Francesca & Alessio

ritratto di Maria Federica Del carlo

Adesso sì, sentiva il vuoto. Un tunnel profondissimo che scavava nelle profondità del suo essere in momenti tremendi, invincibili, mostruosi e lunghi. Erano solo secondi, minuti ma potevano sembrarle anni. Doveva resistere. Doveva sopravvivere. Il vortice, la spirale iniziò a risucchiarla quando si chiese perchè anche quella volta tutto quell'amore non era servito a niente.

Tutto quell'amore sprecato tutto quel desiderio, quella passione esternata, i suoi sentimenti messi a nudo, farlo sentire speciale. Niente. Il vortice del nulla aveva spazzato via tutto. Tutto con poche devastanti parole. Dette per messaggio oltretutto, in un dialogo secco e violento.

Con fatica ripensò alle ultime giornate trascorse insieme. Non era successo niente di particolarmente speciale o indecente, o comunque qualcosa di brutto. No quei giorni erano erano andati avanti semplicemente con naturalezza, solo le cose avevano preso una brutta piega.

Anzi, agli inizi, -perchè adesso le tornavano in mente i primi giorni della relazione- era stata lei a subire la faccenda. Se l'era ritrovato vicinissimo quel venerdì sera. Bel ragazzo indubbiamente, -aveva pensato subito-, amico di amici e insomma, un tipo apposto! Un tipo con il quale vale la pena cercare di parlare, cercare un dialogo, un contatto. E lui era stato presente. Le aveva anche offerto più volte da bere. Gli altri? Ormai li gurdavano come extraterrestri... esterefatti stavano a vedere se “lo spettacolino” andava avanti... E lo show infatti era continuato: per altre tre settimane di tira e molla malizioso. Lui che la desiderava ardentemente, lei a resistergi. Doveva sudarsela la sua fiducia, -pensava Francesca- specialmente dopo la delusione cocente con Alessandro.

Delusione ancora fresca e che nel suo cuore ancora gocciolava di dolore. Come avrebbe potuto buttarsi subito nelle braccia di un altro? Ma Alessio aveva insistito e dava tutta l' impressione di volerla, oltre ad essere un bravo ragazzo, veramente interessato a lei, con in testa l'idea di una relazione. Sapeva anche condurre il gioco.

La avvolse di nuovo quel vuoto. Le emozioni presero il sopravvento. Lo spazio soffocante, il silenzio glaciale e di nuovo quel dolore. La assalì il dubbio sistematico: come mai, ogni volta che provo a far entrare qualcuno nel tempio del mio cuore, in questo luogo prezioso e pieno di grazia, se ne va dopo poco lasciandomi straziata e senza speranze? Sospirò e i suoi occhi verdi, si velarono di tristezza. La mente andò di nuovo indietro nel tempo, in quella sera che si erano visti per la prima volta. Se lo ricordava nitidamente, per lei fu un colpo di fulmine, per lui forse no. “ Francesca questo è... Alessio” le disse il suo migliore amico Fabio indicandole un ragazzone alto in giacca e pantalone bianco. “ Ciao, tanto piacere Francesca” E aveva capito che gli piaceva da subito perchè aveva sentito un brivido lungo la schiena, un emozione per quegli occhi neri, intensi. Cercando di mascherare queste emozioni prese Fabio per un braccio e lo trascinò in pista, Alessio e Gianmarco intanto si erano allonatanati a bere.

“Pista pista...!” Urlava felice Francesca in mezzo alla sala da ballo, divertita con il suo migliore amico per mano. Finalmente tutti i problemi di Alessandro erano alle spalle, e nonostante il telefono non squillasse mai non ci aveva più pensato fino alle due di notte, quando, rientrando a casa, proprio una sua chiamata, era venuta a rompere la pace apparente:

“Sei ancora in giro a quest'ora!!? Senti ho visto che sei andata a fare serata.. Hai.. Hai fatto bene comunque... non ti preoccupare per me non vengo a controllarti!” Quel “non ti preoccupare” aveva un retrogusto di amaro. Era come se l'avesse voluta ammonire in qualche modo, o farla sentire in colpa per qualcosa che non aveva commesso. Istintivamente spense il cellulare e si infilò il pigiama. Nel letto ripensò alla bellissima serata in discoteca con gli amici.

Che cosa le rimaneva adesso? Solo un messaggio sterile, brutale, furioso, forse eloquente, perchè riassumeva mille cose non dette tra loro in quei due mesi di pura passione. Cose che forse erano più invenzioni nella sua testa che realtà, puro romanticismo o semplicemente aspettative irrazionali. Se lo doveva dimenticare, Alessio e doveva cancellare anche quel messaggio, che invece rileggeva e rileggeva come una moviola a cui non si vuol credere, allo stesso tempo ripercorrendo mentalmenete tutte le sue stupidaggini; le rose che le aveva regalato il sabato prima, i “buongiorno bellissima” al mattino, il piacere che le dava, e il giorno che le aveva cucinato la pasta alle arselle facendola sentire quasi la sua ragazza.... Ormai tutte quelle piccole attenzioni e molte altre erano sepolte in un passato ...senza ritorno? Come fare per far riaccendere la passione?

