La sorprendente Spagna Capitolo III

ritratto di Floria Kundry

Appena mettemmo piede in banca il suo amico ci accolse calorosamente ma appena Rico gli spiegò il motivo della nostra visita cominciò a negare << No, Placido tu sei come un fratello per me, ma non mi puoi chiedere questo… sarebbe infrangere la legge e non posso ne voglio>> Rico assunse un espressione da cane bastonato, come non aveva mai fatto in quei giorni e ricominciò a parlare << Ti prego, la mia amica qui è preoccupata per la sorella, vogliamo solo sapere quando l’hai vista l’ultima volta e da che bancomat ha avuto accesso al suo conto, nessuno saprà niente e tu avrai salvato tre vite…>> parve farsi convincere <<Medea o Leonor, si è fatta vedere per l’ultima volta un mese fa, era molto cambiata, quando l’ho vista la prima volta aveva i capelli lunghi e biondi e gli occhi erano azzurri, l’ultima volta li aveva tagliati a caschetto e li aveva tinti di nero e poi aveva delle lenti a contatto nere e mi ha supplicato che per chiunque avesse chiesto il suo nome era Leonor, nessuno doveva ricordarla come Medea, era agitata e dopo aver ritirato tremila euro se ne è andata, mentre l’ultima detrazione dal conto l’ha fatta in calle serrano dopo poche ore che è stata qui , se qualcuno vi chiede come avete fatto a saperlo io non vi ho mai detto niente, Manrique a volte ti detesto…>> lui gli sorrise << Dai, nessuno saprà niente, ora ti saluto, ci si vede>> il banchiere gli lanciò un occhiata strana ma lui lo ignorò e immediatamente appena uscimmo dalla banca lui mi propose di andare subito a Madrid << Dai sono circa 500 chilometri, ma se partiamo subito ci possiamo arrivare prima di cena>> negai << Smettila, non posso approfittarmi così di te, sei gentile ma non voglio>> ma lui non mi ascoltò, mi strinse la mano e mi trascinò letteralmente per le vie di Siviglia finché non giungemmo davanti ad un albergo << Aspettami un momento…>> mi sedetti su una panchina e cominciai a guardarmi attorno e cominciai a pensare a mia sorella, perché aveva fatto un prelievo così consistente? Perché era a Madrid? E soprattutto chi diavolo era Giasone? Non riuscivo a darmi delle risposte, in quel momento si fermò davanti a me un’Audi A8 nera con i vetri oscurati, poi si aprì la portiera e venne verso di me aprendo l’altra portiera <<Forza…Sali>> lo guardai allibita <<Si subito Rico>> appena fummo seduti uno accanto all’altro lui mi guardò << ¿ Que tal? Ti sei fatta silenziosa…A cosa stai pensando? >> lo guardai <<Non ho nulla, ma mi chiedo perché tu mi aiuti, insomma sei attraente, ma non è per interesse che stai con me perché non ti interessano le femmine, sei ricco, intelligente e hai un lavoro, perché ti sei tirato addosso un caso problematico come me? >> lui tolse una mano dal volante e me la appoggiò sul braccio << È solo il desiderio di avventura e l’adrenalina di poter scoprire qualcosa di sconosciuto agli altri, ti aggrada come spiegazione? >> annuii poco convinta e cominciai a guardare la strada << Morgana, so poco di te, parliamo solo di tua sorella, dimmi cosa ti piace, parlami un po' di te>> lo guardai accarezzando il suo profilo con gli occhi << Boh, mi piace il teatro e la lirica e tu mi ricordi un’opera, adoro la corrida e dopo averti visto così vicino a quel toro mi hai emozionato quasi quanto un’opera a teatro  con i migliori interpreti, ho finito a giugno il liceo classico e sono uscita con la media del novantacinque e adesso parlami di te…>> ci fu un attimo di silenzio e lui sospirò << È bello sapere che abbiamo qualcosa in comune, anche a me piace la lirica e poi non sono così intelligente come tu credi… ho una laurea in lingue e letteratura straniera, ma ho preso solo un settantacinque, ho sempre odiato il fatto di dover fare ciò che mi imponevano, me