Nuove truffe delle case editrici?

ritratto di nadia cinque

Io uso una satira anormale improvvisata, ma voi potete leggere oltre la mia satira e stare accorti perche' tantissimi pesci lessi sono caduti nella rete del pescatore e lo promuovono/proteggonno convinti che lui a sua volta li possa promuovere e spingere nel fosso del su-CCESSO  convinti di sedere su questo o quel trono di galleggioni professionisti riuniti o fessacchiotti scribacchini che credono ancora alle favolette di Cappuccetto Rosso ed al cacciatore che verra' a salvarli dopo che sono stati divorati dal lupo che si passava per una innocente nonnina amorevole e malata:

 

Collabora con noi con una poesia contemporanea senza tema per produrre una lunga antologia di
volumi raccolta, in cui verra’ inserita la vostra opera e la vostra bibliografia insieme a quelle di migliaia di altri autori che aderiranno all’invito.

Collaborazione solidale non a titolo gratuito, con un minimo di 9 copie da acquistare in anticipo = 4500€ totali)?

Inviate a truffe.com
2 testi poetici ben redatti ed una piccola nota  bibliografica con una lunghezza massima di una pagina, tutto entro il 30/12/2018

MESSAGGIO REDAZIONALE

Abbiamo creato un servizio truffe on line, sfruttando giovani case editrici e scrittori emergenti.
Reperiamo fondi dagli aderenti a queste iniziative promettendo evidenza dei loro scritti, che dovranno essere riuniti in libri che collezionano opere riunite dei vari scrittori che dovranno loro
Stessi pubblicizzare e vendere in giro, facendo diventare noi ricchi/famosi e restando loro poveri fessacchiotti con i sogni nel cassetto e le tasche-cervella vuote...
Verranno pubblicati interi volumi con migliaia di scritti di artisti moderni diversi, e sarete invitati a comprarli tutti uno ad uno e sottoporli ad amici parenti per indurre piu’ acquisti possibili e pubblicizzare cosi’ la nostra casa edistrice tramite voi ed il vostro sostegno motenario ed impegno nell’occuparvi della distribuzione/vendita dei volumi che non finiranno mai perche’ nuove adesioni ci saranno in continuazione grazie al vosto vitale impegno da noi messo a buon uso per i nostri interessi facendovi credere che siano per i vostri...ma cosi’ fan tutti e sono le nuove mode a cui anche noi aderiamo e ci unifichiamo a queste tendenze proteggendoci con tanto di avvocati per far apparire lecita la truffa.

Ci avvaloreremo dei migliori critici del virtuale, che lavoreranno gratis per noi per farvi sentire seguiti/apprezzati e far sentire loro importanti mentre lavorano gratis per noi e ci pubblicizzano in giro....

FULMINA  MENTI EDITORE

IL DIVINO PUpaZZONE

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INFORMAZIONI STRETTAMENTE CONFIDENZIALI

Capita che spesso in calce alle e-mail venga riportato un disclaimer tipo:
In ottemperanza al D.L. n. 196 del 30/06/03 in materia di protezione dei dati personali, le informazioni contenute in questo messaggio sono strettamente riservate ed esclusivamente indirizzate al destinatario indicato. Vogliate tener presente che qualsiasi uso, riproduzione o divulgazione di questo messaggio è vietata. Nel caso in cui aveste ricevuto
questa mail per errore, vogliate cortesemente avvertire il mittente e distruggere il presente messaggio.

===Cosa dicono utenti della rete su questa nota confidenziale usata da molti traffichini:===

 

In realtà di questo non trovo il fondamento normativo, cioè non ho capito quale disposizione obblighi a farlo, il Codice Privacy no di certo.
Nè vi trovo  un fondamento logico, non è che ad esempio nei negozi accanto ai prodotti ci si debba scrivere che è vietato rubarli.
Beh, si tratta di una cosa in fondo di poca importanza, ma ero curioso di sentire il parere degli altri colleghi..