Ammettere che non erano fatti l'una per l'atra era stata la cosa più difficile ma anche naturale di quella breve relazione. Era successo di mercoledì pomeriggio, al parchetto, un giorno particolare. Infatti lei qualche tempo prima gli aveva chiesto timidamente se qualche volta sarebbe potuta restare a dormire da lui proprio di mercoledì sera, dal momento che il giorno dopo lui non lavorava. E inizialmente lui aveva accettato. Anzi le aveva detto che sarebbe potuta rimanere da lei anche tutti i fine settimana senza neanche chiederglielo più. E allora che cosa gli era successo proprio quel mercoledì maledetto? Probabilemente un vortice, un buco nero,-lo stesso che la stava tormentando in quel momneto- gli aveva avvolti, e come spesso succede anche il loro legame si era spezzato. Improvvisamente, così senza una spiegazione logica e semplicemente “a parole”. Ammettere un altra sconfitta per Francesca era stato duro, ma inevitabile. La cosa più incredibile era che quella volta fu lei a creare il caos, a partire con la distruzione...

Si erano visti per la prima volta al parchetto, perchè lui quel pomeriggio non aveva voluta riceverla a casa sua, e non l' avrebbe accolta nenache la sera stessa a dormire da lui. Glielo aveva già anticipato per messaggio, inutile insistere, sapeva quanto lui fosse irremovibile sulle sue idee, quasi un uomo, però una spiegazione gliela doveva. “E solo che non voglio occhi indiscreti, vedi il giorno dopo il locale è chiuso e avremmo tutti gli occhi della mia famiglia puntati addosso, e io per adesso non voglio casini...” Casini? Diciamo pure che nonmi vuoi nella tua vita, non solo durante la settimana quando hai mille impegni: il locale, il pc, il calcetto, la palestra, ma anche nelle pochissime ore libere che avevamo dedtinato a noi due. Accidenti, che ingombro si era sentita Francesca. Che inutile soprammobile in quella casa grandissima e così impersonale! Ferita nell'orgoglio, partì in quarta. Gli disse chiaramente che nonostante tutto il bene non potevano continuare con quella relazione. Lei voleva di più. Voleva sapere come procedere, dopo due mesi ormai era un suo diritto definire le cose, dargli una piega. Mettersi insieme o lasciarsi. NON avrebbe accettato compromessi o aspettato un minuto di più, e siccome adesso vedeva chiaramente la sua indifferenza, era ovvio che si sarebbero allontanati. Alessio non si oppose. Stava semplicemente ad ascoltarla, non battè ciglio, confermando tutto quello che pensava lei. Così IN poche ore si era sciolto quel bellissimo legame che in due mesi era nato come una rosa di bosco: spontaneo fresco e luminoso. E Francesca ora era lì a contemplarnele ceneri. Anzi le polveri.

Erano briciole, come quelle che lui poteva dargli. Briciole d'amore, briciole di speranza. Briciole e basta Le stesse briciole di Marco, Mario, Francesco, Luca, Alessando. Probabilemente la polvere delle briciole delle briciole. Francesca valeva ben altro, quello che cercava era un vero amore, a tutto tondo, un pasto saziante nella mente e nello spirito, un uomo, che la sapesse far star bene, senza incertezze, rimpianti, lamentele, giudizi affrettati o stupidi nomignoli. Una persona con la quale condividere un progetto e quel Qualcosa in cui nonostante tutte le delusioi non aveva ancora smesso di credere.

Lei infatti da romantica credeva ancora che l'amore tra uomo e donna potesse esistere.

Sapeva che esisteva, era quello era il suo regalo per gli uomini, il miele dolce che stillava dal suo essere. Ora per l'ennesima volta se ne sentiva derubata, sterile e prosciugata di quella magica sostanza che da ape regina regalava al mondo, e per un altra volta si chiese se si sarebbe mai ripresa. Quegli abbandoni erano dei traumi per lei, ma sapeva anche che non poteva farci niente. Era una donatrice d'amore universale. Poteva donare a tutti ma ricevere solo da uno forse. Giusto una persona soltanto su infinite, e chissa mai se l'avrebbe trovato!

Comunque lei per l'ennesima volta ci era cascata. Prima con Alessandro due lunghissimi anni, poi Alessio due mesi senza risultato.

Certo gli ultimi giorni con Alessio erano stati giorni meravigliosi, intensi , considerevoli, e forse un po' problematici, ma comunque giorni che ne era valsa la pena di vivere. In quei due brevi mesi c'era stato anche del romanticismo, e questo è quello che contava veramente. Ripensò a quei giorni, ad alcuni dettagli e le venne davero da sorridere. Riflettendoci finalmente aveva capito che forse era stato meglio così. Aprì il cellulare per mandargli un estremo messaggio di chiarimento con cui riempire il vuoto, spezzare il vortice del nulla, allontanare il male che l'aveva circondata da un po'::

“Ciao Alessio sono io , senti volevo semplicemente dirti che se hai voglia di vederci in questi giorni non farti problemi a chiamare, anche solo per una birra, un caffè o due chiacchere ok!? Saluti Francesca”

 

Gradimento

ritratto di Vecchio Mara

sarà davvero...

finita? Mah! Quell'ultimo messaggio è un buon appiglio a cui aggrapparsi per riportare in auge un rapporto che, forse, non ha ancora espresso tutto il suo potenziale... vedremo. Piaciuto molto, merito anche, oltre naturalmente alla tua bravura, della formattazione che hai usato, lo rende molto più leggibile dei  precedenti.

Ciao Maria Federica

Giancarlo