Spa is tori

Mi ero comportato da vero uomo, un uomo con le palle quadrate!

Allora perchè mi sentivo un coglione?

Avevo rifiutato la proposta, sebbene solo di lavoro, di una donna che in dodici vite se ne incrociano, sì e no, quattro o cinque, in questa percentuale non consideravo il lato umano ma, biecamente, solo il lato estetico, dal lato umano aveva dimostrato anche lei qualche difettuccio, ma se consideravo il fatto che l'essere umano esce già difettoso dalla fabbrica per sua natura, avrei potuto chiudere un occhio!

In fondo se non ci aveva ritirato dal mercato il titolare della ditta... chi ero io per giudicare!

E poi mi aveva chiesto di arrotolarle una sigaretta!

Una donna che ti chiede di arrotolarle una sigaretta dieci a uno te la dà!

Arrotolare una sigaretta crea intimità!

Per fare una sigaretta devo leccare la cartina, la stessa cartina che quella si sarebbe infilata tra quelle superbe labbra rosso fuoco!

E questo lei lo sapeva!

Questo pensiero risvegliò il mio testosterone.

Ero quasi arrivato in albergo quando mi chiesi se facevo ancora in tempo a beccarla al ristorante...

“No! Indietro non si torna, mai! Neanche per prendere la rincorsa!”

Ogni tanto mi scappavano queste cazzate da “uomo tutto d'un pezzo” che mi stavano alacremente sulle palle!

In ogni caso era troppo tardi, avevo fatto la mia ennesima cazzata autolesionista.

Rientrai al “Desaparecidos” pensando di ubriacarmi in camera con il Legui di San Juan che avevo nel frigo bar.

Alla reception c'erano un paio di coppie clandestine che mostravano dei documenti all'addetto per farsi fare lo sconto sulla camera.

La Ford Falcon verde, parcheggiata al centro della hall, aveva la portiera del lato guida aperta, mi avvicinai per chiuderla, non avevo mai sopportato il disordine!

All'interno della vettura del '76 ci trovai seduta la splendida fanciulla in rosso!

Come cazzo aveva fatto ad arrivare lì prima di me?

E cosa cazzo ci faceva dentro quell'auto al centro della hall dell'albergo?

Evidentemente conosceva delle scorciatoie!

“Buonasera” fece lei distrattamente, mentre appuntava delle note su di un taccuino nero.

“Buonasera, sta prendendo i chilometri?”

Richiuse di scatto il taccuino e mi disse un po' seccata: “Non sono abituata ad essere scaricata in un ristorante a fine cena!”

“Guardi, anch'io non sono abituato a scaricare pezzi di fica nei ristoranti a fine cena, quindi siamo pari!”

“Vogliamo bere qualcosa al bar?” Disse lei

“Un digestivo?” Risposi io

La dea uscì dall'abitacolo, chiuse la portiera e mi fece strada..

Io le guardavo il culo.

Mi condusse al bar dell'albergo, di cui ignoravo l'esistenza.

Qui l'arredamento richiamava i commissariati anni settanta, i tavolini erano delle scrivanie con tanto di lampade da tavolo, di quelle che nei film vengono puntate sulla faccia dell'interrogato, il bancone era decorato con una miriade di elettrodi, sui muri scrostati erano appesi manganelli di varie misure, pugni di ferro e tenaglie da dentista intervallate da radiografie retroilluminate di fratture composte e scomposte di varie parti del corpo, mi colpì un femore perfettamente spezzato a metà... che precisione!

Ci accomodammo ad una scrivania in un angolo, mi chiedevo se sarebbe di nuovo toccato a me pagare...

Questa mi sorrise e disse:

“Si chiederà cosa ci faccio io nel suo albergo e come ero al corrente che lei pernottava qui?”

“Non ricominciamo con queste cazzate, è chiaro che mi chiedo che cazzo ci fa lei qui e come cazzo fa a sapere che io ho preso una camera in questo albergo... non dobbiamo tutte le volte giocare ai telequiz! Me lo dica subito così tagliamo sui tempi, prima che parta la pubblicità!”

Non sembrava disturbata dai miei modi bruschi, probabilmente le piaceva essere un po' strapazzata.