Questo disclaimer in pratica afferma la non divulgabilità a terzi del contenuto, non certo la garanzia verso il destinatario circa i terzi che possono leggere la risposta.
In sostanza, da quanto hai molto bene argomentato, mi rafforzo nella convinzione che anche quella del disclaimer sia l'ennesima leggenda metropolitana fiorita sulla normativa Privacy; partendo da una disposizione giusta, ma che riguarda una casistica tutto sommato circoscritta, se ne è completamente distorto il senso fino a inventare formule rituali del tutto vuote di contenuto e prive di qualsiasi utilità.

Anch'io spesso mi sono posto la stessa domanda, sia perchè mi è stata posta dai miei clienti, sia perchè ho letto desclaimer quasi intimidatori verso i destinatari, spesso ignari, mentre la responsabilità di un controllo sulla correttezza della compilazione degli indirizzi spetta sempre al mittente??!!. Mah, tant'è ...

Al di là degli aspetti curiosi della nota sulla riservatezza dei messaggi di posta elettronica. E' possibile fare riferimento NON al D.Lgs. 196/03 che non riporta nulla a riguardo, bensì alle le linee guida del Garante per posta elettronica e internet (Gazzetta Ufficiale n. 58 del 10 marzo 2007, oppure www.garanteprivacy.it/garante/doc.jsp?ID=1387522). Infatti al punto 5.2 lett. b) sulla Posta Elettronica si precisa che quindi particolarmente opportuno che si adottino accorgimenti anche per prevenire eventuali trattamenti in violazione dei principi di pertinenza e non eccedenza. Si tratta di soluzioni che possono risultare utili per contemperare le esigenze di ordinato svolgimento dell'attività lavorativa con la prevenzione di inutili intrusioni nella sfera personale dei lavoratori, nonché violazioni della disciplina sull'eventuale segretezza della corrispondenza

In questo quadro è opportuno che:
....
i messaggi di posta elettronica contengano un avvertimento ai destinatari nel quale sia dichiarata l'eventuale natura non personale dei messaggi stessi, precisando se le risposte potranno essere conosciute nell'organizzazione di appartenenza del mittente e con eventuale rinvio alla predetta policy datoriale.
...
.Ovviamente la linea guida come tale non è prescrittiva, ma utile, e perciò a mio avviso idonea, in caso di onere di inversione della prova a dimostrare la diligenza e l'attenzione dell'organizzazone nella prevenzione, informazione e consapevolezza, etcc. etcc. nella commisione dei reati previsti.
Ovviamente, se qualche collega a idee ulteriori a riguardo, sono ben lieto di leggerle.
Cordialmente.

Già, posta così, è molto più convincente.
Anche se però qui si tratta di tutt'altri avvisi rispetto a quelli che si vedono, in pratica la norma che tu citi suggerisce di porre in calce alle e-mail aziendali (e solo a quelle) un avviso (a garanzia del destinatario) che lo avverte che la comunicazione può essere letta anche da altri.
In pratica se io ricevo un'e-mail da un'azienda, nel caso (e solo nel caso) in cui la mia risposta possa essere letta anche da altri che non siano il mittente ho diritto di esserne informato.
Siamo perfettamente d'accordo.

La pratica che è invalsa però va nella direzione totalmente opposta, ne cito solo una:
Le informazioni contenute nella presente comunicazione e i relativi allegati possono essere riservate e sono, comunque, destinate esclusivamente ai destinatari sopraindicati. La diffusione, distribuzione e/o copiatura del documento trasmesso da parte di qualsiasi soggetto diverso dal destinatario è proibita, sia ai sensi dell’art. 616 c.p. , che ai sensi del D.Lgs. n. 196/2003.

Questo disclaimer in pratica afferma la non divulgabilità a terzi del contenuto, non certo la garanzia verso il destinatario circa i terzi che possono leggere la risposta.
In sostanza, da quanto hai molto bene argomentato, mi rafforzo nella convinzione che anche quella del disclaimer sia l'ennesima leggenda metropolitana fiorita sulla normativa Privacy; partendo da una disposizione giusta, ma che riguarda una casistica tutto sommato circoscritta, se ne è completamente distorto il senso fino a inventare formule rituali del tutto vuote di contenuto e prive di qualsiasi utilità.

 

 

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