Il gene del risparmio

ritratto di Mario De Pascale

~~Era una famiglia esemplare, nella quale nulla di quanto veniva prodotto era buttato via.
Si vuol sapere come ? Ecco i dettagli.
Per cominciare, l’energia fornita dalle gambe del padrone di casa, l’ ottimo ragionier Gualtiero Cripellini, che quotidianamente e coscienziosamente svolgeva la sua ora di cyclette domiciliare, veniva immagazzinata in un accumulatore collegato alla pedaliera; i fumi caldi dei vapori della cucina della moglie, la squisita signora Corradina, erano incanalati per ricircolo nell’impianto di riscaldamento domestico e perfino il movimento ondulatorio-sussultorio provocato dal Parkinson alle mani del nonno Ernesto era opportunamente utilizzato per stendere accuratamente le fette di prosciutto nelle buste dell’azienda di famiglia. Non solo, ma pure le acque di scarico domestico venivano immesse in un sistema di tubi che alimentava tutto il notevole assemblaggio delle piante in vasi della serra di casa dove si coltivavano vari tipi di prodotti del suolo per la nutrizione familiare; questi, poi, venivano anche concimati dai prodotti del W.C. di casa. Insomma, una vera meraviglia, al punto che addirittura le urla di sofferenza della nonna Corinna dovute ai suoi dolori artrosici venivano puntualmente registrate per usarle come deterrent dell’ allarme antri-intrusioni di estranei.
Tra tutte, però, una delle maggiori trovate del ragionier Gualtiero era stato il sistema economico escogitato per evitare di acquistare i presìdi sanitari necessari alla zia Erminia che soffriva di calli e geloni ai mignoli dei piedi. In questo caso, anzi, si sarebbe dovuto parlare addirittura di un colpo di genio: le scarpe venivano acquistate di dimensioni alquanto più grandi di quanto necessario, in modo da poterle calzare incrociate. Questo accorgimento permetteva ai mignoli di posizionarsi al posto degli alluci, godendo così di una situazione di maggior comodo e più ampio spazio, mentre gli alluci, non sofferenti, avrebbero potuto adattarsi al posto dei mignoli senza grossi inconvenienti.
In verità, non c’era strada che quella parsimoniosa famiglia non tentasse, pur di raggiungere la tranquillità economica.
Per questo motivo, in casa sembrò di aver toccato il cielo con un dito quando si seppe che era stata accettata la partecipazione del figlio minore, Balduccio, alla trasmissione televisiva “Il grande flagello”, che era un reality che andava per la maggiore e rappresentava lo svolgersi della vita domestica quotidiana di un gruppo di amici che erano riusciti a scampare fortunosamente al disastro della guerra nucleare che aveva distrutto l’intera umanità. Come sotteso dal titolo, questo programma di proponeva di mazzuolare sonoramente tutti coloro che avessero la stupidità di seguirlo ma che, appunto in virtù di tale qualità, non solo non se ne accorgevano minimamente, ma addirittura facevano schizzare in alto gli indici di gradimento.
I protagonisti sarebbero stati chiusi dentro un appartamento, a cavarsela da soli da una difficile situazione.
Infatti, la programmazione prevedeva che dall’ecatombe si erano salvati soltanto dodici giovani, che casualmente erano rappresentati per la giusta metà da ognuno dei due sessi; i sopravvissuti, però, non potevano uscire dal palazzo a causa dell’ambiente saturo di micidiali radiazioni che non avrebbero concesso scampo.
Fortunatamente (ma guarda un po’ la combinazione) il fabbricato di cui faceva parte l’appartamento in cui essi vivevano ospitava al pianterreno un supermercato le cui provviste di generi alimentari erano stipate nell’interrato.
Perciò, anche se vari problemi collegati alla disponibilità delle utenze domestiche innegabilmente c’erano, tutto sommato pareva che, per quanto riguardava le cibarie, la sopravvivenza fosse assicurata per qualche mese, a patto di non darsi ai consumi culinari smodati.
Nel tentativo di risolvere il problema emerse proprio quella mania del risparmio da cui inevitabilmente anche Balduccio era affetto.
In proposito, c’è da tener presente che, come era naturale, tra i maschietti e le femminucce coabitanti con il passare dei giorni avevano cominciato a crearsi situazioni di feeling, anzi si può dire chiaramente si erano formate delle vere e proprie coppie di fidanzati.
Ed allora, nientemeno, lo sapete il rampollo della famiglia Cripellini cosa pretendeva di controllare?
Ecco, prese a considerare che i rapporti amorosi avevano il grosso inconveniente di comportare il consumo di una certa dose di energia: il che, anche se aveva i suoi lati innegabilmente piacevoli, però presentava il grave inconveniente che, poi, per recuperare le energie a tavola avrebbe richiesto l’apporto di un notevole quantitativo di calorie, cioè, alla fine, una pappatoria più consistente. Quella comunità se lo poteva permettere questo spreco?
“E che, pretenderesti che, per consumare meno cibarie, non facessimo l’amore?” era il concetto che cercavano di ficcargli nella capoccia le coppie della casa.
Ebbene, lo sapete che, come detto, nella famiglia Cripellini quando c’era da risparmiare veniva fuori una certa genialità di razza: Balduccio non la smentì, perché arrivò ad inventare addirittura il cosiddetto “misuratore di effusioni”, una pensata che aveva addirittura del diabolico.
La realizzazione dell’apparecchio si basava sulla semplice osservazione che, in certe situazioni, c’era un aumento della pressione sanguigna e della frequenza delle pulsazioni cardiache causati dall’eccitazione amorosa: allora, bastava avere al polso un misuratore di queste grandezze frenando lo slancio passionale quando esse raggiungevano valori al di sopra di un limite prefissato. Questa semplice accortezza avrebbe comportato il risparmio di alcune migliaia di calorie settimanalmente a testa e quindi una minor richiesta di alimenti da parte dell’ organismo.
Quando Balduccio presentò questa sua proposta gli altri lo guardarono con tanto d’occhi, incerti se quello scherzasse, se l’innegabile difficoltà del momento gli avesse procurato disturbi nervosi o se fosse scemo di suo, senza necessità di sollecitazioni esterne.
Un poco alla volta, però, tutti cominciarono a convincersi che, in fondo, la loro situazione era del tutto eccezionale e forse poteva richiedere provvedimenti dello stesso genere.
Ma sì, in fondo, di fronte alla questione di salvare la pelle, forse valeva anche la pena di sacrificare i dolci momenti degli amplessi d’amore; tanto, questi si sarebbero potuti comunque recuperare successivamente, quando si fosse usciti da quella dannata contingenza!
Fu così che, nell’interesse comune, i compagni di sventura cominciarono a tenersi d’occhio continuamente, controllando che, per esempio, un bacio non durasse più di dieci secondi o che le carezze nelle coppie non andassero oltre un certo limite. C’era anche chi si divertiva nell’impartire questi divieti, ma questo faceva parte di un sadismo personale.
Piuttosto, come c’era da aspettarsi, cominciò a svilupparsi, prima strisciando e poi in forma sempre più decisa, una forma di nervosismo, che progressivamente coinvolse tutti gli ospiti dell’appartamento, facendo scoppiare litigi che arrivarono anche alle mani ed alla necessità di separare i contendenti.
Balduccio osservava, annotava, esaminava e studiava tutto: alla fine, venne fuori con il bel risultato che la situazione di contrasto che si era realizzata comportava un dispendio di energie superiore rispetto a quello delle effusioni amorose.
Come andò a finire? Come ci si poteva attendere dall’ingratitudine umana: come Balduccio ebbe finito di esporre quest’ultima sua teoria, immediatamente finirono tutti i contrasti tra gli occupanti dell’appartamento.
Anzi, essi trovarono un accordo immediato per unirsi all’istante e scagliarsi addosso a quello che ritenevano l’autore dei loro guai, suonandogliele di santa ragione.
Come sempre, si può commentare, il destino dei geni è quello di essere incompresi…    

