MINO'

ritratto di amitoiD

c’è della gente che crede sul serio di essere ciò che rappresenta, costruirsi una persona piuttosto perfetta significa diventare, in cambio, eccitabile e pieno di fisime. bismarck aveva eccessi di pianto isterico, wagner  tenne un carteggio a proposito dei nastri della sua veste da camera. anche coloro che sembrano essere degni di grandissima stima, vanno incontro a banali scadimenti. l’identificazione con un ruolo è causa di nevrosi, studi psicoanalitici sono affollati di grandi personaggi che hanno perduto il contatto con la personalità profonda, leonardesca, nella sua versatilità.

minò non sopportava l’esibizione della bellezza femminile

ne era contrariato perché si vedeva allo specchio

e faceva lui la stessa cosa con l’intelletto;

si dedicava alla riflessione, teorico,

riconosciuto scrittore, non accettava il silenzio

né l’errore delle parole:

come è facile nutrirsi di parole.

non sapeva probabilmente

che ci sono posizioni imperdonabili.

lei per un po’ gli aveva dato attimi di intesa

miracolosa cancellazione di infiniti contrasti tra uomo e donna

e di tutto il contenzioso umano

dentro quelle stesse duttili emozioni

presto c'erano state parole d’odio.

minò costruiva in altezza

e distruggeva quello che in altezza

è pensato, per dominare l’orizzonte.

tutto proviene da un’idea nuova, geniale,

nata dall’osservazione, poi andava

in cerca di elogi; contrastarlo significava il suo accanimento

simile alla demarcazione di uno spazio di proprietà.

minò aveva i tratti fisionomici di un asiatico,

dopo la laurea la sua biografia fu segnata

da un ritmo di intensità di aspirazioni.

vecchio, credeva che il rispetto

umano, il suo valore, è un residuato, cosa del passato.

è il lavoro intellettuale che sostiene tutto,

anche lo sterminio di un popolo.

diceva di essere tra i più eccelsi scrittori, tra i più geniali,

tra i più colti e, praticando da tempo l’esercizio

della scrittura, si considerava tra i migliori narratori.

tutto è un misurare la consapevolezza, la relazione con l’altro,

l’arte è simile alla vita, valori e altro di cui non si può dire

ma chi è convinto che ci si può fermare

a una sola rappresentazione, porterà in sé

impotenza oppure un senso compiaciuto

e banale di onnipotenza intellettuale.

 

minò passa ore seduto davanti al pc

a volte qualcuno pensa di dargli dei soldi

per svaghi salutari per fargli lasciare le sue fisime:

i bagliori nelle sue composizioni si stanno abbassando

perché il disprezzo con cui ferisce

fa allontanare dall’incandescenza della scrittura

chi ama la scrittura ma non il suo scettro

come simbolo di potere.

minò, miniatura dell’arte

di materia invisibile

di provenienza inconoscibile.

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