TOCCATA E FUGA...4° e ultima puntata (rilettura in chiave umoristica della vita e delle opere di Johann Sebastian Bach).

ritratto di davecuper

4° puntata
La musica di Bach si contraddistinse per la complessità dell'armonia, del contrappunto e dello sviluppo dei motivi, che venivano elaborati, rielaborati, arrangiati, attraverso variazioni sul tema.
Tra i suoi principali lavori non poteva mancare una raccolta di composizioni dedicate alla fuga.
“L'arte della fuga” era una specie di summa, un grande dizionario dedicato alla fuga.
Si componeva di 18 fughe e canoni, basati sopra un semplice tema. Queste fughe furono considerate la massima espressione della tecnica polifughica.
Il suo continuo ed esasperante rapporto con la fuga lo fece diventare un fugarolo, amato e ammirato dalle sue fans, che lo consideravano anche un bel fugaccione.
Tra le sue opere vanno ricordate anche le suites, composizioni che appartenevano al repertorio delle musiche da camera.
La suite era una composizione che aveva un modello standard di movimenti. I movimenti potevano però essere modificati a seconda di dove la suite era suonata.
Nelle camere in cui c'era ancora il doppino telefonico e non esisteva la banda larga o il WI-FI i movimenti erano:
Allemanda – Corrente – Sarabanda – Giga.
Nelle camere in cui esisteva, invece, una connessione internet veloce o la fibra ottica, il terzo e il quarto movimento subivano delle variazioni di tempo:
Allemanda – Corrente – Sarabanda larga (veloce) – 4 giga (prestissimo).
Tra i lavori vocali sono da ricordare le 300 cantate sacre, ma soprattutto le monumentali Passioni.
Con il passare degli anni e con l'arrivo del climaterio, la passione di Johann Sebastian per la fuga andò in pausa ed emerse l'aspetto religioso della sua personalità.
Questa religiosità lo portò a scrivere tre importanti opere sacre: La passione secondo Matteo, La passione secondo Giovanni, La passione secondo Marco.
Le tre opere avevano però un difetto: erano troppo lunghe. Per questo Johann Sebastian decise di operare una sintesi e di ridurre tre opere in una sola composizione: la passione secondo Matteo, secondo Giovanni e secondo Marco.
L'opera, che era di carattere sacro, venne poi ripresa e modificata per dargli un taglio profano.
La versione profana era eseguita completamente all'organo e facendo ampio ricorso al contrappunto. Il titolo che Johann Sebastian diede alla versione profana della “Passione” fu: “La fuga della Pession secondo Johann”.
L'arte di Johann Sebastian Bach toccò quasi tutti i generi musicali dell'epoca. Unica eccezione il melodramma.
L'avversione per questo genere musicale si può far risalire ad un episodio che traumatizzò Johann Sebastian.
Una sera Johann Sebastian andò a teatro per vedere un melodramma. Prima dell'inizio della rappresentazione gli si avvicinò un contralto evirato che, con voce bianca, gli disse: “Ciao bel fugaccione! Ci facciamo una toccata e fuga?” Johann, scioccato da quella proposta oscena e scandalosa, uscì di corsa dal palchetto dove si era seduto e decise di non mettere più piede in un teatro e di non comporre melodrammi.
Canne, Fuga e organo. La vita di Johann Sebastian si può riassumere con questi tre termini, tutti legati indissolubilmente all'artista. Questi furono, per Johann Sebastian, l 'equivalente di droga, sesso e rock and roll, per le più importanti stars della musica contemporanea.
L'uso delle canne, la passione per la fuga e il rapporto orgasmonistico con il suo organo, fecero di Johann Sebastian Bach, uno dei più estrosi musicisti tedeschi in controtendenza del periodo barocco e uno dei più grandi compositori della storia della musica.

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