e non è per tutti. Parlo di August Underground.
August Underground è una trilogia di film girati come fossero amatoriali. Sembrano a tutti gli effetti lungometraggi snuff a base di morte, violenza e sesso, senza profondità di trama. E' roba creata appositamente per scioccare e scandalizzare.

 

Quoto anch'io Angela e Rubrus: l'esorcista credo sia il film più terrificante di sempre. Strano che tu lo trova comico. Ti consiglio di guardarlo in lingua originale; cambierai idea.

ritratto di Antonino R. Giuffrè

… beh, in effetti, Raffaele, non conosco il film…

… di cui parli e, forse, è meglio così, visto che già “a serbian film” è molto pesante. Ho sentito invece parlare di “Snuff 102”: pare che abbia suscitato parecchie polemiche. Per quanto riguarda “L’esorcista”, l’ho visto in tutte le salse dopo i 20 anni e devo dire che non mi ha mai “inquietato” particolarmente, a parte due o tre scene. Ne avevo paura quando, da ragazzino, tutti mi dicevano di non guardarlo…

Grazie, un caro saluto. 

ritratto di Rubrus

***

Comunque, a proposito di "Freaks" è interessante notare come esso possa essere considerato, per certi versi, l'antenato del filone horror basato su deformità, vouyerismo macabro (caratteristiche che secondo si ritravano negli snuff movies e in "A serbian film", stando a quanto leggo). 

Ambientato in un circo e in particolare modo negli spettacoli in cui comparivno persone deformi (all'epoca la sensibilità era ben diversa: altro che "politicamente corretto!") ha la caratteristica, tra le altre, di avere, tra gli interpreti, veri "fenomeni da baraccone" quindi, sotto taluni aspetti, quasi sconfina nel vouyerismo  morboso e nello "snuff movie".

E' un vero proprio film "maledetto", proibito per trent'anni in certi paesi e la cui storia, per chi non la conoscesse, si trova sinteticamente esposta qui https://it.wikipedia.org/wiki/Freaks_(film)

ritratto di Antonino R. Giuffrè

… si può dire, parafrasando King, che già allora…

… avevano capito, nella fattispecie Browning, che un film horror, come qualsiasi altra forma d’arte, deve innanzitutto “mettere a disagio” (“Sure it makes you uncomfortable, but good art should make you uncomfortable”). Non è un caso che lo stesso King, dopo le critiche piovute su Hostel, abbia sentito il bisogno di difendere il genere del torture porn. 

ritratto di Rubrus

***

Che l'arte debba sempre mettere addirittura disagio mi sembra un po' una boutade ("disagio" non è la prima parola che mi viene in mente se penso, per esempio, alle "quattro stagioni" - no, non la pizza se faccio indigestione). Se per disagio si intende che debba produrre una reazione tale per cui il fruitore ne rimane impressionato (credo che l'arte possa trasmettere anche un senso di calma) allora senza dubbio.

L'horror invece deve produrre "per contratto" inquietudine, disagio - per quanto, vabbè, di fronte a certa macelleria parlerei più che altro di "ribrezzo". In "danse macabre" (che credo sia in ristampa) King definisce quell'effetto "effetto youch" e dice che non ci vuole molto a produrlo: basta masticare a bocca aperta. Peraltro ne difende la legittimità sostenendo che, vabbè, alla peggio si può ricorrere pure a quello. "Non sono uno snob" dice di sè, ed è vero (e credo sia anche un pregio).

Astraendo, la mia personalissima opinione, è che, in definitiva, la storia dell'orrore (specie quella con l'effetto "youch", pensando alla distinzione della Radcliffe) altro non sia che la "prova generale dell'incontro, in effige, con la Morte" (amore e morte penso siano i due soli temi di cui, in ultima analisi, parla la creatività umana, sempre per rimanere in zona boutade). Essa ha quindi un effetto e una funzione o mimetica, o catartica, o tutte e due, ma prima di tutto una funzione rituale.

Sempre a proposito di film horror (non voglio che questo piacevole conversare vada troppo off topic) non ho citato un film "Quella casa nel bosco" che mescola paicevolmente humor e horror, ed è più profondo di quanto si pensi.

