spais tori

Lo spettacolo della natura in gonnella si stava per accomiatare, come avrei fatto nei prossimi giorni sapendo che non l'avrei potuta rivedere?

Prima di andarsene si voltò e mi disse: “Riguardo al pericolo che mio marito mi metta le corna, non c'è nessuna possibilità che accada... io non sono sposata” e mi fece un sorriso di quelli che fan sentire qualsiasi stronzo un Rodolfo Valentino.

Restai come un coglione a guardarla andare via a bocca aperta.

Ora, questa femmina eccezionale, forse mi stava solo manipolando per i suoi interessi lavorativi, ok... ma chi se ne fotteva!

Ordinai un secondo rum, dovevo ripigliarmi, il piano faceva acqua da tutte le parti, io stavo per ficcare il naso nei cazzi privati di un pezzo grosso, e quando dicevo “pezzo grosso” intendevo anche un bel pezzo grosso di merda senza pietà, se questo mi sgamava cosa mi avrebbe fatto fare dai suoi scagnozzi?

Quella bella stronza aveva tanto da dire che non correvo pericoli, ma se questi, niente niente, mi acchiappavano altro che culo che mi avrebbero fatto!

Ma poi chi glielo diceva a questa che i tizi che venivano a bonificare la stanza non si sarebbero fatti pure un giro di controllo nelle stanze attigue?!

Il primo posto in cui guardi è dietro i quadri o le foto sul muro, come quando cerchi una cassaforte!

Poi se questo stucco era veramente così sottile bastava che ci appoggiassero una mano per sfondarlo... e bingo! Dal muro rotto al mio culo rotto il passo era breve!

Va be', ormai avevo accettato, in fondo una cosa esatta, a parte tutto il resto, la dea l'aveva detta; non avevo niente da perdere!

Su una scrivania vicino la mia c'era un giornale abbandonato, lo presi e iniziai a cercare di capirci qualcosa in quella lingua da vecchi matadores in pensione, fui incuriosito da un articoletto di fondo sull'imminente arrivo in città di un magnate della siderurgia tedesco, un certo Heike Schmidt, si diceva nell'articolo che questo Schmidt avesse un passato misterioso, si vociferava che fosse stato iscritto al partito nazionalsocialista negli anni '40, e che sul suo passato girassero parecchie strane voci, nessuna di questa confermate da prove concrete.

Quindi costui se ne andava trullo trullo in giro per il mondo con il suo aereo privato a concludere affari... e qualcosa mi diceva che se ne andava anche in giro per il mondo a trombare mignotte e farsi fotografare da me in pieno coito... capii che, se questo era sospettato di essere un ex nazista, non sarebbe stata una bella scena quella che avrei dovuto fotografare... un vecchio incartapecorito che ci dava dentro indossando solo lunghi stivaloni in pelle nera... insomma era una scena abbastanza ributtante! Avrei dovuto procurarmi degli antiemetici!

Mentre pensavo come si dicesse antiemetico in spagnolo, improvvisamente, partì dalle casse acustiche del locale la solita Libertango... ne avevo le palle piene, feci per andarmene ma il camarero mi corse dietro con il conto da pagare... toccava di nuovo a me?!

No!

Ero gradito ospite della S.I., feci segnare sulla mia camera; corridoio 24, 3° piano, camera 76.

Il camarero mi chiese nella mia lingua madre se mi trovavo bene a Buenos Aires.

“Incredibile, questa città è tremendamente simile al pianerottolo di casa mia, sei emigrato anche tu?”

“Sì paisà, a casa c'era poco lavoro”

“Sì, devo dire che obbiettivamente da queste parti il lavoro si trova molto più facilmente che da noi!”

“Chi era quella femmina esagerata che era al tavolo con te paisà?”

La solita vecchia storia; due connazionali si incontrano in terra straniera e si inizia subito a parlare di fica! Siamo irrecuperabili!

“Un'amica...” Lasciai passare il messaggio che ce la intendessimo, avere a che fare con pezzi di gnocca nel mio belpaese ti faceva subito rispettare!

“Che fai paisà vai subito a nanna? Ti offro un cicchetto... ci vuole un brindisi per la nostra bella patria!”

Tolta la bella patria accettai un terzo bicchiere di rum... col rum è come con le donne; non si dice mai di no, anche quando sai già che dopo starai male!

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