Vogliamo vivere in un Paese normale!

Vogliamo vivere

in un Paese normale

 

Per rispettare le regole su cui è fondata la nostra vita sociale bisogna perlomeno conoscerne l’esistenza. È un fatto che, in molti casi, non vengono rispettate solo perché ne viene ignorato l’esistenza. In altri casi, invece, perché si vogliono negare deliberatamente. Tutto ciò viene fatto in buona o malafede ma sia in un caso come nell’altro finisce per produrre scompiglio nella vita del Paese.

In queste condizioni la parola di Luciana Littizzetto vale di più di quella di Laura Boldrini e quella della signora Maria diventa più autorevole dei comunicati ufficiali del Ministero della Sanità.

Il caso più clamoroso di questi giorni è costituito dalla disinformazione riguardante l’utilità dei vaccini. La voce del popolo ha cominciato a farli considerare inutili  e, subito dopo, dannosi. Il fatto è che non sono dannosi a chi li fa ma a chi non li fa. Nello spazio di poco tempo nel nostro paese hanno ricominciato a diffondersi malattie come la tubercolosi, la poliomielite, il morbillo, la scarlattina e altro ancora. Malattie che da diversi anni, grazie alle vaccinazioni, avevano cessato di esistere ma che, adesso, hanno ripreso a mietere vittime.

“ Colpa degli immigrati”- sostengono alcuni.

“ No! La colpa è solo di chi si è inventato nuove regole di comportamento perché ignorava l’utilità di quelle esistenti o perché voleva sentirsi diverso da chi conosceva e rispettava le regole.” – Rispondono altri.

Adesso siamo costretti a contare le vittime di questa follia che rischia di prolungarsi nel tempo perché è diventata argomento di rivendicazioni personali e di lotta politica. Bene ha fatto il Ministro della Sanità ad imporre rispetto delle regole esistenti.

Se un cittadino contesta le leggi del Paese in cui vive e con il suo comportamento mette a rischio la salute di chi vive insieme a lui o si adegua alla volontà della maggioranza oppure deve cambiare aria. Pretendiamo questi comportamenti degli immigrati perché non dobbiamo chiederlo a noi stessi?

 

Non è normale un Paese in cui la parola della Presidente della Camera dei Deputati, Laura Boldrini, viene contraddetta e persino sbeffeggiata in televisione da una comica che cerca di stupire giocando sui doppi sensi delle parole.

“ Brava! Bravissima” – dice Fabio Fazio della sua fragile e inconsistente pupilla.

“ Brava un corno!” – Rispondiamo noi. Quando un personaggio dalla scarsa taglia fisica e morale si permette di smentire la Presidente della Camera che in veste “quasi ufficiale” chiarisce le regioni dei comportamenti assunti dai parlamentari in merito all’approvazione della legge sul Testamento Biologico, una  comica dotata di discernimento, deve evitare di impartire lezioni inappropriate su argomenti di cui non ha alcuna conoscenza specifica.

La signora Littizzetto si è guardata bene dal farlo e, di fatto, ha mancato di rispetto ad una rilevante Istituzione dello Stato.

Questo fatto è persino più grave di quanto è avvenuto nella trasmissione        “ sessista” di Paola Perego. Nel caso della trasmissione “ Parliamone sabato” l’intervento censorio della Rai è stato immediato, quasi brutale. La trasmissione è stata chiusa senza ripensamenti.

Per quanto è avvenuto a “ Che tempo che fa!” nessuno ha detto niente. Nemmeno i giornali hanno aperto bocca su questo argomento anche se, in questo caso specifico, la Rai ha usato i soldi dello Stato per fare disinformazione e offendere nella persona della Presidente Laura Boldrini una fondamentale istituzione dello Stato senza neppure chiedere scusa.

Si è comportata, a tutti gli effetti, come un Vittorio Sgarbi qualsiasi, che continua ad insultare pesantemente gli ospiti delle trasmissioni a cui viene sistematicamente invitato.

C’è da chiedersi perché mai Vittorio Sgarbi venga portato con tanta insistenza nelle case di tutti quanti noi per offendere la nostra intelligenza politica e la nostra sensibilità morale. La sua maleducazione, le sue scenate sono imbarazzanti almeno quanto lo sono i processi i processi messi in atto per produrre disinformazione e diffondere palesi falsità.

Gettare la benzina sul fuoco e giustificare i comportamenti di chi parla o agisce senza rendersi conto dei danni che produce, non può continuare a far parte del nostro costume. Chi lo fa in buona o malafede non ha diritto di entrare nelle nostre case e non ha la caratura morale per lavorare in televisione.

Per tornare ad una vita normale dobbiamo batterci per affermare il principio fondamentale della buona fede e combattere chi agisce facendo disinformazione in malafede, senza rispettare le regole della vita comune.

La Rai, soprattutto, deve avere maggiore rispetto per se stessa e per il suo pubblico. Deve ricordarsi che la qualità dei programmi produce una audience e non la simpatia dei conduttori.

Quando stabilisce i loro compensi faraonici consideri che la loro presenza sulla rete di Forlimpopoli TV non sarebbe in grado di raccogliere neppure 1/1000 dell’audience che si vantano di avere. Fuori dall’azienda per la quale lavorano questi personaggi non contano niente e la Rai potrebbe avere maggiori motivazioni per rinnovare se stessa a tutti i livelli

Per poter vivere in un Paese normale bisogna avere il coraggio di riportarlo alla normalità. Tutto questo non solo si può ma si deve fare perché gli squilibri esistenti soffocano la vita dei cittadini, producono corruzione ed iniquità. Inibiscono ai nostri figli la possibilità di capire come si deve affrontare il futuro.

Da troppo tempo ormai stiamo alimentando il mondo in cui viviamo di rivendicazioni e di illusioni. È arrivato il tempo di rimettere i piedi per terra e di difendere i principi fondamentali della nostra vita comune con tutti i diritti /doveri che ne conseguono.

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