LA CREPA NEL CUORE

ritratto di Yeeshaval
 
Min-so sedeva nell’angolo ad occhi bassi, sulla poltrona di broccato rosso. La sua cartella giaceva chiusa sul pavimento, accanto ai suoi piedi. Quel giorno era prevista l’interrogazione di matematica: aveva studiato bene, voleva prendere un bel voto. Ma invece che a scuola ora si trovava in quella camera, con le mani sudate che tendevano l’orlo della divisa scolastica, perché non risalisse troppo sulle gambe.
L’uomo in accappatoio bianco la osservava fumando, in silenzio. Poi schiacciò la sigaretta in un posacenere di cristallo, e si sdraiò supino sul grosso letto dalle lenzuola di seta, lasciando che la veste si aprisse sul corpo grasso e nudo. “Perché non vieni a sederti qui, passerotto?” disse, battendo la mano sul letto.
Poteva suonare come un invito, ma non lo era. Il signor Namgung era il boss del loro quartiere, e lui non chiedeva, ordinava. Tutto quello che voleva, otteneva. E aveva voluto quella ragazzina nella sua camera da letto fin dal primo momento che l’aveva vista.
Min-so si alzò e si avvicinò all’uomo, che subito l’afferrò per i polsi e l'attirò bruscamente a sé, intimandole di mettersi a cavalcioni su di lui. Obbedì senza parlare, sedendosi sopra il suo inguine, e sentendo quello schifoso lombrico inturgidirsi e pulsare tra le sue cosce nude.
“Quanto le somigli,” disse Namgung, quasi sovrappensiero.
Sapeva di chi stava parlando, il grasso maiale aveva già accennato al suo grande amore. Un giorno Min-so gli aveva servito dell’insam cha – lavorava nel locale della zia, dopo la scuola – e lui era rimasto come folgorato: gli era sembrato di rivedere la dolce Su-ji, la cui morte gli aveva spezzato il cuore, aveva raccontato.
Pochi giorni dopo erano lì, in quella lussuosa stanza, con l’uomo dal cuore infranto che premeva l’uccello contro le sue cosce di quattordicenne.
“Togliti la camicetta e il reggiseno,” ordinò l’uomo, con voce roca.
Min-so esitò solo un momento, poi si spogliò. Ma nel farlo suoi occhi cambiarono espressione, e per la prima volta sorrise, rivelando il suo petto nudo. Non v’era traccia di seni, nemmeno acerbi: il suo era un levigato torace maschile.
Namgung aprì la bocca per la sorpresa, ma le parole gli rimasero congelate in gola: il ragazzo aveva tirato fuori un coltello a scatto, nascosto nel reggiseno, e glielo stava puntando tra le costole, già dentro per un paio di centimetri.
“E così soffri ancora per la perdita del tuo grande amore, vero? Su-ji non è morta, figlio di puttana! L’hai fatta uccidere tu, assieme a suo figlio, perché voleva lasciarti! Ma il bambino è sopravvissuto, a tua insaputa. Non sei contento di rivedermi, padre?”
L’uomo boccheggiò come un pesce, quando la lama penetrò per un altro centimetro. Un lacrima di dolore rotolò sulla guancia pallida e tonda, per poi tuffarsi tra i riflessi della seta. Namgung sussurrò, con tono di supplica: “Ti prego… io l’amavo davvero…”
“Ci credo,” rispose Min-So, e di colpo affondò il coltello fino al manico. “Ecco perché ti regalo un vero cuore spezzato.”
 
 

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ritratto di ivan bui

Sono innocente ...

sono passato per lasciarti un saluto e mi ritrovo nel bel mezzo di una vendetta cruenta.

La vendetta é sempre un bel piatto ....
 

ritratto di Yeeshaval

  Ciao Ivan, bentrovato. Sai

 
Ciao Ivan, bentrovato.
Sai come si dice: "male non fare, paura non avere"...
Se sei innocente come dici, non ci sono piatti di questo tipo riservati a te, nè caldi e nè freddi. :D
Grazie del passaggio e del saluto, contraccambio.
 
 

 

ritratto di paserangel

 Finalmente, era ora che

 

Finalmente, era ora che terminasse il tuo ritiro spirituale!!

Ho invitato la Sciarelli a non occuparsi più del caso.

E' sempre stato difficile per me capire fino in fondo (e sopportare) la passione tutta giapponese, in questo caso anche coreana, per le adolescenti. In quei paesi pare che sia una passione addirittura istituzionalizzata e non suscita come in occidente particolare riprovazione. Conoscere poi che in quei paesi esistono negozi che vendono in maniera del tutto regolare indumenti intimi appena usati di giovani ragazze mi spinge a desiderare gesti che l'autrice si è incaricata di soddisfare.

Qualche rivolo di sangue è una forma di compensazione e dà un valore aggiunto a questa storiella dark, scritta in maniera sublime, in perfetto stile Yeeshaval. Sono sicuro che la tua passione per l'Oriente saprà trovare giustificazioni alle mie difficoltà di comprensione.

