Forse le cose sono andate diversamente

ritratto di Mario De Pascale

~~Non so se sarà mai capitato a chi legge di avere avuto un periodo, più o meno lungo, di completa evasione dall’assillo di pensieri in qualche modo condizionanti, di potersi distendere anche fisicamente in piena libertà senza alcun tipo di preoccupazione, in definitiva di sentirsi totalmente tranquillo senza avere nulla di urgente da fare, eventualmente dedicandosi allo sport o al gioco preferiti.
Presumibilmente, la suddetta condizione non si sarà realizzata per nessuno perché questo è uno stato che può dirsi del tutto teorico, visto che, anche quando si è in vacanza, c’è sempre qualcuno o qualcosa che si preoccupa altruisticamente che non ci si annoi e prima o poi qualche rottura di scatole riesce generosamente  a procurarla.
Considerando però che personaggi del genere dovevano essere necessariamente assenti al momento della Creazione, io credo che questa fosse la situazione di Adamo prima che accadesse il fattaccio che ci ha raccontato la Bibbia e che ha costretto tutti i cristiani ad eseguire il lavaggio dal peccato originale, si sia o meno persone pulite.
Ma ci pensate un poco che quello era il padrone del mondo (anche se, come nell’esercito di Franceschiello, era generale e soldato semplice contemporaneamente) e se ne andava saltellando tutto il giorno per i giardini dell’Eden in mezzo agli animali feroci che però erano innocui per lui (fatta eccezione, come purtroppo ben si sa, per quel fetentone del serpente) : praticamente era l’antenato in linea retta di Tarzan.  Chissà se faceva anche il volo tra gli alberi appendendosi alle liane e l’urlo del re della foresta.
Oddio, anche una simile sensazione di goduria  totale, come ci si può immaginare, a lungo andare diventa ammorbante ed un uomo, se è un uomo, sente la necessità di fare qualcosa di diverso.
Lo sventurato Adamo, alla fin fine, si sarà fortemente scocciato di sentire ogni mattina il delizioso canto degli uccellini che, volente o nolente, lo svegliavano appena sul far del giorno credendo di fargli un favore, mentre lui invece aveva tanto bisogno di dormire: infatti, era solito fare le ore piccole e contare decine e decine di greggi di pecore per riuscire a chiudere occhio, visto che il sonno non si decideva a venire in nessun modo perché non aveva mai necessità di stancarsi e quindi non aveva bisogno di riposare. Non c’era nemmeno la TV, che ormai è diventata il più potente sonnifero per la popolazione del mondo d’oggi, mentre non erano ancora state inventate le farmacie per rifornirsi di oppiacei o similari.
Il pover’ uomo alle volte non sapeva proprio come passare il tempo, mentre la sua donna Eva approfittava puntualmente di questi momenti di crisi per cominciare con la solita solfa: “Questo succede perché non ti vuoi decidere a sposarmi! E’ vero che non è stato ancora inventato il matrimonio con le fedi e i testimoni, però uno deve pur cominciare a dare il buon esempio, caspiterina!”.
Di passaggio, si può osservare che quest’ ultimo vocabolo era il massimo delle parolacce che si conoscevano a quei tempi: per rafforzare il concetto, forse sarebbero state necessarie espressioni più sonore, ma il loro mancato uso dipendeva dall’ignoranza dell’intenso valore affermativo che ha un "vaffa" quando ci vuole.
Comunque, già da allora Eva aveva deciso che la caccia al matrimonio sarebbe stata una costante nell’atteggiamento femminile per i secoli a venire.
Per la verità, nemmeno lei se la passava molto bene, senza negozi per fare lo shopping, senza amiche per tagliarsi un po’ i panni addosso, senza potersi concedere una partita a burraco, insomma senza tutte quelle soddisfazioni grandi o piccole che può darti l’appartenenza al genere femminile.
Vero è che non c’erano nemmeno i soldi né le carte di credito o i bancomat per lo shopping e che non erano state neppure inventate le carte da gioco, ma la donna si era già detto tra sé e sé che non valeva neppure la pena di inventarle, tanto quel buzzurro di Adamo non sarebbe mai stato capace di giocare nemmeno a rubamazzo: poteva una donna come lei, una senza pari nell’universo, trascorrere il suo tempo a fare i solitari?
In sintesi, può dirsi che quella beatitudine dell’Eden doveva essere proprio un ammosciamento totale.
Quando al mattino si erano presentate quelle cinque o sei specie animali per il buongiorno e per farsi offrire la colazione, già la maggior parte delle attività della giornata se n’era andata. Veniva poi l’ora di pranzo con il solito problema di trovare qualche drago che si prestasse a fornire il fuoco per cucinare in cambio della promessa di parlare di lui ai bambini che avrebbero avuti, l’ora di musica che veniva trascorsa nel tentativo, ahimè vano, di coordinare le espressioni sonore degli animali per formare la banda per un concerto, la cena che era sempre in dubbio perché la sera c’era spesso qualche animale che, nel buio, si infilava nella caverna e sottraeva le cibarie.
C’era poi quell’affare dell’albero del bene e del male, il punto dolente di tutta la storia, proprio quello che, ad un certo momento, diede luogo al patatrac totale.
