Spa istori

Mentre la mi hermosa señorita en rojo assaporava il suo Angus la guardavo, i suoi modi erano estremamente raffinati, mangiava a bocca chiusa, mentre io masticavo tipo cammello... che diavolo ci faceva quel tocco di donna seduta al tavolo con un tipo come me?

Cioè; ero vestito come una pagliaccio daltonico, avevo dei modi da portuale in vacanza a Riga, una cultura generale lacunosa, tra l'altro non sapevo cosa volesse dire “lacunosa” e anche “cultura generale”, a pensarci bene, non sapevo che cazzo volesse dire, economicamente parlando potevo essere definito, tecnicamente, un morto di fame... questo non escludeva il fatto che evidentemente il fisco mi considerasse ancora un buon partito... mi sorgevano dubbi sulla provenienza di questa splendida creatura, che invece aveva modi da gran dama del '800, una bellezza da star di Hollywood anni '50, un'intelligenza da premio nobel per la fisica, sembrava pure carica di plata, ma plata vieja...

Iniziai a temere potesse trattarsi di un'annoiata miliardaria ex modella di Vanity Fear che per hobby si dilettava a fare l'esattrice del fisco!

Finito di sorseggiare il vino mi disse tranquillamente: “Si chiederà come mai mi sono venuta a sedere al suo tavolo senza fare tante storie e ho gradevolmente cenato con lei...”

L'aveva fatto un'altra volta!

Mi aveva di nuovo letto nella mente!

Questa era una cazzo di chiaroveggente!

Erano due le cose; o io ero veramente prevedibile o questa aveva dei fotuttissimi poteri extrasensoriali!

Cercai di darmi un contegno.

“Sì, in effetti mi stavo chiedendo come mai una così splendida fanciulla abbia accettato l'invito di un tipo come me?... Che non se ne dica male, ma obbiettivamente mi sta beccando in un periodo particolarmente complicato, sia dal lato fisico, sia da quello estetico che mentale... insomma un bel groviglio di casini con le gambe!”

Era ormai inutile mentirle, tanto questa mi leggeva nella capoccia!

Dopo un fugace sguardo mi rispose: “Invece lei è esattamente quello che stavo cercando”

Preso dal panico dissi ad alta voce: “Lo sapevo! Lei lavora per il fisco!”

“Prego?” Fece lei.

Capii di aver detto una cazzata: “No niente, mi scusi, non ci faccia caso, è dovuto a un trauma infantile”

Quindi mi sorrise ed io mi ricomposi.

“Le dicevo che lei è esattamente quel che cercavo, io avrei bisogno di una persona come lei per un lavoro...”

La interruppi scazzato: “No guardi ha sbagliato persona, io non sono tagliato per i lavori manuali, sono un pigro per natura”

Questa mi aveva preso per un idraulico, un muratore o un imbianchino...

“Non si tratterebbe di un lavoro manuale, io lavoro per la S.I.”

“Sì... no... cos'è un referendum politico?”

“Diciamo che non c'è andato tanto lontano, Secretaría de inteligencia”

La guardai stupefatto, cosa cazzo era la Secretaría de inteligencia?

“Servizi segreti argentini”

“I servizi segreti argentini avrebbero bisogno di un tipo come me per fare un lavoro? ... State messi male da queste parti!”

La dea in rosso si mise a ridere, anche nella risata il suo viso non si deformava in una smorfia sardonica, restava uno splendore, forse i servizi segreti argentini non sapevano scegliere bene i collaboratori esterni, ma quelli interni se li sceglievano proprio buoni!

Avevo la sgradevole sensazione di essere in procinto d'infilarmi in un grandissimo casino internazionale, e l'ancora più sgradevole consapevolezza che non avrei mai potuto rifiutarmi... perchè?

Se l'aveste vista capireste!

Gradimento