Brexit. Ma quando mai sono entrati?

Brexit

ma quando mai sono entrati?

 

La Gran Bretagna non ha mai fatto veramente parte della Comunità Europea. La sua attitudine a svolgere un ruolo parassitario nella vita dei popoli presenti sulla faccia della terra (prima con l’Impero e poi con il Commonwealth) non le hanno mai consentito di appartenere a qualcuno.

Bisogna avere la memoria corta per non ricordare i guai che ha combinato nell’America del Nord prima di mollare la presa sugli attuali territori degli Stati Uniti d’America, gli eccidi perpetrati in India ed i disastri prodotti dalla sua perversa ripartizione in aree di influenza di tutto il Medioriente.

In epoca recente il suo comportamento nei confronti della CEE è stato perlomeno ambiguo. Ha sfruttato sino in fondo i vantaggi economici derivanti dallo stare della Comunità ma si è ben guardata di rinunciare alla propria moneta, che faceva tanto impero, ed a privilegiare la sua alleanza di ferro con gli Stati Uniti d’America al punto da impedire che la Comunità potesse avere una propria politica internazionale ed un autonomo sistema di difesa.

Alla base della propria strategia di sopravvivenza la Gran Bretagna ha sempre praticato una politica finalizzata a centralizzare a Londra il potere politico ed economico del proprio Impero avendo sempre l’avvertenza di agire su due stabili sistemi di riferimento: la Monarchia ed il Parlamento.

In passato questo dualismo era arrivato a produrre la pirateria che dominava i mari e faceva riferimento alla Corona, e la flotta, la più potente del mondo, che agiva alle dipendenze del Parlamento.

Ai nostri giorni questo dualismo continua ad esistere. Lo si scopre non appena si va oltre l’apparenza delle cose e si tenta di interpretare i fatti e misfatti della politica inglese che, da sempre, attrae la ricchezza del mondo per impadronirsene.

C’è molta spregiudicatezza in questi comportamenti. Pensare di continuare ad arricchirsi spogliando gli altri delle loro ricchezze, comunque, è un gioco perverso, che non può durare a lungo.

L’avere trasformato un “ Impero Coloniale” in  un “ Commonwealth” è servito a prolungare una sempre più evidente agonia. I Paesi economicamente più forti, che ne fanno parte almeno formalmente, Canada e Australia, godono già di una grande autonomia. I legami tuttora esistenti sono determinati dal vantaggio di ricavare benefici da un’Inghilterra legata all’Europa. Il giorno in cui questo gioco venisse a cessare non avrebbero alcuna difficoltà a fare da soli i propri interessi.

La Brexit, frutto di una lotta intestina fra diversi gruppi di potere, ha messo in atto una forza centrifuga destinata a trasformare in “ Bretagna”, la “ Gran Bretagna” di un tempo.

Non a caso Scozia, Irlanda del Nord vogliono sganciarsi dalla sudditanza politica esercitata da Londra nei loro confronti e dichiarano di voler essere             “ Europei”.

Ancora non si parla di quanto potrà accadere nei Paesi del Commonwealth. Nei loro confronti la Gran Bretagna non ha mai avuto un atteggiamento benevole. Per questo non è escluso che, trovandosi di fronte ad un interlocutore divenuto        “ debole”, potrebbe essere tentati di fare ciascuno per proprio conto.

In questa situazione la presunta alleanza di ferro con gli Stati Uniti non sembra destinata a produrre benéfici significativi alla Gran Bretagna. Con Donald Trump al potere, infatti, il rapporto fra le due nazioni non può essere di alleanza ma solo di subordinazione.

La presa di posizione della Gran Bretagna nei confronti delle Comunità Economica Europea rivela di essere sempre di più un atto di stupida presunzione.

Ha deciso di andarsene per i fatti suoi?”

E allora, prego, si accomodi!”- abbiamo il diritto di dire.

Lo affermiamo con lo spirito di chi esce da una situazione di paralizzante ambiguità, da un sistema di condizionamento finalizzato a procurare vantaggi a chi non è disponibile a prendersi dei rischi.

La bilancia del dare e dell’avere dice, anche troppo chiaramente, che l’Europa ha dato alla Gran Bretagna molto più di quello che ha ricevuto in cambio.

Arrivati a questo punto possiamo solo augurarle di “cavarsela” ma non a spese nostre.

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