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ritratto di Viola B.

 

 

 

 

 

C’era un giorno, sotto il salice più piangente e bianco che mai si fosse visto nella regione delle Paludi Innevate, un piccolo fiore. Era tremulo, quel fiore, e tinto della sfumatura più delicata di rosa che potreste immaginare. Si reggeva su un unico stelo, verde tenero, più tenero degli occhi di un vitello appena nato, e l’unica sua foglia era sottile e fragile tanto che la luce passava attraverso e l’accendeva come una lanterna della fate, ancora presenti nella zona. Il fiore, solitario, si ergeva e beveva i pochi raggi di sole che ancora giungevano al cadere della neve. Sapeva che sarebbe morto presto, tuttavia non voleva seguire la sorte dei compagni già caduti, raccolti o brucati da qualche animale. Si impegnò tanto a fondo per rimanere dov’era, che piano piano si ricoprì di una sostanza dura, fredda e cristallina. Fiore non lo sapeva, ma stava smettendo di vivere e l’esigenza che prima sentiva di bere sole e succhiare acqua, svaniva insieme alla vita, insieme alla perdita di piacere nel risvegliarsi ogni giorno, ogni ora, con un nuovo desiderio da placare. Finchè una mattina, fiore si trovò improvvisamente murato, circondato da lastre di vetro e immerso in un freddo perenne, innaturale. Migliaia di occhi, palle luccicanti e mobilissime, lo fissavano da tutte le parti. Una luce accecante ogni tanto partiva da delle scatolette che quegli occhi tenevano in fronte, come dei ciclopi elettrici. -Ehi, il fiore di ghiaccio piange!- E così, il museo di storia naturale perse la sua maggiore attrazione, mestamente sciolta e appassita in fondo alla teca.

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Gradimento

ritratto di monidol

Quasi un'immagine

giapponese, per la delicatezza e la malinconia che lo pervade.

Mi piace molto fino a "desiderio da placare", l'avrei finito lì; da li in poi mi sembra che l'incanto svanisca, non per il cambio di situazione, ho la sensazione che la narrazione diventi forzata e poco armoniosa.

 

ritratto di Viola B.

probabile, è roba del 2013.

probabile, è roba del 2013. le atmosfere fiabesche mi piacciono fino a un certo punto, o meglio ci credo troppo poco per portarle fino in fondo.
grazie
 

ritratto di Jazz Writer

D'accordo con Moni

... tuttavia va detto che questo racconto breve merita di essere letto. Ci sono alcuni pregi nella narrazione che lo rendono degno di nota, non ultimo la buona punteggiatura, curata, precisa. Molto meglio come narratrice che poetessa...chissà poi come mai molti autori si ostinano a giocarsi la reputazione con improbabili poesie, io questa cosa non la capisco proprio.

Ho una mia teoria sul tentativo di far poesia in un certo modo, ed ha a che vedere col gioco degli scacchi. Se può interessare, sono disposto ad enunciarla...olè!

ritratto di Viola B.

(Nessun oggetto)