I seminatori di zizzania: Il M5s

I seminatori di zizzania

 

Erano in venticinque. Erano giovani e forti e non sono morti!” Quella dei parlamentari della Movimento Cinque Stelle non è stata un’azione eroica destinata a passare alla storia. Loro si sono limitati a tentare di abbattere i portoni che difendono la nostra Democrazia e a malmenare il personale addetto a disciplinare la vita del Parlamento, ma niente di più.

Dopo avere dato sfogo ai loro  bollenti spiriti sono scesi sul piazzale antistante Montecitorio per denunciare, con tanto di fotografie, i parlamentari che stavano votando la delibera sui vitalizi. Per completare il quadro,hanno esposto le fotografie dei personaggi che si erano resi colpevoli dei misfatti che contestavano. Sotto quei volti mancava solo la scritta di “ Ricercato”. Non l’hanno inserita solo perché non ci hanno pensato ma non avrebbero avuto dubbi a farlo. Loro confondono l’arbitrio con la democrazia. Negano ai parlamentari il diritto di fare il loro dovere e teorizzano una democrazia in cui ci si deve fidare di un Capo che dice ai suoi elettori: “ Fidatevi di me!”Punto e basta.

Quanto è avvenuto non è una ragazzata, come vogliono farci credere i nostri commentatori politici. Non è neppure una protesta inscenata spontaneamente perché le grandi fotografie hanno bisogno di tempo per essere realizzate .

In tutto quanto è avvenuto non c’è proprio niente di “ democratico” e bene ha fatto l’Ufficio di Presidenza della Camera a sanzionare il loro comportamento. Non li ha trattati come un “branco” anche se si erano ripartiti i compiti da svolgere e, quindi, lo erano di fatto. Li ha trattati come singoli cittadini ribelli conferendo loro sanzioni individuali. Alcuni hanno avuto quindici giorni di sospensione. Altri dodici. Altri dieci. Altri ancora cinque. Che vergogna!

È fuori dubbio che ciascuno di loro, tornato a casa, ha menato vanto per l’azione compiuta ed è andato a riscuotere la condivisione per la pena subita con gli amici di sempre. Ha affermato di avere compiuto il proprio dovere e difeso i diritti del cittadino contro uno Parlamento che fa solo i propri interessi.

Non dirà mai di avere offeso la Democrazia facendo ricorso alla violenza e tentando di impedire che il Parlamento potesse esprimere la propria volontà attraverso un voto dato a maggioranza. La loro azione incivile ha gettato discredito nei confronti delle nostre istituzioni e seminato zizzania in quantità sufficiente per soffocare la nostra democrazia e una ordinata vita politica e sociale .

Questa gente, d’altra parte, non si sa veramente chi sia. Di loro gli elettori italiani conoscono a fatica il nome e ne ignorano la storia personale. I pochi personaggi che sono riusciti ad emergere politicamente non stanno dando buona prova di sé. Vanno in televisione solo se non esiste contraddittorio alle loro affermazioni aberranti, vantano più medaglie al valore dei generali da operetta.

È inutile fare il loro nome perché, se vengono presi singolarmente, non esistono. Tutti, in un modo o nell’altro, rimandano a Beppe Grillo, il grande seduttore che dall’alto dei cieli muove le fila di un crescente esercito di parlamentari e sembra destinato a governare il Paese.

Il suo “ Verbo” è: “ Fidatevi di me!”

Sono molti gli elettori sconsideratamente disposti a dirgli: “ Così sia!” senza capire perché lo fanno.

Arrivati a questo punto, però, chi non è disposto a chinare la testa in atto di sottomissione , se non vuole mettersi sul loro stesso piano, ha il dovere di dire perché.

Di fronte all’onda crescente dei consensi, che sta riscuotendo il M5S, ed al comportamento autolesionista dei signori del “ distinguo” , che si sono messi a sinistra della sinistra pensando di poter avere un futuro migliore, motivare quello che si pensa è rimasto l’unico modo possibile per fare politica.

Il M5S per chi, come me, lo contesta costituisce la negazione stessa di un sistema democratico. Questo sono le ragioni che lo dimostrano. I cittadini italiani che fanno domanda di entrare a far parte dei suoi ranghi, infatti, sono valutati da Grillo e Casalegno e selezionati a loro insindacabile giudizio. In generale i prescelti non dispongono di una significativa base elettorale e, di fatto, rappresentano solo se stessi. Elettoralmente dipendono in tutto e per tutto da Beppe Grillo, il “ deus ex macchina” del Movimento.

 Il mandato di autonoma rappresentanza politica, previsto dalla  Carta Costituzionale, per loro non esiste. Sanno che, una volta eletti, dovranno obbedire agli ordini del Capo o saranno cacciati. Il caso di Genova sta diventando esemplare a questi riguardo.

Le votazioni con le quali gli iscritti al Movimento scelgono i candidati alle elezioni Politiche o Amministrative, sono espressioni di una esigua quantità di elettori. Il numero di preferenze che vengono attribuite ai singoli candidati, in molti casi, non supera le dita di una mano e, comunque, danno vita ad elenchi su cui Beppe Grillo esercita il suo insindacabile giudizio.

A chi ha tentato di contestare questo criterio di scelta Beppe Grillo ha risposto affermando: “Fidatevi di me!”

