La pregiata cattiva qualità

ritratto di Mario De Pascale

~~Quella mattina nel negozio di alimentari del signor Gustavo arrivò la signora Livia, una nuova cliente che prese a chiacchierare con il proprietario: “Mi son trovata a passare casualmente di qui” diceva “e sono rimasta colpita dal bell’assortimento della vetrina. Così, ho pensato di fare la spesa in questo negozio e può darsi che, se mi troverò bene, diventerò una cliente affezionata”. “Ma che scherza?” fece l’altro “Chiunque capita qui apprezza immancabilmente la qualità della mia merce e non mi lascia più. Vede, per esempio, c’è la qui presente signora Raffaella che mi ha scoperto per puro caso circa tre anni fa ed ogni giorno puntualmente entra nel mio negozio a fare la spesa, non è vero?” “Verissimo.” rispose a questo punto l’interpellata “Sono giusto tre anni che, venuta qui per far compagnia ad una mia amica, ho trovato proprio la qualità della roba che cercavo e non l’ho lasciato più”. “Visto?” aggiunse trionfante il negoziante “Merce come la mia, modestamente, non si trova da nessuna parte!” “Ma è proprio così buona? Vedo anche che i prezzi sono assai convenienti!” “I prezzi sono adeguati alla qualità della merce.” proseguì la signora Raffaella “Roba di qualità così scadente è proprio difficile trovarne in giro…”. “Eh, la signora Raffaella ha voglia di scherzare oggi” riprese di botto l’uomo, interrompendola con un sorriso. “Allora, non so proprio perché sia rimasta mia cliente fedele per tutto questo tempo”. “Ah, non l’ha capito ancora? Allora adesso glielo spiego. Dunque, deve sapere che, circa quattro anni fa, mio marito subì un delicatissimo intervento chirurgico, in seguito al quale i medici gli imposero una dieta drastica per il recupero della salute. Purtroppo, in famiglia siamo assai golosi e, dopo i primi tempi di un regime alimentare abbastanza rigido, riprendemmo man mano a mangiare come se nulla fosse accaduto. Risultato: le prime analisi di laboratorio per il controllo dello stato di salute di mio marito diedero un risultato disastroso ed io stessa trovai che molti valori erano fuori norma. Fu allora che decidemmo di comprare alimenti con meno appeal, cioè che fossero meno saporiti e meno stimolanti a tavola. La scoperta del negozio del signor Gustavo è stata per me la panacea di tutti i mali. Si tratta di roba così scadente che negli ultimi tre anni non si è mai verificato un caso di bis come eravamo soliti fare in precedenza, anzi spesso restano avanzi non trascurabili nel piatto”.
A questa uscita, il negoziante ci restò brutto. Mano a mano che il discorso procedeva si sarebbe potuta osservare sul suo viso tutta una splendida graduazione di colori: dal verde al giallo al rosso paonazzo, da far invidia ad un esperto di fuochi pirotecnici. “Ma non è possibile che lei dica sul serio.” fece, distrutto, il pover’uomo “Questa è una gag che avrà sentito da qualche parte, dica la verità”. “No, le assicuro che è verità sacrosanta. “ confermò impietosamente la signora Raffaella  “Pensi che, qualche volta che ho trovato chiuso il suo negozio ed ho dovuto fare la spesa da qualche altra parte, la sera siamo stati male in famiglia perché poi abbiamo mangiato tantissimo per recuperare un po’ rispetto agli alimenti da incubo che mangiamo normalmente”.
Proprio nel momento in cui si svolgeva questa discussione si trovò ad entrare nel negozio la signora Gianna, una vecchia cliente.
“Oggi cosa mi dà di squisito, signor Gustavo?”  fece, entrando nel locale.
L’altro la guardò torvo: “E’ venuta anche lei a guastarmi la giornata?” le rispose, brusco. “Guardi che adesso non è proprio aria.”
“Perché mi tratta così? Le ho fatta qualcosa di male o le è andato qualcosa storto?” chiese, sorpresa, la donna.
“Ah, lei non lo sa? Poverina, non sa che in questo negozio si vende soltanto porcheria? Su, lo dica forte anche lei: qui c’è soltanto lo scarto della roba!”
“Beh, io non ho mai voluto dirglielo, ma se lei insiste…”
Per farla breve, il signor Gustavo decise così, sui due piedi, di cambiare fornitori e qualità della merce.
Da quel giorno, soltanto prodotti di prima qualità entrarono in quell’esercizio commerciale. Per di più, il titolare decise di praticare prezzi concorrenziali, giungendo perfino al sottocosto, per procurarsi pubblicità, riducendo a mezzo rovinarsi.
Purtroppo, andò a finire che la rovina divenne totale perché pare che la maggior parte della sua clientela fosse proprio quella che cercava la qualità adatta a mangiare di meno.

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Gradimento

ritratto di Claudio Di Trapani

Molto carino il racconto,

Mario. Un'idea originale. Peccato che il proprietario abbia dovuto chiudere il negozio; in fondo, nonostante tutto, sembrava in buona fede. In effetti, bisogna che i venditori si specializzino in qualcosa. E' il modo di agire dei tempi. Ma invece di migliorare sulla qualità, forse avrebbe fatto meglio ad alzare i prezzi.

;)

ritratto di Mario De Pascale

Il fatto è che,

caro Claudio, il mondo non è quello che è per se stesso, ma quello che appare (come ci insegnano Pirandello e Eduardo).

Ciao e grazie della lettura e del parere.