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Il tuo gradimento: Nessuno (1 voto)

ritratto di monidol

Ahahaha fortissima

l'organizzazione della famiglai Cripellini! Da cartone animato...

Balduccio è alle prime armi ma imparerà. :-)

ciao

monica

 

ritratto di Mario De Pascale

Vabbè, ti ringrazio,ma

vuoi saperne una che ha del portentoso?

L'idea del racconto è partita proprio dalla visita ad una azienda di produzione familiare del prosciutto imbustato (non ti dico il nome del paese ma non è poi tanto difficile immaginarlo): aveva il nonno che soffriva di Parkinson che veniva giustamente utilizzato...

Ciao

ritratto di Blue

"questi, poi, venivano anche...

...concimati dai prodotti del W.C. di casa"

Scena alla "The Martian"...     smiley

 

ritratto di Mario De Pascale

Carissima, da quanto tempo!

Naturalmente, si trattava di un compost di cui le deiezioni animali (non eccessivamente acide, naturalmente) sono un costituente pregiato - pensa che il letame raggiunge costi alquanto elevati-. Fino ad alcuni anni fa, come saprai, nelle campagne era usuale l'uso dei "pozzi neri" con sversamento diretto nel terreno, Soltanto da pochi decenni è stato proibito quest'uso per i pericoli provenienti da possibili contaminazioni o contenuti batterici da malattie umane con obbligo dell'adozione delle vasche Imhoff a svuotamento periodico.

Ciao e vienimi a trovare più spesso!

ritratto di Alex1951

Geni incompresi

Anche il mio prof di matematica asseriva ch'io fossi un genio incompreso ma, marchingegni diabolici come quelli da te descritti, non li ho mai inventati. Al massimo una poltrona od una lampada.

Bello.

Alex

ritratto di Mario De Pascale

Probabilmente, avrai il gene

della matematica ma non quello del risparmio.

Adeguarsi è la parola d'ordine!

Ciao e grazie della visita

ritratto di Claudio Di Trapani

Il racconto è molto

divertente, Mario. Spassosissma la battuta sullo sfruttamento del movimento della mano del povero vecchietto con il parkinson. Sempre simpatici i tuoi scritti.

Ciao, Mario.

Buona domenica.

;)

ritratto di Mario De Pascale

Ma scherzi? Pensa

se si brevettassero queste idee: sai i milioni di milioni di euro? Ma io ci ho il copyright adesso, eheh!

Ciao e grazie, Claudiuccio.

ritratto di Massimo Bianco

Questo è uno dei tuoi più

Questo è uno dei tuoi più spirotosi e azzeccati, almeno tra quelli che ho letto. Mi è giunta notizia che "Il grande flagello" sarà programmato sul palinsesto di Rai 2 del prossimo autunno: imperdibile. Ciao.

ritratto di Mario De Pascale

Vuoi un consiglio (se posso

permettermelo)?

Io ho fatto una selezione tra i racconti pubblicati tra il 2015 e il 2017, eliminando quelli che non mi apparivano al giusto livello (veramente, ce n'era uno, "L'Internet dei miracoli", che avevo inserito proprio al primo posto della pubblicazione in volume che intendo fare, ma poi l'ho eliminato per una necessaria revisione).

Tutti quelli rimasti, perciò, mi sembrano più o meno sulla stessa quota altimetrica (anche se ho delle predilezioni personali, come ad esempio per "La profezia").

Perciò, fatti un po' il giro e vedi tu.

A presto e grazie.