In buona sostanza, senza fare troppo spoiler, esso racconta che i soliti ragazzotti che vengono massacrati nelle dozzine di slasher movies dai tempi di "Venerdì 13" e anche prima sono delle "maschere" - anzi, vengono resi maschere - che vengono sacrificati per evitare il peggio perchè...

Anche se può essere confuso con una parodia, esso è quindi più di una paraodia perchè esplicita, ma con leggerezza, la funzione del film horror - anche quello più truculento - come rito (e, aggiungo io, nei film i cui protagonisti sono adolescenti, anche rito di passaggio). Si tratta tra l'altro di un film profondamente lovecraftiano (HPL, con la sua ossessione per le goemetrie sbagliate, il suo terrore per la materia e la sua fissazione per l'orrore indicibile è stato poco rappresentato al cinema, anzi, quasi per niente) e che contiene una morale assai pessimista e cinica (che in realtà nei film horror si trova meno spesso di quanto possa apparire).    

ritratto di Gerardo Spirito

Avrei molto da dire anche io,

Avrei molto da dire anche io, cerco di passare nei prossimi giorni. Voglio peró segnalarvi un film che da poco è uscito in America, il film più lovecraftiano mai fatto a mio parere (l'ho visto giusto un paio di giorni fa in lingua originale perchè, ahimè, credo proprio che non uscirà tanto a breve in italia), ve lo assicuro; si intitola "The Void". Su youtube ci sono 2 o 3 trailer e il primo teaser. Inoltre omaggia parecchio anche "La cosa" di Carpenter.

Buttateci un occhio!

ritratto di Rubrus

***

"The void" mi pare lovecraftiano anche nel titolo. :-) 

 

ritratto di Raffaele De Masi

I film splatter possono

I film splatter possono essere estremi quanto vogliono, ma non saranno mai d'effetto se non inculcano la giusta psicologia nei protagonisti. Ci sono film ben più truculenti di Hostel, ma non è detto che siano più impressionanti. Hostel presenta un cast eccellente, che esprime al meglio le sensazioni di paura, angoscia, e dolore. Questi fattori lo rendono un eccezionale film dell'orrore.
Film invece come A Serbian Film, o August Underground, sono creati al solo scopo di scioccare e far provare ribezzo.Puro orrore, è vero... ma credo siano lontani dall'essere una vera e propria forma d'arte.
Per me l'horror deve innanzitutto impressionare psicologicamente, e non semplicemente provocare disgusto. Ci si deve immedesimare nei protagonisti.

ritratto di Rubrus

***

Concordo, caro Raffaele.

Ci sarebbe da fare, a questo proposito, e parlando di narrativa, un interessante confronto tra King Poe Lovecraft, ma anche altri scrittori.

Disgraziatamente, per il sottoscritto è un periodo un po' pieno...   

ritratto di Raffaele De Masi

Allora creo un blog a parte

Allora creo un blog a parte riguardo questo confronto.
Ottima idea.

ritratto di 90Peppe90

I MIEI DIECI HORROR/THRILLER PIU' INQUIETANTI/TRAUMATIZZANTI

Un blog interessantissimo, caro Antonino.

Ho visto molti, fra questi film, e ho apprezzato decisamente Nightmare - Dal profondo della notte (probabilmente il migliore dell'intera serie) e il poco conosciuto, e spesso sottovalutato, Martyrs... a tratti davvero terrificante. Il film di Freddy, invece, più che inquietante/traumatizzante l'ho trovato divertente... ma non in negativo, non in senso dispregiativo, assolutamente: il personaggio di Kruger è semplicemente stupendo e le vicende sono narrate con grande maestria, adoro quel film. Dico solo, ecco, che non mi ha impressionato/inquietato. Sotto il profilo "traumatico", Martyrs mi ha colpito molto di più. Mi è piaciuto molto anche Le colline hanno gli occhi e, pur apprezzando l'originale, mi sa che mi è piaciuto maggiormente il remake che tu riporti qui. Infine, dovrò dare un rewatch a Hellraiser che, ai tempi, ero poco più che un bambino, non mi ha entusiasmato granché.

