TOCCATA E FUGA...3° puntata (rilettura in chiave umoristica della vita e delle opere di Johann Sebastian Bach)

ritratto di davecuper

3°puntata

Dopo il matrimonio con Maria Barbara, Johann Sebastian ottenne il ruolo di organista e maestro di concerto presso la corte ducale di Weimar.
In questo periodo la sua passione per la fuga toccò l'apice e nacquero le più grandi fughe del suo repertorio.
L'opera più famosa fu “Il clavicembalo ben temperato” che includeva un preludio e una fuga per ogni tonalità, maggiore e minore.
In questa opera Johann Sebastian esplorò la fuga sotto tutti i punti di vista, facendo un uso abbondante di scale, intervalli e tonalità.
L'esplorazione della fuga al più alto livello fu resa possibile dall'accordatura degli strumenti a tastiera con il sistema temperato di Andreas Werckmeister. Il sistema inventato dal Werkmeister consisteva nell'inserire una matita in un temperino, in modo da avere una matita ben temperata. La matita temperata veniva poi inserita nell'incanalatura della canna per inciderla in diversi punti, in modo da diminuire o aumentare la distanza tra i vari toni e semitoni.
Il risultato fu uno scompenso che si veniva a creare tra le varie note, con alterazioni inferiori al semitono.
Questo sistema permetteva a Johann Sebastian di andare a cogliere tutte le espressività sonore dell'organo e lo portò ad avere un rapporto, definito dai critici dell'epoca, orgasmonistico con la fuga.
Il suo estro artistico venne interrotto dalla morte improvvisa della moglie Maria Barbara, la donna da cui aveva avuto ben 7 figli, nati nel periodo di maggior impeto compositivo ed esplorativo della fuga.
Johann Sebastian si chiuse nel suo inconsolabile dolore.
Il dolore fu talmente inconsolabile che l'anno successivo conobbe una giovane soprano, Anna Magdalena.
Questa era una pro-fuga ebraica che aveva trovato una prima occupazione come prè-fica in una chiesa cittadina.
Johann Sebastian, che nonostante il dolore per la perdita della moglie aveva sempre la fuga in testa, iniziò una fuga-ce relazione con il giovane soprano e, dopo nemmeno un anno e mezzo dalla morte della moglie, la portò all'altare.
Johann Sebastian, arrivato alla soglia dei 60 anni, incominciò a soffrire di emicrania, causata da un improvviso peggioramento della vista.
Egli era sempre stato miope, ma non aveva mai voluto mettere gli occhiali. Portava però delle moderne lenti bifocali che aveva acquistato presso l'ottica tedesca Mann, che gli permetteva di leggere le note anche di notte.
Nonostante l'utilizzo delle lenti bifocali, dopo tante fughe composte e subliminali rapporti orgasmonistici con queste, Johann Sebastian perse completamente la vista.
Diventato cieco, egli si affidò ad un medico-chirurgo, un ciarlatano che si professò essere un dottore capace di far riapparire la vista anche ai ciechi.
L'operazione che il chirurgo gli prospettò era rischiosa, soprattutto se effettuata da uno specializzando in oculistica, invece che dal medico-chirurgo vero e proprio.
Questi infatti, invece di stare in sala operatoria, visitava a pagamento intramoenia in una stanza attigua e ogni tanto si affacciava nella sala, chiedendo allo specializzando, che operava in sua vece, come stesse procedendo l'intervento che stava effettuando.
L'operazione a cui si sottopose Johann Sebastian riuscì in parte, in quanto egli riprese solo momentaneamente la vista.
Infatti l'inesperto specializzando, con una errata manomissione dei legamenti dell'occhio, causò a Johann Sebastian un ictus che aggravò irrimediabilmente le sue condizioni di salute.
Johann Sebastian morì all'età di 65 anni.
Dopo la morte, la fama di Johann Sebastian Bach declinò, in quanto i suoi fans lo tradirono per la musica classica.
La rinascita di Bach si consumò nei primi anni del 1800, quando uno sconosciuto compositore, Felix Mendhelsson, che si dilettava a dirigere l'orchestra sinfonica di Berlino, riportò alla luce una oscura composizione di Johann Sebastian, facendo riscoprire, a tutti i tedeschi, le sue composizioni.

segue la 4° e ultima puntata...

 

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