Gli elettori che votano M5S non eleggono un candidato da loro prescelto ma aderiscono ad una decisione che viene loro imposta. Di fatto votano un Movimento la cui credibilità si riassume nella figura di Beppe Grillo, il guru che impartisce la sua benevola benedizione dall’alto dei cieli.

In tutto quanto sta avvenendo non c’è neppure un briciolo di democrazia. Il M5S è “ Grillo Centrico” e agisce come una forza politica che, una volta conquistato il potere, trasforma democraticamente il sistema esistente in una dittatura. Proprio come è avvenuto in Turchia con Erdogan ed in molti Paesi dell’America Latina.

È significativo il fatto che gli uomini del Movimento continuino a ribadire  l’obiettivo di governare da soli, di voler conquistare la maggioranza parlamentare che glielo consentirà e, ove questo non fosse possibile, di governare senza avere una maggioranza.

Affermare di essere in grado di costruirne una diversa per approvare ogni singola legge è un tentativo di farci credere che l’opposizione politica, che entrerà nel prossimo Parlamento, sia disposta a fare quello che Grillini non hanno mai fatto: discutere di cose serie. C’è troppa presunzione in giro perché un miracolo del genere possa accadere. Neppure Beppe grillo è in grado di farlo.

Di quanto sta passando sulle nostre teste molti “ opinion maker” portano sino in fondo la responsabilità. La loro tolleranza e, peggio, il loro silenzio, sta avallando la follia di queste tesi.

Anche la circostanza di prendere in seria considerazione la proposta di una   “Moneta Fiscale”, sostenuto dal Movimento, costituisce una sfida al buon senso di ciascuno di noi.

“ I Grillini”, che sono oggi in Parlamento, sono troppo giovani per ricordare gli effetti perversi prodotti dalla “ Catena di Sant’Antonio”, una truffa che ha preso piede nell’Italia degli anni settanta ed ha prodotto sciagure. A quei tempi sono stati molti i “creduloni” che sono caduti in quella trappola perversa che prometteva ricchezza per tutti. In quell’occasione i primi anelli della catena, quelli che sono riusciti ad uscire rapidamente dalla giro, hanno guadagnato dei soldi. Gli ultimi, quelli che sono rimasti imprigionati dal sistema e non hanno avuto la possibilità di vendere i loro titoli fasulli, ci hanno rimesso anche la camicia.  Con il sistema proposto dai Grillini a rimetterci saremmo tutti noi che paghiamo le tasse. Gli altri no.

Bisogna essere degli irresponsabili, confondere a Roma per Toma e pensare di risuscitare i morti cambiando il loro nome con quello dei vivi, per pensare di rifare con la “ Moneta Fiscale” lo stesso impianto truffaldino nelle aule del Parlamento. Se i parlamentari Grillini dovessero riuscire a mettere in atto questo progetto realizzerebbero il primato di dare vita ad una legge truffa con una maggioranza parlamentare costruita ad Hoc.

Queste riflessioni bastano e avanzano agli elettori dotati di un minimo di discernimento per non dire “ Così sia!” a Beppe Grillo e alla sua corte dei miracoli.

La ricchezza non si inventa con trovate fantasiose ma si costruisce con il lavoro e la fatica quotidiana. I nostri padri fondatori hanno fatto così e ci hanno insegnato che non ci sono alternative a questa strada da percorrere.

Noi non crediamo che su questa terra possa esistere un Dio capace di risolvere con la bacchetta magica i problemi in cui ci dibattiamo. Pensiamo, invece, che si debba costruire il nostro futuro giorno per giorno, mettendo mattone su mattone. Pensiamo che, anche dal punto di vista politico, non si può fare a meno di scegliersi fra uguali, tenendo conto delle affinità psicologiche e morali che connotano l’esistenza di ciascuno di noi. Le persone serie scelgono la gente seria per mettersi in cammino e, quando sbagliano nel compiere le scelte fatte, non hanno difficoltà a cambiare la strada da percorrere.

Ciascuno di noi è consapevole che il sistema di riferimento all’interno del quale siamo chiamati a prendere le sue decisioni, è falsato da opportunismi, interessi personali ed iniquità. Sa perfettamente che il comportamento dei singoli non è sempre in buona fede e che, troppo spesso, gli interessi individuali prevalgono sul Bene Comune.

Per questo il nostro “ Così sia!” non sarà mai un atto di soggezione incondizionata a chi ci chiede di avere fiducia sulla parola ma verrà recitato solo come segno di accettazione di una realtà complessa che deve essere affrontata con onestà e responsabilità nei confronti di noi stessi e degli altri.

La spettacolarizzazione della vita politica, quella che strumentalizza ogni evento e produce  ogni giorno verità destinate a diventare menzogna il giorno dopo, non ci riguarda. Noi non vogliamo fare “ Piazza Pulita”. Chiediamo, invece, che “ la piazza” sia tenuta pulita dall’impegno di ciascuno di noi. Vogliamo capire che cosa ci sta accadendo e non ci fidiamo di chi si lamenta dei mezzi pubblici e fa di tutto per non pagare le tesse.

Faremo le nostre scelte, questo è certo, quando avremo compreso la direzione giusta da seguire. Per il momento stiamo alla finestra e asserviamo con molta attenzione quello che sta succedendo intorno a noi. Cancelleremo dalla nostra testa i nomi di chi pensa di potersi prendere gioco di noi e, comunque, sta andando in direzione contraria a quella che giudichiamo debba essere la nostra.

Speriamo bene.

 

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