Più di recente ho visto L'esorcismo di Emily Rose e Cannibal Holocaust che, invece, mi hanno annoiato mortalmente.

Mentre, invece, ho da tempo la versione digitale di A Serbian Film e ancora non l'ho visto... mi hai incuriosito parecchio.

Non violentate Jennifer e The Human Centipede non mi hanno mai attirato, ma chissà... mentre cercherò di vedere Eden Lake al più presto, già solo per il fatto che Fassbender è uno dei miei attori preferiti.

E ora faccio l'egocentrico e scrivo, in ordine sparso, i titoli di quei film horror/thriller che più mi hanno inquietato/traumatizzato: It FollowsThe VillageIl signore del maleGoodnight MommySinisterShutter IslandIl quarto tipoIl seme della follia.

Ciao, Antonino, un abbraccio!

 

ritratto di Antonino R. Giuffrè

… anche a me il personaggio di Krueger, ora, sta “simpatico”…

… tuttavia, alla prima visione di Nightmare, non mi ha fatto davvero chiudere occhio. Non riuscivo proprio a togliermi dalla testa la scena in cui la povera Nancy, sul punto d’addormentarsi nella vasca da bagno, viene afferrata all’improvviso dal guanto artigliato del buon Freddy, che voleva trascinarla sott’acqua. Una delle scene horror più terrificanti in assoluto, a mio parere; tanto che, da allora, faccio ben attenzione a non appisolarmi in una vasca da bagno ah ah.

Su Hellraiser sono un po’ di parte perché adoro il personaggio di Pinhead, il leader dei Supplizianti (solo nella serie cinematografica, però, in quanto in Barker non è così), e rappresenta, per così dire, una figura antitetica rispetto a Krueger: mentre la dialettica di Freddy si definisce anche in senso umoristico, quella del nostro spietato puntaspilli, eccettuate alcune scene del terzo capitolo, è caratterizzata da una retorica così cinicamente scevra da residui emozionali umani da configurarsi come vera e propria lingua del male supremo. E dire che Pinhead era stato un uomo come tanti altri. Il capitolo quinto della serie, con Derrickson alla regia, è di gran lunga il migliore; sono certo che, rivendendolo, ti piacerà un casino. Dal sesto in poi, onestamente, fanno un po’ cagare…

Non ho ancora visto Goodnight Mommy: mi hai dato un ottimo spunto!

Un abbraccio. 

ritratto di paserangel

  Non ho un'autentica

 

Non ho un'autentica passione per i film horror, spesso li guardo e quasi tutti i film menzionati li ho visti senza per altro restare particolarmente impressionato, tranne per il primo Hellraiser. Secondo il mio parere questi film scontano una prevedibilità a prescindere. Voglio dire che guardando questi film sai già cosa ti puoi aspettare e sei dunque preparato per assistere a eventuali scene orrorifiche senza rimanerne turbato, ma ciò non toglie che spesso li trovi molto divertenti.

I film che presentano scene che causano disagio e turbamento sono sempre quelli da cui non ti aspetti scene truculente, cito ad esempio La calda notte del soldato Jonathan, uno dei primi film girati da Clint Eastwood al suo rientro negli Stati Uniti dopo gli spaghetti western, ambientato durante la guerra di secessione. Il protagonista, in seguito a una rovinosa caduta che ha lesionato irrimediabilmente una gamba, viene sistemato su un tavolo di cucina per eseguire l'amputazione. La scena si svolge in penombra e ciò che succede viene perlopiù immaginato. Ma quando si ode il rumore dei denti della sega incidere l'osso mi sono sentito mancare, scivolando in ginocchio dalla poltrona su cui ero assiso.

Altra scena di terrificante verismo si può osservare nel film Il maratoneta, dove Lawrence Olivier tortura Dustin Hoffmann trapanandogli i denti, provocandomi un'inquietudine durata giorni. La parte iniziale del primo Alien è puro terrore visivo, indimenticabile la fuoriuscita del mostro dal torace dell'astronauta.

