TOCCATA E FUGA...2° puntata (rilettura in chiave umoristica della vita e delle opere di Johann Sebastian Bach)

ritratto di davecuper

2°puntata
Johann Sebastian nacque nel 1865 ad Eisenach, una sperduta città della Turingia.
In questa città il padre, Johann Ambrosius Bach, svolgeva un'importante ruolo civico e religioso. Tra le varie attività svolte, c'era quella di mantenere l'organo della chiesa cittadina in condizioni ottimali per l'utilizzo nelle funzioni religiose.
Fu proprio su questo organo che Johann Sebastian iniziò a familiarizzare con i registri, con i pedali, con i manuali e, soprattutto, con le canne.
Rimasto orfano a 15 anni, l'adolescente Johann Sebastian vinse una borsa di studio dell'Erasmus e partì per andare a studiare in una delle più prestigiose scuole di musica che si trovava nella città di Luneburg.
Dopo un periodo trascorso a Weimar, Johann Sebastian venne invitato ad Arnstadt per inaugurare il nuovo organo nella chiesa di San Bonifacio, un bellissimo organo a due manuali, dotato di ventidue registri e bellissime canne.
Johann Sebastian si innamorò a prima vista di questo organo e fece di tutto per farsi assegnare il ruolo di organista della chiesa di San Bonifacio.
Ottenuto il posto, Johann Sebastian poté dar sfogo a tutta la sua passione per la fuga.
Egli passava ore ed ore chiuso in bagno a studiare le fughe, ad elaborare i contrappunti e le melodie e a sviluppare armonicamente i bassi.
Johann incominciò ad avere un rapporto quasi maniacale con l'organo e con le sue parti, tanto che divenne presto dipendente dalle canne.
Egli non era mai soddisfatto della qualità delle canne dell'organo e si fece procurare, da uno spacciatore di canne, un tipo di canna più potente, detta cannabis.
Egli, prima di inserire le canne nell'organo, era solito provarle. Inspirava profondamente dalle canne, cercando di sentire nelle narici il sapore delle canne e la loro qualità.
Capitava qualche volte che le canne erano tagliate male e Johann Sebastian, oltre che ferirsi al naso, incominciava a dare segnali di irrequietezza motoria andando, di corsa, su e giù per le navate della chiesa.
Una volta decise di cambiare spacciatore di canne e contattò un famoso Putscher Berlinese, un trisavolo di Adolf Hitler, che gli vendette delle canne rigonfie di gas. Quando Johann Sebastian inspirò da queste canne, andò in overdose e collassò a terra.
Ricoverato all'USL tedesca, Johann Sebastian venne disintossicato gradatamente, attraverso l'utilizzo di una canna più leggera, la canna da zucchero.
Ripresosi dal piccolo incidente, Johann ritornò in possesso dell'organo della chiesa di San Bonifacio.
Johann Sebastian incomiciò però a trasformare tutte le armonie con stupefacenti variazioni sui corali, tanto da mandare in confusione i fedeli che non riuscivano più a seguire le melodie.
I sacerdoti capirono che Johann Sebastian faceva ancora un uso smodato di canne e decisero di cacciarlo.
Johann Sebastian trovò occupazione a Mulhausen, presso la chiesa di San Biagio.
Qui incominciò a frequentare una comunità di recupero per disintossicarsi definitivamente dall'uso delle canne.
Nella comunità conobbe una sua cugina, Maria Barbara, che lì vi svolgeva, come crocerossina, il servizio civile.
Johann Sebastian, che era entrato in comunità per scacciare dalla testa le canne, ma non per scacciare dalla testa la fuga, si innamorò perdutamente di lei. Dopo averle dedicato una toccata e fuga i due si sposarono.

segue la 3° puntata...

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Gradimento

ritratto di Mario De Pascale

E' la prima volta

che ti leggo, ma lo sai che sei bravo ? (certo che lo so, penserai tu, altrimenti cosa stavo qui a pubblicare?)

Complimenti, comunque, vedrò di raggiungerti mentre sei in fuga da qualche altra parte (però, abbi pazienza, vado a prendere l'auto perchè, correndo correndo, ho superato gli -anta-).

Ciao e, credo, a presto

ritratto di Mario De Pascale

E' la prima volta

che ti leggo, ma lo sai che sei bravo? (certo che lo so, dirai tu, altrimenti cosa stavo qui a pubblicare?)

Comunque, vedrò di andarti a raggiungere mentre sei in fuga da qualche altra parte (però, aspettami che vado a prendere l'auto perchè, correndo correndo, ho superato gli -anta- senza accorgermene).

Ciao e, credo, a presto.

ritratto di davecuper

E' la prima volta

Grazie! fa sempre piacere ricevere dei complimenti.
Spero continuerai a leggere i miei racconti e le mie poesie

Ciao!!

Davide