Secondo lo scrivente, quella gigantesca papera della volontà di Adamo dipese dalla circostanza che, quando uno non ha nulla da fare, la tentazione di realizzare qualcosa di diverso dall’inattività totale è forte: provate a chiedere ad uno sfaccendato come si comporterebbe se avesse l’occasione di una bella ragazza che gli si mostrasse disponibile e poi vedrete come diventa una persona impegnata.  Non si sa se la reazione dello sfaccendato sarebbe stata la stessa se si fosse trattato di eseguire un lavoro, però si ritiene di poter affermare che il caso dell’albero somigli più a quello della bella ragazza che a quello del lavoro: naturalmente, non è proprio la stessa cosa, perché è difficile che con un albero si possano fare le stesse cose che si fanno con una bella ragazza, però si ritiene di aver reso l’idea.
Probabilmente, si sarà trattato di una giornata in cui le cose non erano andate troppo lisce per il primo uomo, che forse doveva aver sbagliato il salto ad ostacoli con i prototipi dei cavalli oppure doveva essere stato battuto nella corsa da qualche felino oppure poteva essersi innervosito nei colloqui con i pappagalli paradisei (e non paradisiaci, che è un’altra cosa): fatto sta che sicuramente si era verificato qualche avvenimento che aveva contribuito notevolmente a fargli perdere le staffe.
Ed allora egli si sarà detto: “Muoia Sansone con tutti i Filistei!”, prendendo nervosamente a morsi il frutto dell’albero proibito: il fatto increscioso è stato che con questa azione ha fatto morire non solo Sansone ed i Filistei, perché alla fin fine le cose si sarebbero aggiustate, ma addirittura tutta l’umanità che sarebbe nata da lui.
Certo, non fu proprio una bella azione, anzi in realtà provocò la più grossa catastrofe della storia, però possiamo anche scusarlo in parte perché lui ignorava che così sarebbe cominciata la storia, mentre lui storie non ne aveva mai fatto, neanche sotto le molestie di Eva.
Poi, il momento topico, con la cacciata per indegnità e disobbedienza.
Credo che si possano immaginare i tentativi di scusa, anzi la scena potrebbe essere stata la seguente.
ADAMO) “Ma io, veramente, mi ero confuso! Avevo scambiato l’albero di mele con quello delle susine goccia d’oro lì vicino che sono belle grosse!”
IL SUPREMO) “Non cominciamo a raccontare balle, che poi resteranno nei secoli come il primo tentativo di imbrogliare il prossimo! E poi, proprio con Me, che so e vedo tutto! Pensi che non abbia visto l’occhietto che hai fatto a quell’altra, che è meglio che non la chiami con il nome che si merita? Eh sì, ho capito che volevi dire -Adesso me lo lavoro io il Vecchio, tanto, alla Sua età, dovrebbe già essere abbastanza andato con la testa- ! Ve ne dovrete mangiare forni di pane, prima di tentare di fare una cosa simile. Anzi, visto che ci siamo, è meglio che vi dica chiaro e tondo che penso che non mi siate riusciti tanto bene e vi condanno a non partecipare per tutta la vita a nessun concorso di bellezza, così imparate!”
ADAMO) “Ma veda, Eccellenza, la colpa è di questa cosa qui, che è meglio che non la nomini nemmeno io per evitare il turpiloquio! Se si potesse sostituirla con un’altra, magari fatta anche un tantino meglio, sarei disposto a dare anche un’altra costola ed anche gratis, sono pronto pure a firmare una liberatoria.”
IL SUPREMO) “Ma non far ridere i polli che devo ancora creare, cosa vuoi dare tu, se siete tutti roba mia? Mi sembri quasi un banchiere del futuro, che vuole farci anche il guadagno con i soldi che ha sottratto ai poveri cristi. Anzi, ora che ci penso, ne inventerò qualcuno, così vedremo come va a finire. Per il momento, quella è la porta e non fatevi più vedere.”
Fu così che, visto che il lupo perde il pelo eccetera, da allora quella coppia di sbandati diede origine ad una discendenza dove il tentativo di fregare gli altri rimase come un marchio docg.

 

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Gradimento

ritratto di Vecchio Mara

in fin dei conti...

da quella noia immortale che era l'Eden, è stato forse meglio uscire... vuoi mettere la mortale soddisfazione d'imbrogliare il prossimo con buone probabilità di farla franca, mentre con "Colui" che tutte vede e decide non erano nemmeno liberi di mettersi un dito nel naso? Piaciuto!

Ciao Mario

Giancarlo

ritratto di Mario De Pascale

Caro Giancarlo, lo sai

che pare sia ormai accertato che la parola EDEN è solo una forma raggruppata delle parole che, sotto sotto, disse a sè stesso il Supremo (e a chi altro poteva dirle?) al momento della Creazione: "Io li faccio così ED E' Naturale che questi qui, non avendo capito un accidente del libero arbitrio (che è lo stesso di quello usato poi a modo proprio da tanti liberi arbitri sportivi che pensano di poter arbitrare liberamente, cioè secondo come gli gira o sono orientati), si facciano fregare dal primo animale che ci prova".

Ovviamente, la preveggenza sapeva già quanto erano polli (senza offesa per i ruspanti volatili) quei due!

Grazie e ciao