Il tallone di Achille del PD

Il tallone di Achille del PD

 

Finalmente il Partito Democratico si è reso conto della voragine esistente fra il livello di conoscenza dell’attività svolta dalla Governo e l’immagine percepita dal suo stesso elettorato.

Da troppo tempo, ormai, la mancanza di un efficiente ed aggressivo ufficio stampa all’interno del Partito ha consentito all’opposizione di annullare quel tanto o poco di buono che il Governo Renzi è riuscito a realizzare.

In questi giorni la segreteria del Partito ha conferito l’incarico di responsabile della comunicazione a Matteo Ansaldi, “ un maestro del settore”, l’uomo che è stato definito “ il fustigatore” della Rai. L’uomo che ha nel mirino giornalisti come Massimo Giannini, Bianca Berlinguer e Andrea Vianello.

Speriamo bene.

Da troppo tempo, ormai, la comunicazione del PD era letteralmente sommersa dall’esasperante attivismo delle forze di opposizione. Gli uomini del M5S e quelli del PD che avevano deciso di uscire dal Partito, erano presenti per ogni dove e sparavano il loro “ bazooka” contro un unico famigerato bersaglio costituito da Matteo Renzi e famiglia.

La difesa del PD era fatta a colpi di fioretto e non aveva la forza di realizzare una difesa penetrante, significativa.

I danni prodotti dall’inefficacia della sua azione informativa sono sotto gli occhi di tutti: l’immagine del PD è quella di un partito in frantumi e quella che il Paese ha di se stesso non corrisponde alla realtà. Il rischio che stiamo correndo è quello di andare a votare in base ad un’errata percezione dei problemi esistenti e della realtà in cui stiamo vivendo.

Corriamo sempre di più il rischio di decidere rimedi salvifici sulla base di diagnosi sbagliate o, peggio ancora, alterata ad arte.

L’immagine allucinata che Marco Travaglio costruisce ogni giorno del nostro Paese o i discorsi farneticanti del “ Duo M5S” sono la punta di un iceberg che lavora sull’inconscio del Paese sempre più terrorizzato che da quello che ogni giorno gli viene somministrato. Ogni giorno siamo gettati sull’orlo del baratro, si salvi chi può.

Nel volgere di pochi mesi siamo stati sottoposti ad un bombardamento di notizie vere o presunte che producevano l’effetto di farci sentire minacciati dall’invasione dei barbari, dal rischio di avvelenamento alimentare prodotto dall’utilizzo dell’olio di cocco, dalla crescente violenza prodotta prima dagli zingari e poi degli immigrati. Adesso dai populismi di vario genere conditi da un’enorme quantità di scandali di Palazzo.

Di fronte alla rappresentazione insistita di questi fatti “incresciosi” è impossibile sperare e credere che nel nostro Paese ci sia qualcuno che si stia dando da fare per rimetterlo in piedi. Chi tenta di farlo,viene accuratamente isolato e, come minimo, si prende del cretino.

Se da un punto di vista politico e sociale il PD deve darsi da fare per interpretare i reali bisogni del suo popolo, da un punto di vista comunicazionale deve riuscire a dissolvere l’immagine catastrofica, costruita ad arte, di un Paese profondamente corrotto, divenuto ingovernabile. È necessario che gli elettori capiscano che i problemi ci sono ma che è anche possibile risolverli.

Il processo di disinformazione in atto fa male al Paese. Toglie fiducia ai suoi cittadini che finiscono per non credere nella propria capacità di influire sul corso degli eventi.

Bene ha fatto Matteo Renzi ad intervenire sul fronte determinante della comunicazione perché condiziona il nostro modo di pensare.

Resta solo da augurarsi che Matteo Ansaldi riesca a promuovere una informazione più comprensibile veritiera e agisca efficacemente, “ da fustigatore” nei confronti della Rai che sta dando una pessima prova di sé sia nel settore dell’informazione che della comunicazione politica.

Il ruolo che la nostra televisione di Stato deve svolgere non è quello di promuovere intrattenimento ma di investire nella crescita culturale e sociale del Paese. Nella televisione italiana c’è troppo dialetto. C’è una comicità sempre più demenziale dal linguaggio spesso scurrile ed incomprensibile. Ci sono le chiacchiere infinite di censori che si limitano a segnalare esistenti senza mai fare denunce specifiche e proporre soluzioni. Ci sono troppi talkshow finalizzati a sconsacrate il mondo della politica e a togliere credibilità a tutto ciò che riguarda la vita pubblica. Ci sono colonne sonore di sceneggiati male registrate e peggio ancora trasmesse che rendere incomprensibile più elementari sviluppi della trama.

 L’impressione che si ricava dalle trasmissioni di approfondimento politico è quella di essere caduti nelle mani di raccattapalle che vivono nella presunzione di essere più bravi dei giocatori che giocano in campo, si permettono di dettare legge e di dare loro consigli anche se sono consapevoli di non essere in grado di giocare una sola di quelle partite.

La politica è una cosa seria. Condiziona la nostra vita.

 Arrivati a questo punto non esiste più la possibilità di continuare a dire: “ Piove, Governo ladro!.Se ciascuno di noi continuerà a pensare che la soluzione dei nostri problemi non dipende da noi e che esiste solo una realtà, quella percepita, non ci sarà per nessuno un futuro possibile. La nostra visione della realtà sarà talmente alterata che finiremo per uscire di casa con il cappotto d’estate e la maglietta di cotone in inverno. Avremo sempre la polmonite ma non potremo lamentaci perché  sarà quello che ci siamo meritati.

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Gradimento

ritratto di Nikètor

arduo per un una unità guastatrice,diventare una restautatrice

I pdiessini troppo a lungo hanno praticato le tecniche di danneggiamento per riuscire  nell'opera inversa.

Speriamo bene.

Eutuchìa

Nick

ritratto di Nikètor

i loro tallone d 'Achille sono i martures.Poveretti !

Deatinati  per sempre a perdere,

 

Nick