Bentornata stella

ritratto di Yeeshaval

 Tanto la Sciarelli (ho

 
Tanto la Sciarelli (ho dovuto googlare per sapere chi fosse) non m'avrebbe mai trovata. Io, o rispunto da sola, o niente. :D
 
Ben ritrovato, Pas.
Sulla passione tutta giapponese per le giovanissime (anzi, per la precisione per le scolarette) ci sarebbe da parlare parecchio. Ci sono cose radicate nel tessuto sociale di quel popolo, una sorta di "rovescio della medaglia" di una mentalità votata al formale, al dovere, alla repressione di tante cose considerate disdicevoli da manifestare in pubblico, che non dico giustifichino, ma almeno spiegano alcune cose che a noi sembrano solo perverse.
Però nel caso specifico del mio raccontino (a parte l'ambientazione in Corea), la passione verso la scolaretta non è fine a se stessa: è l'eco di una passione provata verso una donna adulta, tanto tempo prima, che il boss rivede in quella che lui crede essere una ragazzina.
Certo, il boss si fa pochissimi scrupoli sull'approfittare sessualmente di una quattordicenne. Ma è un bastardo, un malavitoso spietato: come ci si può aspettare che abbia una qualche remora morale?
 
Grazie per la lettura e per l'apprezzamento, Pas.
Sei sempre molto gentile. :)
 
ritratto di Rubrus

***

Stavo per dire che è in stile giapponese ma ho appena letto che i personaggi sono coreani.

Ok, il paragone con l'haiku è andato a farsi benedire, dopotutto è Pasqua, e quindi ne uso un altro: è un racconto vignetta: descrizione e azione: violenta, limitata a un'azione e tutto sommato preparata dal quel mix di perversione - io la vedo all'occidentale - che ne costituisce lo sfondo e il movente.

Bentornata e buona Pasqua.   

ritratto di Yeeshaval

 Ciao Rubrus, che piacere

 
Ciao Rubrus, che piacere rileggerti.
 
Sì, beh, le cose un po' torbide hanno una certa presa su di me, da sempre.
"Racconto vignetta", è un'espressione che mi piace molto, data la mia passione per l'universo fumetto.
Spero che i due elementi descrizione/azione siano ben bilanciati, perchè sto cercando di migliorare nella tecnica "show, don't tell", e questo significa limitare gli spiegoni.
 
Ora però sono curiosa: quale era il paragone con l'haiku? :D
Buona Pasqua e Pasquetta a te.
 
ritratto di effetticollaterali

Già visto al cinema

ma la trasposizione scrittoria non è un delitto. Moderna, veloce forse troppo, comunque si prova a togliere la polvere...

 

 

ritratto di Yeeshaval

 Ciao, Effetti! :DLo sai

 
Ciao, Effetti! :D
Lo sai che hai ragione da vendere?
Un mesetto fa, quando ho scritto questo pezzo, avevo solo in testa delle immagini e non pensavo a come ci erano arrivate. Poi, un paio di settimane fa rivedo "Kill Bill" in tv, e... cazzarola: la storia di O-Ren Ishii. Ecco la fonte delle immagini.
Evvabbè, ci ho tirato fuori una rielaborazione  che tutto sommato nemmeno mi dispiace, peccato per l'idea non originale.
La cosa buffa è che questo è il secondo pezzo che mi è stato ispirato dal personaggio di O-Ren (il primo era Canto Scarlatto): si vede che mi ha colpito parecchio.
 
La troppa velocità dello scritto ha una ragione: era un'esercitazione, mi era stato dato un limite di caratteri. Potendo scegliere, forse lo avrei scritto in modo più arioso, ma credo sarebbe uscito fuori completamente diverso.
Grazie del passaggio e del commento. :)
 
ritratto di Rubrus

***

Perchè, pur non essendo un esperto di poesia giapponese, mi pare che riproduca alcune caratteristiche di quel tipo di componimento: brevità, una certa rigidità di forme, giustapposizione di elementi concreti messi in relazione tra loro attraverso il semplice accostamento. Questo è un racconto, quindi ovviamente ci può e ci deve stare anche un po' di trama - il cui cuore sta nell'intepretazione letterale della metafora - ma in fondo quel tipo di poesia, per quel che ne so, non si avvale, appunto, di metafore, limitandosi piuttosto alla ricerca di essenzialità lineare dell'oggetto poetico rappresentato. 

 

E.C. non è vero che "non sono esperto di quel tipo di poesia". Non sono esperto di poeisia. Punto. 

ritratto di Yeeshaval

  Wow. Che figata. Mi

 
Wow.
Che figata.
Mi piacciono un sacco le tue considerazioni, Rub. Grazie.
 
ritratto di Mauro Banfi

Il ritorno del tuo grande manierismo,scheggia bellissima, polita

Ho sempre ammirato la tua litweb, Yeesh, il tuo senso grafico veramente eccezionale e di talento che va a comporre dinamiche, con una prosa perfettamente aderente e conseguente al carisma grafico, precise precise che attanagliano il lettore al video.
Siamo nell'era del New Weird e della Bizzarro Fiction e il manierismo è il serbatoio di significanti a cui tutti attingiamo in questa epoca affollata da segni e significanti vari.
Binswanger, nella sua celebre e ormai classica definizione, riconosceva come manieristica ogni enfatizzazione formale direttamente proporzionale al senso di esistenza mancata da parte dell’artista; se in ogni esagerazione, in ogni stravolgimento, in ogni complicazione, in ogni delirio organizzato sospettiamo un appetito di risarcimento, parliamo di manierismo.

