IL VOLO DEL CUCULO (versione ridotta) 1°capitolo: "Farmaci"

ritratto di davecuper

1°capitolo: "Farmaci"

Mi chiamo David Bromden e sono stato rinchiuso per 15 anni nel reparto psichiatrico dell'ospedale della mia città.
Al momento del mio ingresso nel reparto psichiatrico, a 23 anni, i dottori che mi visitarono studiarono il mio caso e formularono la seguente diagnosi: “il paziente è affetto da autismo”.
La diagnosi si rivelò però sbagliata.
Ero affetto, invece, da quella che i medici definiscono “fobia sociale”, la paura di stare in mezzo alla gente, di esibirsi davanti agli altri, di sentirsi osservato e giudicato.
Stare davanti agli altri, infatti, mi paralizzava, mi faceva chiudere in un mutismo selettivo e mi faceva sembrare sordo ai rumori del mondo.
Le mie orecchie erano, invece, ben indirizzate come antenne verso l'esterno, restituendomi una visione molto chiara di quello che mi circondava e di quello che, per riflesso, avveniva dentro di me.
I dottori pensavano che le varie psicoterapie che erano attivate all'interno del reparto non mi sarebbero servite a niente, vista la mia condizione. Decisero, pertanto, di sfruttarmi per aiutare gli infermieri, sia a pulire i pavimenti delle corsie del reparto, sia a pulire il salone della mensa dove i vari pazienti si riunivano per mangiare.
Fu così che, giorno dopo giorno, ascoltando i discorsi dei dottori che passavano lungo i corridoi, ignari del fatto che io potessi comprenderli, incominciai ad impratichirmi di tutte quelle nozioni riguardanti quelle pillole e gocce che ci davano per farci stare calmi o per farci alzare l'umore, tanto da diventare, in breve tempo, un esperto di farmaci.
Grazie al fatto che potevo girare indisturbato per il reparto, un giorno andai nel magazzino dove venivano tenute tutte le scorte dei vari farmaci e presi una confezione di ogni farmaco, con l'intento di fare degli esperimenti.
Incominciai a leggere tutte le indicazioni che venivano fornite nel foglietto illustrativo dei vari farmaci, memorizzando i vari dosaggi, le indicazioni terapeutiche, le modalità di assunzione.
Ad un certo punto mi sentì pronto per iniziare a preparare differenti dosaggi dei farmaci.
Provavo su di me il risultato dei vari esperimenti e ne traevo le conclusioni.
Aumentavo i milligrammi di un farmaco e diminuivo i milligrammi di un altro, a seconda dell'effetto che questi facevano sul mio fisico e, soprattutto, sulla mia mente.
Arrivai, dopo diverso tempo e vari esperimenti, a personalizzare i dosaggi dei farmaci che i vari psichiatri avevano prescritto per il mio caso.
Riuscì così ad eliminare qualche farmaco, a diminuire il dosaggio di altri farmaci e ritornare, a poco a poco, ad avere una visione più lucida della mia situazione e della mia condizione all'interno del reparto psichiatrico.

segue 2° capitolo: "Dal nido del cuculo"

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