Le filmografie di Carpenter e Cronemberg si fanno apprezzare per la notevole suspence che producono, spesso accompagnata da momenti di insuperabile horror/thrilling. Del primo ricordo in particolare Distretto 13 – Le brigate della morte, ambientato in un distretto di polizia prossimo alla chiusura dove sono asserragliati personaggi di varia natura, assediati da una banda di teppisti che vogliono vendicare la morte di uno di loro. I teppisti non si vedono mai, agiscono nel buio della notte bersagliando il distretto con un diluvio di proiettili sparati col silenziatore. Da incubo.

Del secondo rimango sorpreso per il fatto che non venga menzionato Videodrome. La dicesa agli inferi del protagonista, ammorbato sempre più dalle invadenti tecnologie audiovisive fino a precipitare nello sconvolgente mondo degli “snuff”. In Inseparabili il disturbante rapporto che lega due gemelli, medici ginecologi, il maniacale rapporto con la strumentazione del loro lavoro che appare come una collezione di strumenti di tortura.

Ma l'oscar della suspence va assegnato a Duel. Primo lungometraggio di un giovanissimo Steven Spielberg

ritratto di Antonino R. Giuffrè

… naturalmente, paserangel, si tratta di una selezione…

… estremamente soggettiva: ciò che inquieta me può benissimo lasciare indifferente qualcun altro e viceversa. Avrei potuto citare tanti altri film, ma i primi dieci che mi sono venuti in mente sono stati quelli che ho riportato nel blog. Tra l’altro, la mia attenzione si è concentrata soltanto sul genere horror/thriller puro. Concordo su Carpenter e Cronenberg: del primo consiglierei anche The ward. Alcuni dei film che hai citato dovrò vederli o rivederli.

Grazie del passaggio, un caro saluto.     

ritratto di Smart88

Ciao

Condivido anche io la mia opinione qui (argomento succoso, per me).Tendenzialmente i film che sono stati citati li ho visti tutti, quelli che non ho visto sono state scelte consapevoli; mi riferisco alle pellicole che includono scene di stupro/violenze fisiche importanti (questi argomenti mi disturbano parecchio anche nella sola lettura - ad esempio ho faticato enormemente nel passaggio in cui si descrive lo stupro in "The Dome" di King -). Ho visto, paradossalmente, "A serbian film", ma per lo stesso motivo che ho citato mi ha profondamente turbata e la parte finale è stata un'agonia.

Trovo disturbanti "Martyrs", "The exorcism of Emily Rose", " Il rito", "Le colline hanno gli occhi", "Sinister". Accanto a questi - ma distinto - aggiungerei il filone dei thriller psicologici/ad effetto sorpresa (quello che più mi appassiona):

 "Nascosto nel Buio", "The others", "The skeleton key", "The purge", "Il sesto senso", "1408", "Orphan". Mi limito ma ce ne sarebbero altri. Un posto a parte lo dedico a "Babadook", inquietante - a parer mio - per i molteplici livelli di lettura.

Ricordo che la me stessa bambina, però, ben poco impressionabile in quanto passava i venerdì sera sul divano con mammà a vedersi i vari Alien e gli adattamenti cinematografici dei romanzi di King, venne letteralmente terrorizzata dalla pellicola de "I delitti del gatto nero". Penso di aver passato un'intera estate nell'attesa di vedere il muso del gatto spuntare da dietro le zanzariere. Eheh.

ritratto di Antonino R. Giuffrè

… anche a me piacciono molto i thriller psicologici…

… come ho già detto ad Angela, tra i miei preferiti c’è sicuramente L’uomo senza sonno, con uno straordinario Christian Bale nei panni di un cadaverico operaio di fabbrica, costretto a fare i conti col proprio oscuro passato. “The orphan” colpisce soprattutto per il suo finale, davvero imprevedibile e geniale. Però “The orphanage” è davvero una perla, ed ha pure il pregio, secondo me, di emozionare lo spettatore. Molto bello e delicato anche “Fragile”.

“Babadook” non mi ha convinto molto: in generale, non amo quei film/libri che finiscono in un modo tanto ambiguo che alla fine non sai bene cosa hai visto/letto; penso, ad esempio, ad “Antichrist” di Von Trier.  Alcune scene, però, sono davvero inquietanti.

Grazie del tuo contributo, un caro saluto.