ne sono andato di casa a dodici anni, o meglio mi sono trasferito da mio nonno, all’allevamento di tori, anche se i miei erano contrari sia al fatto che mi trasferissi dai nonni sia al fatto che la corrida mi affascinava, la prima volta che ho affrontato un toro ero insieme a mio nonno che mi stava insegnando. L’adrenalina e l’eccitazione per essere vicino a quella bestia così maestosa mi aveva fatto dimenticare tutto e cosi a tredici anni mi trovai per la prima volta incornato da un toro, ma proprio per questo ci ho messo tutto me stesso per imparare>> continuammo a parlare per un bel po' e più lo ascoltavo e più mi stavo innamorando di lui. Quando arrivammo a Madrid erano le sedici e quindici, rimasi sconvolta dal caos che c’era nella capitale, mi stavano brillando gli occhi dall’emozione era davvero un sogno vedere anche Madrid oltre a Siviglia, ad un certo punto accostò e parcheggiò << Questo e calle Serrano, ma non credo che potremmo scoprire qualcosa, non vedo come potremmo trovarla…>> lo guardai scossa per il turbinio di pensieri che c’erano in me << Potremmo far vedere la sua foto qua attorno, no? >> lui mi accarezzò i capelli << Sei veramente pazza, hai visto quanta gente c’è solo in questa via?, mi spieghi come potrebbero…>> non gli lasciai finire la frase << Guarda! Quella foto dentro al bar! >> lui si voltò di scatto e guardò il punto  che gli stavo indicando, nel bar c’era una foto del tutto simile a quella che c’era sul giornale solo che occupava tutto il retro del bancone immediatamente entrammo e Rico cominciò a parlare con il barista << Scusa, cosa sai dirmi di quei due ragazzi nella foto? >> lui ci sorrise << Ti rispondo solo se prendete qualcosa da bere…>> lui annuì << Due caffè…e ora per favore parla, è una cosa molto importante…>> lui ci servì i caffè poi cominciò a parlare <<Sono Javier e Leonor, due bravi ragazzi, sono miei amici, facciamo parte tutti di un gruppo attivista antidroga, ma perché volete saperlo? >> decisi di prendere io  la parola << È mia sorella, è scomparsa… voglio rintracciarla, ma ho bisogno di aiuto…>> lui annuì << Se devo essere sincero Leonor è molto cambiata, la conoscevo bene, è sempre stata una ragazza particolare, sospettosa, si fidava solo Javier, ma durante le riunioni della società era sempre più accanita su uno spacciatore sospettato anche di omicidio, tutti gli avevamo detto di lasciar perdere, che rischiava grosso, ma era testarda, ha litigato anche con Javier a causa delle sue idee, l’ultima volta che l’ho vista è stato quasi un mese fa mi si è presentata con i capelli tinti, vestita insolitamente, cioè intendo in modo provocante e mi ha salutato, mi ha detto di non provare a cercarla, perché sarebbe stato un rischio, ma dovreste parlare con Javier, lui sa molto di più, erano coinquilini abita in calle de Arrieta, vicino al teatro Real, a quest’ora è a casa, se vi sbrigate potreste parlargli, prima che inizi il suo lavoro pomeridiano>> immediatamente uscimmo e ci dirigemmo verso il teatro, trovammo subito l’appartamento ma non c’era nessuno, così ci sedemmo sui gradini e lui mi sorrise <<Siamo sempre più vicini, calmati ora…va bene? >> negai << Non riesco a calmarmi… e se scoprissi che mia sorella è implicata in qualche affare strano? Oppure se le fosse successo qualcosa? >> in un moto improvviso mi trovai tra le sue braccia forti << Calmati ora sono qui… io ti sarò vicino qualsiasi cosa scopriremo>> lo guardai negli occhi sentii un impulso di assaggiare quelle labbra rosee e carnose e infatti lo baciai, pensavo che mi respingesse invece non lo fece, rimase immobile, poi riprendendo il controllo di me mi alzai allontanandomi << Scusami…>> e cominciai a scendere qualche gradino, ma appena arrivai al pianerottolo, sentii le sue mani sulle