CONFINI

ritratto di Aurelio Zucchi
 
 
Nell’aria della sera 
che arrotola gli ultimi fianchi del giorno,
io vado a caccia del miglior confine
per addentrami nei boschi di fiaba.  
 
Ancora un po’ attenderò paziente
i coni della notte senza l’alta luna 
e lì alloggerò l’ultimo urlo del vento, 
cruda roccia che il sole abbandona.
 
Cosa sognerò nel buio di poche stelle
che mi ricordi i fasti delle alte Corti, 
che riaccenda luci e voglie matte 
perché riveda la casa impossibile?

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ritratto di effetticollaterali

A Viola B.

al suo splendido scrivere, al tuo che riconosco dentro una forma già vista, al mio che non ne troverà mai una stabile, a quello di chi non riconosco per intemperanza gusto distanza. È deciso! Quella casa impossibile è per me la scrittura quando si trasforma in una certa scrittura...