In questo caso, Tarantino e tutta una lunga e grande tradizione noir e pulp vengono da te reindirizzati in modo assolutamente originale e creativo alla condivisione emotiva con una vittima (tra le tante) del nostro feroce mondo: tutti partecipiamo a quella sorta di RISARCIMENTO etico nei confronti degli umiliati e offesi, delle tante, troppe esistenze offese e mancate del nostro tempo terribile.
Sempre grande la tua sensibilità e la tua arte, sempre intensa la mia ammirazione.

Abbi gioia
 

ritratto di Yeeshaval

 Ciao, Mauro.

 
Ciao, Mauro.
Che fantastica definizione per il mio scritto, quella "scheggia polita". Grazie.
Il tuo rimando al manierismo mi ha sorpresa, perchè (io l'ho studiato solo nell'ambito della pittura) non trovo che il mio scrivere sia "di maniera"; però poi mi sono ricordata della modernità implicita a quella corrente, di una certa sperimentazione e avanguardia, di un riarrangiare elementi classici in qualcosa di completamente diverso, e allora sì, un po' mi ci rivedo, io che spesso faccio esperimenti con stili e parole.
 
Il tema della vendetta (o "risarcimento etico", altra bella definizione) è un classico della letteratura.
Certo è che il cinema di Tarantino e il genere pulp gli hanno donato abiti nuovi: succinti, perversi e insanguinati.
Al mio palato cine-letterario, questa nuova vendetta ha un buon sapore. Quindi ho cercato di cucinare qualcosa anche io, eheheh. :)
 
Grazie del passaggio e della lettura.
ritratto di monidol

Molto molto grazioso

cara Valeria.
La cosa particolare è che con pochi accenni fai immaginare immediatamente personaggi, ambiente e tutto il back ground.
E finalmente ci risei con le tue parole.
moni

ritratto di Yeeshaval

 Cara Moni, grazie mille.

 
Cara Moni, grazie mille.
In questi ultimi tre mesi ho cercato (non sempre con successo) di lavorare sul "mostrare" al lettore, piuttosto che spiegare. Il tuo commento mi fa gonfiare tutte le piume, perchè se dici così allora ci sono riuscita, e per me è un bel traguardo.
(o magari è un traguardo imbroccato un po' a culo, ma non importa, non me ne frega niente, intanto gongolo) :D
 
Un abbraccio.
 

Bello, molto bello....

.....asciutto e crudele al punto giusto.

Breve, quanto basta.

Descrizioni ed ambientazione ottima e testo diretto e coinvolgente.

Finale a sorpresa molto azzeccato.

Piaciuto molto.

ritratto di Yeeshaval

  Uh, ma grazie. Sono

 
Uh, ma grazie.
Sono contenta che ti sia piaciuto. :)
 
ritratto di Selly e le bebe rosse

y*

pochi tocchi. di bianchi e di rossi. e nel mezzo il dramma

 

brava Valeria, un bacio. bello rileggerti

ritratto di Yeeshaval

 Un commento cromatico.

 
Un commento cromatico.
Mi inviti a nozze, Selly...
 
Grazie, un bacio a te.
Anche a me fa piacere rileggere tutti voi.
 
ritratto di Bebo60

Si percepisce

che si tratta di un esercizio di scrittura.

Piacevole, anche se ovviamente vale come tale, un esercizio. Tuttavia la scrittura è piacevole e intensa, quindi va bene così.

Ciao!

 

ritratto di Yeeshaval

Grazie, Bebo.

 
In effetti, non ho ancora postato altri micro-racconti perchè, se questo si percepisce come un esercizio, temo gli altri lo sembrino ancora di più.
Questo comunque era un "fuori sacco", scritto per piacere personale: mi è sembrato un pochino più completo di altri, tanto da tenersi su da solo.
Se risulta piacevole e intenso, per me è già un buon risultato.
Grazie della lettura. :)
 
ritratto di Eli Arrow

Un Edipo coreano

Bello, Perverso e Kattivo al punto giusto. Freud ti avrebbe inserito in qualche monografia, o te l'avrebbe dedicata, non so.

A mio parere non si sente e non si nota che hai usato la/le tecnica/tecniche e questo è segno di una padronanza di scrittura che ho sempre trovato in quello che scrivi, peccato che i tuoi scritti siano più rari delle lacrime di un bidet.

Mi dispiace di averlo letto con questo ritardo, potresti anche avvertire quando pubblichi qualcosa, eh?!?

Baci & Abbracci e Appresto (ahahah, anche Apposto e Approposito, ahahah)

ciao cara heart