mie spalle <<Fermati>> appena mi voltai mi trovai il suo viso a due centimetri dal mio e il suo respiro affannato che mi scaldava il volto << Scusa… ti ho mentito>> e immediatamente ci baciammo, fu un bacio lungo e focoso, ma fummo interrotti << Non avete un posto migliore per baciarvi? >> immediatamente ci separammo e guardammo il nostro interlocutore, mi sentivo il volto in fiamme e il sapore delle sue labbra ancora sulle mie << Tu sei Javier? >> lui annuì << Si, chi lo vuole sapere? >> feci un passo verso di lui << Sono la sorella di Leonor, ho bisogno di alcune informazioni su di lei>> lui ci fece cenno di seguirlo e ci fece entrare in casa << Venite, Leonor me l’aveva detto che saresti venuta a cercarla, mi ha detto di non dirti niente per non farti preoccupare, ma sinceramente sono preoccupato anche io, negli ultimi giorni era strana, abbiamo litigato parecchie volte, passava intere giornate davanti al computer, per riuscire a scoprire di più su un giro di spacciatori, uno in modo particolare, gli ho detto in ogni modo di lasciar perdere, ma tutto è stato inutile, ha iniziato ad indagare sui segnali che si facevano fra loro gli spacciatori, aveva scoperto qualcosa che non voleva dirmi, e forse ho insistito troppo, un giorno di quasi un mese fa è arrivata qui, mi ha dato la sua parte d’affitto e se n’è andata, ha lasciato qui tutto tranne il telefono, il computer e alcune foto, vi prego ragazzi se la trovate ditele che la aspetto>> guardai Rico e lui capì << Parlaci un po' dello spacciatore a cui era interessata…>> lui alzò le spalle << Tutti sanno che oltre ad essere uno spacciatore è anche un assassino, ma non riescono ad incastrarlo, si chiama Khalil, è marocchino, continua ad andare e venire dal Marocco a Madrid, di solito si aggira nelle vie secondarie vicino alla Gran Via, è molto abile, riesce a farla sempre franca, ma prima o poi lo beccheranno, il carico che abbiamo bloccato era suo, ma i suoi sottomessi non parlano, ne hanno paura, sanno cosa è successo ad uno di loro che voleva uscire dal giro e denunciarlo…>> presi la mano di Rico  << Che gli è successo? >> chiesi timorosa e quasi sicura di non volere la risposta << L’hanno trovato accoltellato con una scritta sulla fronte “Spia”, è successo circa cinque anni fa, e nessuno a più tentato di intralciarlo, a parte Leonor, a lei non gliene importa di rischiare la vita, lo vuole incastrare, non so però dove sia, credo che sia ancora qui a Madrid perché questo è il territorio di caccia di Khalil, ma credo che si sia allontanata da me per proteggermi>> annuii << Si, lei è così, ma ora ha bisogno di aiuto, e devo trovarla>> sentii Rico sospirare   << Si, la troveremo>> lo guardai mi parve di leggere qualcosa nei suoi occhi incertezza od esitazione forse. Salutammo Javier e lo ringraziammo quando fummo entrambi in macchina non sapevo come rompere il silenzio di ghiaccio che c’era fra noi ma lui non mi stava aiutando << Manrique…>> esitai nel proseguire <<…Perché?>> esitò nel rispondermi poi senza togliere lo sguardo dalla strada riprese << Io.. scusami, non volevo mentirti, ma è stato necessario>> mi voltai verso di lui << In che senso era necessario?>> lui mi guardò per un istante << Ho pensato che visto che mi sembravi in un momento un po' critico, non era il caso di metterti in imbarazzo ulteriormente, specialmente dicendoti, che sei bellissima >> negai con il capo << Ma quindi sei qui insieme a me per interesse?>> non rispose, poi a bassa voce riprese a parlare << No, non per interesse, voglio davvero aiutarti pequeña, e poi io non ti avrei mai baciato se tu non…>> gli strinsi la mano << Evitiamo di parlarne per un po', ok?>> annuì e il silenzio tornò prepotente fra noi.

Continua...

 

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