.42.

ritratto di Viola B.

I baffi strillanti
gocce di collera, scivolano dure
e cadono sulle mani impure
dei decimi noni dell'assenza.

Palme s'intrecciano
nelle albe ad est
e comuni come sabbia
son lì, a farci esagerare
l'unica cosa che sappiamo d'oggi.

Luminoso s'aprì
il metalibro
di segnali umidi di rugiada
in blu sintetico e dolorante

lumacoso s'udì
il suono cupo
delle copertine sbattute
dall'ultimo dei saggi
svecchiato nelle sale vuote.

Il metalibro sbriciolato
in semi di momenti
lo vedi, non c'è bisogno
di saper leggere
non c'è utilità
nel saperlo.

Il metalibro parla
e un po' a metà
un po' intero
corre nel vuoto
cadendo
e tu, ridi, ridi;
gli atomi rimbalzano
sulla tua corazza di corallo.

 

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