Il ca... che ci frega del parlamento italiano

ritratto di L.P.

La sua nascita e' stata salutata con cori entusiastici e cortei festanti. Qualcuno ha trasceso, ma ci sta, quando l'avvenimento supera anche i piu' benauguranti sogni. In piazza Bonaventura, infatti, qualcuno ha preso di mira i lampioni, fracassandoli col lancio di sassi, ma, ripeto, dai, ci sta.

Non accade spesso che nasca una formazione politica che, fin dal suo primo vagito, distribuisca speranze e sicurezze, programmi di sviluppo, posti di lavoro e qualita' della vita. L'Europa, infatti, ci invidia. E noi rendiamo omaggio ad Alfano che, stravolgendo un ventennio di ipocrita messa in scena, ha, con le sue mani, dopo averlo fecondato, materialmente eseguito il parto di Alternativa Popolare. Un papa' ostetrico, saturo di maieutica socratica, che apre le porte della felicita' all'Italia. 

Benvenuta, Alternativa Popolare, eravamo, purtroppo, scarsi.

Berlsuconi, invece, saluta il sistema proporzionale, capace, nonevero, da solo, di sgominare il M5S, potendo riunire un manipolo di perdenti contro la formazione piu' votata dagli italiani, pare, o almeno questo temono tutti. Altro sistema non esiste, secondo una visione lungimirante che vuole il legislatore italiano capace di governare il qui e ora, confondendo zen e politica.

Ma il palcoscenico vero, quello piu' importante, questo fine settimana ultimo venuto, e' tutto del parlamento italiano che ha dichiarato di aver acquisito finalmente la sigla dei lavori parlamentari. E' il noto successo di Fabio Rovazzi "il ca... che mi frega".

Ebbene i nostri prodi sono riusciti nell'impresa, rimarchevole, di sdoppiarsi: sono una volta legislatori e una volta destinatari delle leggi che hanno fatto. Ma in ossequio alla nuova filosofia parlamentare, quando legiferano sono seri, sobri, leggiadri nel loro svolazzare oltre gli interessi particolari di tizio o di caio, quando, invece, sono i destinatari, si rimboccano le maniche dei loro completi grigi, mandano a palla Fabio Rovazzi e, scatenandosi in un frenetico ballo, testimoniano la loro beffarda autonomia da quello che hanno partorito quali legislatori.

Della legge Severino, in una parola e secondo quella che era la regola di un uomo tanto famoso fra i famosi, quanto sconosciuto fra i piu', Vittorio Camardese, potentino capace di dare l'impressione di vergognarsi delle sue indiscusse e inarrivabili virtu' professionali e artistiche, rendendole in questa maniera, semplicemente, divine, proprio perche' non pubblicizzate e quindi di valore assoluto, e cioe' la sintesi, che deve chiudere ogni discussione a riprova che quella discussione ha senso, ebbene il parlamento ha sancito che delle sue stesse leggi non gliene frega una beneamata cippa. Ha cosi' riabilitato Minzolini da una sentenza passata in cosa giudicata, segno che della nostra giustizia non bisogna tener conto, perche' e' carta straccia. E se lo dicono loro, possiamo crederci.

C'e' chi parla di comportamento eversivo. Balle. E' solo la prova che l'Italia vive e prospera sul palcoscenico di Scherzi a parte, sempre, che non c'e' piu' vergogna al pari delle stagioni, che questa e' la globalizzazione, che prima l'abbiamo voluta e ora ce la dobbiamo tenere.

Una domanda residua: ma a questo punto possiamo non pagare le tasse?

Piano, non siamo tutti parlamentari. C'e' chi puo' e chi no. Noi comuni mortali abbiamo il nostro bel privilegio, da tenere stretto, possiamo essere processati e finire in galera. 

Beati i disgraziati, diamine, non costretti come i parlamentari a stare sempre in Paradiso.

Questo testo è protetto contro il plagio. Questo testo è depositato ed esiste una prova certa della sua data di deposito e/o pubblicazione. Chi ne fa un uso improprio è soggetto alle sanzioni di legge.