“Glielo avevo detto che lavoro per la S.I., sapere i fatti degli altri è il mio lavoro”

“Conosco dei paparazzi che mi avrebbero risposto allo stesso modo, ma i fatti miei cosa c'entrano con il suo lavoro?”

“In realtà quest'albergo è controllato da noi, sa com'è, un albergo per coppie clandestine è un ottimo posto per sapere gli affari degli altri”

“Teme che suo marito le metta le corna?”

“Quest'albergo è famoso per la sua discrezione, quindi quest'albergo è frequentato da un sacco di gente importante”

“Che si portano i loro rispettivi mignottoni a trombare”

“Esatto, anche se io non avrei usato quei termini...”

“Va be', mi sta dicendo che guarda nei buchi delle serrature e ora mi fa l'educanda?”

“Avere conoscenza dei rapporti extraconiugali di uomini potenti, a volte, è più convincente di una ventiquattrore piena di soldi, lo sa?”

“Quindi voi controllate quest'albergo per i vostri loschi traffici... ok, e io cosa c'entro?”

“Lei casualmente ha occupato una camera per noi molto importante”

“Ve la lascio, neanche mi piace, c'è anche il busto di uno stronzo che mi fa impressione!”

“No, lei in quella camera ci serve... io le ho raccontato la mia storia, però lei non ha ancora accettato il lavoro, che fa, lo accetta?”

“Come faccio a fidarmi di voi? Ma sopratutto; come cazzo fate voi a fidarvi di me?”

“Sappiamo che lei non ha molte altre scelte, e gli uomini che non hanno scelta spesso sono i più affidabili”

“'Fanculo, potrei spararmi in bocca mandando in vacca i vostri piani!”

Improvvisamente mi strinse la mano, il contatto inaspettato mi procurò un'erezione, un camarero stava arrivando a prendere l'ordinazione alle mie spalle... mi aveva voluto zittire.

Ordinai del rum giallo delle Antille invecchiato 12 anni, era da tutto il viaggio che volevo farmene uno, ma quella stronza della hostess era troppo impegnata a spremere arance, lei ordinò un Manhattan... questa non sapeva che il Manhattan è un aperitivo, non si beve dopo cena, finalmente anche questa chiaroveggente dei miei coglioni aveva fatto una figura da cioccolataia!

Pensai: -Ora leggi questo nella mia mente!

“Anche se il Manhattan è un aperitivo io lo bevo anche dopo i pasti, adoro la leggera aroma dell'Angostura, qui lo preparano molto bene sa...”

-Cristo!

Lievemente irritato aspettai che il camarero si levasse dalle palle quindi le dissi con l'espressione da spietato uomo d'affari di Wall Street:

“Ok, e io cosa ci guadagnerei a diventare 007 Missione Goldfinger?”

“Non avrà da lagnarsene...”

“Scusi, ma mi sembra una trattativa un po' nebulosa, lei cosa ne sa del mio minimo sindacale di lagna?”

“Tanto per cominciare non si preoccupi del conto della camera, sarà nostro gradito ospite”

“... scusi dolcezza, mi ha preso per una cazzo di puttana cubana?!”

Alzando gli occhi al cielo mi rispose secca: “Ho detto; per cominciare!”

Finalmente stava perdendo le staffe anche lei, allora anche questa Venere del Botticelli mora aveva il sangue nelle vene!

“Senta, è molto complicato per lei arrivare subito al dunque? É un'accanita cultrice dei preliminari?”

“Non sono io che posso decidere, qui ora, il suo compenso, ma le garantisco che è già previsto”.

A volte l'ovvietà passava inosservata e ci si perdeva dietro a un sacco di particolari inutili, tra l'altro questo splendido esemplare di femmina, che usava tutta la sua avvenenza ventiquattr'ore al giorno, non contemplava la più semplice delle ricompense, complicandosi la vita con la professionalità!

Le sarebbe bastato farmi dare una sbirciatina nelle sue mutandine per ottenere quel che voleva in tempo zero, ma a lei piaceva complicarsi le cose... va be' mi sarei incamerato una sostanziosa ricompensa in denaro e, anche se andavo in bianco, non avrei pagato la camera... contenta lei... 

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