Gradimento

Il nostro sistema democratico

Il nostro sistema democratico si fonda sulla costituzione del 48.  Non potrebbe essere altrimenti nonostante le pur gravi manchevolezze. Sul cambiamento di Essa, i cittadini italiani sono stati chiamati alle urne più di una volta. E nelle ultime due consultazioni il responso è stato chiaro: nessun cambiamento è autorizzato. Bene. L'articolo 1 di questa nostra costituzione (la più bella del mondo diceva qualcuno) recita così: La sovranità appartiene al Popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della costituzione. (e dunque  per mezzo del parlamento). Ora sul caso Minzolini, sul quale più di mezza Italia si è stracciata le vesti, dobbiamo consultare l'art. 66, sempre della nostra costituzione: Ciascuna Camera  GIUDICA  dei titoli di ammissione dei suoi componenti e delle cause sopraggiunte di ineleggibilità e di incompatibilità.  Ineccepibile mi pare. Ebbene la Camera di appartenenza, su Minzolini, si è pronunciata leggittimamente secondo la costituzione.  Poi ci sono le opinioni. E senza mancare di rispetto a nessuno, dirò che il parlamento ha finalmente riaffermato la sua "sovranità" in questo momento storico. Da troppo tempo quella "Sovranità" è esercitata indirettamente, e a volte addirittura direttamente, dall'autorità giudiziaria, questa si fuori dalla costituzione. Si potrebbe discutere poi sul caso Minzolini nel merito, ma si andrebbe per le lunghe. Quello che è necessario dire in questo momento è che il parlamento ha esercitato una sua prerogativa a norma di Costituzione. Un saluto

 

ritratto di paserangel

@ Ellebi

Ok. Tutto formalmente ineccebile.

Ma dove sta scritto nella nostra Costituzione che il Parlamento ha il potere di annullare una sentenza della Cassazione passata in giudicato? Oltretutto disconoscendo una legge voluta dallo stesso Parlamento?

Io non ci vedo un riaffermare la propria "sovranità", ma un chiarissimo abuso di potere, con un atto d'imperio per salvaguardare privilegi medievali.

Lo afferma appunto l'art. 66

Lo afferma appunto l'art. 66 della costituzione, la dove è scritto "giudica"  che significa proprio entrare nel merito e liberamente e dalla sovranità derivante dal popolo , dare un giudizio per mezzo del voto. Ed è una pregorativa talmente importante per la democrazia (infatti tutte le costituzione hanno norme simili) che senza   di essa, non ci sarebbe "sovranità", e ci sarebbe invece, non solo il probabile abuso da parte dell'autorità giudiziaria, ma anche il pericolo di un regime non democratico, da parte di funzionari non eletti da nessuno. 

D'altro canto, se i cittadini invece ritengono, nella loro libertà , che quei parlamentari  abbiano sbagliato, su di loro cadrà il giudizio "sovrano" degli elettori in libere elezioni. Questo è il regime democratico, non perfetto, anzi, ma sempre meglio che essere governati da chi ha vinto un concorso. Un saluto

ritratto di paserangel

  Nella decisione del Senato

 

Nella decisione del Senato si può parlare di tutto meno che di architettura costituzionale. Si discute del caso Minzolini, si è assistito ad uno scontro che vede contrapposti due dei tre poteri che sono al vertice costituzionale, uno privo di comportamenti e azioni che ne nobilitano la funzione in numerosi dei suoi componenti, l'altro, pur con qualche esagerazione, è l'unico ostacolo che tenta di impedire corruttele e malversazioni di un organo dello Stato irrimediabilmente autoreferenziale che considera il voto popolare col quale sono stati eletti un lasciapassare che tutto emenda. La legge sulla giustizia in discussione in Parlamento ne è l'esempio più significativo.

Se il Senato avesse deliberato in favore della sentenza della Cassazione avrebbe comunque esercitato la propria sovranità senza incorrere in un'irriguardosa invasione di campo nel potere giudiziario. Qui non si tratta della solita autorizzazione a procedere nei confronti di un parlamentare, sarebbe dovuto essere invece un semplice atto notarile per confermare una sentenza che deriva dall'applicazione di una legge votata dallo stesso Parlamento, la decadenza votata a sfavore di Silvio Berlusconi docet. E qui torna in mente una famosa battuta di Alberto Sordi, Marchese del Grillo: “ Io so' io e voi non siete un cazzo”. Ed è molto evidente il fatto che la Costituzione, dove parla dell'eguaglianza dei cittadini, nessuno escluso, davanti alla legge, qualche balla la racconta. Ci sarebbe anche da riflettere sui ripensamenti di coloro che hanno votato No al recente referendum costituzionale.

 

Ricambio il saluto

ritratto di L.P.

Ammesso che sia difendibile

Ammesso che sia difendibile la decisione assunta a difesa di Minzolini, rimane infondata nel merito. Le giustificazioni usate, infatti, mettono in discussione la giustezza della sentenza, cosa non permessa a nessuno, finanche al Parlamento. Ma è proprio dei bassi imperi formalizzare le discussioni ancorandole a una virgola della legge o a un punto e virgola di qualche altro testo. Secondo me e nel mio piccolo.